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Sport martedì 21 ottobre 2014 ore 11:52

Pugilistica Galilei: "Siamo in grave difficoltà"

L'appello ai campioni del passato e alle istituzioni del presidente Angiolini: "La società dopo cento anni di vita rischia di gettare la spugna"



PISA — La pugilistica pisana Galileo Galilei è in difficoltà. Da anni i pugili si allenano in un tendone nel quartiere pisano del Cep in attesa dell'assegnazione di una sede da parte del Comune.

A lanciare l'appello per le difficoltà della società è l'anima della pugilistica Galilei, il presidente Fabiano Angiolini che dice in una lettera aperta agli amministratori pubblici: “Nonostante tutta la buona volontà e l’impegno profuso in questi anni, compreso l’uso di un tendone completamente inidoneo a noi a suo tempo affidato dal comune di Pisa, la situazione è arrivata al capolinea, ed è tale da non poter proseguire oltre. I nostri insegnanti dopo aver sopportato a lungo questo stato di cose con pazienza, nella speranza di uno sbocco positivo, hanno gettato la spugna, e per conseguenza, la società pugilistica più antica di Pisa è a un passo dalla chiusura”. Insomma la situazione è grave e in provincia di Pisa si rischia di perdere una della grandi tradizione sportive che tra Pontedera e il capoluogo ha dato tanti campioni alla nobile arte e che potrebbe ancora rappresentare un'eccellenza”.

“Il tempo – spiega nel suo appello il presidente - non lavora certamente per noi e la città di Pisa non può far passare inosservata la scomparsa di un sodalizio che ha dato tanti campioni sotto lo stemma rosso crociato, basti pensare ai vari: Del Papa, Diana, Badalassi, Terzuoli, ai fratelli Burchi, e a tanti, tanti altri”.

Insomma la situazione è grave e il rischio è di perdere una tradizione sportiva ormai quasi centenaria è concreto. Poi Angiolini passa, nella sue lettera aperta, in rassegna la storia dei grandi campioni della Galilei.

Ricordate il grande Sergio Burchi che il 15 gennaio 1957 disputò un incontro memorabile a Varese, valido per il titolo dei pesi mediomassimi contro Artenio Calzavara successivo campione d’Europa e degno di avere affrontato a Birmingham in Inghilterra il grande Randolph Turpin ex campione del mondo dei pesi medi, famoso anche per avere sconfitto Ray Sugar Robinson. Ma l’incontro più spettacolare Sergio lo ha disputato il 22 marzo 1956 a Pisa contro Ivano Fontana, incontro che gli appassionati di boxe non hanno ancora dimenticato. Altro grande atleta della Galilei è Piero del Papa, che ha concluso la carriera con 44 incontri vinti, 6 sconfitte e 4 pareggi. Piero nel 1960 vinse il titolo nazionale dilettanti, proseguendo poi con la conquista del titolo italiano che tenne dal 1962 al 1964. Conquistò anche il titolo europeo nel 1966 contro Giulio Rinaldi, onorandolo in ben 11 combattimenti e lasciandolo nel 1967. Lo riconquistò successivamente mantenendolo nel biennio 1970/71. Noi non dimentichiamo Giorgio Petriccioli, insegnante della nazionale italiana con Rea e Falcinelli: ha allenato i grandi pugili pisani (Del Papa, Badalassi, Ferrari, Bacci e Diana).

Franco Morandi, sempre insieme a Petriccioli e considerato la bibbia del pugilato

pisano, ha anche scritto il libro storico “Fuori i Secondi”. Dilio Lenzini, ex pugile dilettante, già campione toscano novizi e valente arbitro internazionale: ha arbitrato i migliori pugili di tutti i tempi e ha lasciato un ricordo di onestà e professionalità che va ben oltre i confini nazionali. La sua dedizione alla società Galilei era totale. Grande amico della Galilei della quale era un figlio adottivo, è anche il due volte campione del mondo Sandro Mazzinghi, che in questi momenti così difficili soffre insieme a noi per questa situazione insostenibile. Un capitolo a parte merita l’attuale insegnante della società Ilvano Pacchini, uno degli allenatori che nel mondo dilettantistico hanno fatto la storia del pugilato. Nessuno ha vinto quanto lui: due titoli italiano assoluti, tre guanti d’oro e tantissimi titoli regionali e nazionali. Ha lanciato per il professionismo fior di pugili, attualmente Alessandro Balestri, prossimo a combattere per il titolo italiano. Ilvano è un allenatore conteso e preso a modello da tutte le società pugilistiche e il suo attaccamento alla Galilei, dopo avere militato da dilettante nella pugilistica Cascinese è totale. Non bisogna dimenticare che il Pacchini fu fermato nella sua carriera professionistica da problemi fisici perché gli esperti prevedevano per lui una grande carriera. Potremmo continuare con tantissimi altri pugili e personaggi della Galilei per i quali ci scusiamo della mancata citazione che faremo prossimamente. Ma credete questa società ha una storia incredibile. La nostra attività prosegue ininterrottamente dal lontano 1917, ed ha superato anche il periodo bellico: interrompere vorrebbe dire affossare la storia della società sportiva più antica di Pisa.

Purtroppo tutti i nostri numerosi tentativi di risolvere il problema in un rapporto continuo con il comune di Pisa vanno continuamente a vuoto, e sempre dopo averci dato l’illusione di possibili soluzioni. La cosa più grave consiste nel fatto che tutte le istituzioni concordano a parole sulle nostre ragioni, ma purtroppo, anche dopo diverse prese di giro siamo al capolinea, e i nostri numerosi atleti sono costretti ad allenarsi all’aperto al giardino Le Piagge lungarno.

Stiamo mobilitando tutti, - conclude Angiolini - compreso gli ex campioni del passato Mazzinghi, Del Papa, la famiglia Burchi, Morandi, e altri e siamo sostenuti anche dal nostro grande tifoso di pugilato Andrea Bocelli, contando di poterlo coinvolgere in maniera molto più diretta”.



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