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lunedì 27 maggio 2019

Attualità sabato 24 settembre 2016 ore 12:30

"Troppe persone nella soglia di indigenza"

Il palazzo comunale di San Giuliano Terme

L'appello del vicesindaco di San Giuliano Terme a non avere pregiudizi verso gli stranieri e al rispetto dei diritti di tutti



SAN GIULIANO TERME —
"Nel nostro comune, nel 2016 hanno presentato domanda per il contributo affitti 245 nuclei familiari in base alla legge regionale 431/98, abbiamo richiesto la solita documentazione di sempre quindi non il certificato consolare perché sarebbe una brutta cattiveria nei confronti dei più deboli, furbi e meno furbi ci sono da tutte le parti, sta a noi controllare.
Solo 9 nuclei sono rimasti fuori perché la documentazione non era in regola o superavano i limiti di reddito, quindi abbiamo accolto 236 domande. Bene, di queste 236 famiglie il 68,2% sono italiane, il 32,8% sono straniere.
Ma circa il 90% di questi nuclei familiari stranieri sono provenienti dai paesi europei quindi comunitari. Questo vale anche per altri contributi che vengono concessi (contributo idrico, energetico e altro), in vario modo aiutiamo oltre 300 nuclei familiari e le percentuali non si discostano". 

Il racconto di Franco Marchetti, vicesindaco di San Giuliano Terme nella Giunta Di Maio, prosegue con la riflessione sull'esperienza personale.

"Tra le persone che ricevo io, il nostro ufficio sociale e le assistenti sociali, noi abbiamo un rapporto mediamente con più di cento persone al mese - continua Marchetti - quindi siamo anche in grado di farci una idea precisa e di capire cosa avviene nella collettività.
Il motivo principale per cui le persone si trovano in queste difficoltà è l’assenza di lavoro, ma anche il lavoro precario, unito ad affitti troppo alti fanno precipitare le persone nella soglia di indigenza.
A questi dati aggiungiamo che vengono distribuiti mediamente più di 100 pacchi alimentari tra banco alimentare e caritas, quindi la oggettiva difficoltà nella quale si trovano molte persone.
Le motivazioni principali per cui siamo in questa situazione sono proprio da ricercarsi al nostro interno, perché vi è una iniqua redistribuzione della ricchezza, perché non vengono incentivati gli investimenti produttivi, non si diminuisce il costo del lavoro.
Il nostro paese sono 20 anni che non cresce, ed ha la produttività tra le piu basse a livello europeo e secondo la Banca d’Italia le motivazioni sono sostanzialmente due, un mercato ingessato e lo scarso rendimento del capitale umano per assenza di investimenti, pertanto non è assolutamente vero che i migranti portano via il lavoro".


"Anzi - continua Marchetti - in molte zone del nostro paese, dove maggiore è l’immigrazione e maggiore è la ricchezza. 
Sempre per tornare al nostro territorio, vi è un altro dato molto significativo, si stima che complessivamente vi siano circa 500 collaboratrici familiari, tra nero e regolarmente assicurate che assistono i nostri anziani permettendo a figli e generi di lavorare.


Come si vede la situazione è molto complessa e difficile ma non è quella che si vuole rappresentare, ed in momenti come questi sarebbe importante che ognuno, soprattutto chi ha ruoli in vario modo nella società usasse un maggior senso di responsabilità, tutti ne trarremmo un beneficio", conclude Marchetti.



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