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Cronaca mercoledì 29 settembre 2021 ore 09:23

Ucciso dalla trebbiatrice, chi era la vittima

Sconcerto e dolore a Madonna dell'Acqua, dove viveva con la famiglia, e a Viareggio, dove era nato, per la tragica morte dell'imprenditore agricolo



SAN GIULIANO TERME — Si chiamava Massimiliano Malfatti e aveva 54 anni l'imprenditore agricolo morto ieri sul lavoro, travolto da una trebbiatrice in un terreno di via Pasteur a Pontasserchio. Lascia una moglie e tre figli, con i quali viveva a Madonna dell'Acqua, in via Pietrasantina, dove ha sede anche l'azienda a conduzione familiare, la Luca-Flor.

La tragedia si sarebbe consumata nel pomeriggio. Ma è soltanto attorno alle 20 che uno dei figli avrebbe trovato l'uomo ormai senza vita, il corpo straziato dalle lame rotanti del macchinario agricolo. Una scena orribile, subito circoscritta dai vigili del fuoco e dai carabinieri, ai quali si sono presto aggiunti i sanitari del 118 e il personale dell'ispettorato del lavoro della Ausl.

Tutto fa pensare ad un drammatico incidente. Malfatti sarebbe sceso dal mezzo agricolo per controllarne il corretto funzionamento, finendo per essere risucchiato nel cilindro delle lame. 

La notizia della tragica scomparsa dell'imprenditore Massimiliano Malfatti ha suscitato profondo dolore e sconcerto a Madonna dell'Acqua, frazione alle porte di Pisa dove la famiglia era conosciuta e stimata, e a Viareggio, dove era nato.

"Conoscevo Massimiliano e la sua bella famiglia - ha scritto il sindaco Sergio Di Maio -, questa è una tragedia che sconvolge tutta una comunità. Non ci sono parole. In questo momento siamo vicini ai familiari e ai congiunti".

“Esprimo il mio cordoglio ma anche tutto il mio sgomento per l’ennesima vittima sul lavoro in Toscana - così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani -. Siamo davanti a una situazione ormai drammatica. Dobbiamo essere molto determinati e decisi ad intervenire. Occorre mettere in campo un'attenzione mirata sulle modalità di lavoro al fine di controllare anche dall’esterno, in determinate condizioni, le situazioni di concreto pericolo. Bisogna adesso investire in modo concreto sulla formazione e sulla prevenzione per far crescere la sicurezza sui luoghi di lavoro”.

“Ancora una vittima sul lavoro, un’altra perdita inaccettabile - queste invece le parole di Stefania Saccardi, vicepresidente e assessora all’agroalimentare della Regione Toscana -. Non c’è più un minuto da perdere, il tempo è davvero scaduto. L’imperativo per tutti adesso è: accelerare per mettere fine a questa strage”. 

“Esprimo tutta la mia vicinanza alla famiglia del lavoratore - ha aggiunto la vicepresidente regionale -. Siamo di fronte a un bilancio drammatico che davvero non lascia più spazio alle parole. Tra Governo e sindacati c’è stato, proprio in questi giorni, un primo accordo sul tema della sicurezza sul lavoro, con l’indicazione di interventi concreti per arginare questa sempre più intollerabile situazione. E’ la strada giusta, ma è assolutamente necessario che questo processo si traduca subito in provvedimenti, azioni, risorse e investimenti su formazione e prevenzione perché sia sostenuta una volta per tutte un'autentica cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro come un paese civile deve pretendere di avere”.

“Mai abbassare la guardia. Le attenzioni non sono mai sufficienti. L’eccesso della confidenza, così come a volte la stanchezza, possono essere fatali - ha quindi commentato il presidente di Coldiretti Pisa, nonché Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi -. Il primo pensiero va alla famiglia dell’agricoltore e ai suoi cari. Da parte della nostra organizzazione le più sincere condoglianze e la nostra vicinanza”.

"La progressiva sostituzione di vecchi macchinari e trattori con mezzi più moderni e sicuri - hanno tuttavia ricordato dal Coldiretti Toscana -, l’impiego della tecnologia nelle lavorazioni ed una crescente cultura della sicurezza nelle campagne hanno contribuito a ridurre notevolmente i rischi connessi all’attività lavorativa in agricoltura. Gli indicenti nelle campagne sono calati del 30% tra il 2016 ed il 2020 rappresentando oggi circa il 6% del totale degli infortunati denunciati in Toscana. E così anche i decessi che sono crollate del 50% tra 2015 ed il 2020 (fonte Inail)".

“ll trend registrato nelle campagne conferma il prezioso lavoro di ammodernamento delle imprese agricole fatto in questi anni – ha spiegato ancora Filippi – per rendere il lavoro in agricoltura tecnologicamente più avanzato, ma anche più sicuro. Nella provincia di Pisa questo trend è addirittura migliore della media regionale: il totale di infortuni in agricoltura rappresenta il 3% del totale di infortuni. Molto resta tuttavia ancora da fare e per questo è necessario continuare con decisione sulla strada intrapresa con interventi per la semplificazione, la trasparenza, l’innovazione tecnologica e la formazione, che sappiano accompagnare le imprese nello sforzo di prevenzione in atto”.


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