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Cronaca sabato 28 giugno 2014 ore 17:05

Cisanello, in tre anni sarà tra gli ospedali più grandi d’Europa

Il bando per l'affidamento della gara sarà pubblicato a breve. ecco cosa cambia. Per un importo complessivo di 358 milioni di euro



Il bando di gara per affidare il completamento del nuovo ospedale di Cisanello sarà pubblicato a breve. L’accelerata era stata impressa a marzo scorso dalla Regione Toscana, con l’assegnazione all’Aoup di 29 milioni di euro, che sono serviti ad acquisire le cliniche di proprietà dell’Università, all’interno del complesso del vecchio ospedale Santa Chiara. In tal modo, con la proprietà in capo a un unico soggetto, l’Aoup, sono stati velocizzati gli iter procedurali preliminari al bando di gara per completare il nuovo ospedale a Cisanello. L’imponente nuova opera edilizia è infatti legata alla vendita del vecchio complesso ospedaliero di Santa Chiara (valore stimato intorno ai 122,5 milioni di euro), che verrà riconvertito secondo quanto previsto dal piano di recupero, trovandosi in un’area di grande pregio a ridosso della piazza dei Miracoli. 

Nel corso degli anni ci sono state alcune modifiche al progetto del nuovo ospedale, rispetto all’accordo di programma del 2005, suggerite dal nuovo assetto aziendale e soprattutto dalle continue evoluzioni che hanno interessato il settore della sanità. Sono stati quindi ripensati gli spazi in funzione della centralità del paziente, progettando un modello di ospedale a monoblocco orizzontale, con la concentrazione delle aree critiche (blocchi operatori e terapie intensive) su un unico piano, cercando di garantire percorsi di continuità e intensità di cure negli edifici adiacenti fra loro, in modo da ridurre al minimo gli spostamenti esterni dei pazienti e garantire la massima flessibilità e integrazione di posti letto, professionisti e discipline. È stato progettato un unico grande ingresso (edificio nave) con funzioni di orientamento-smistamento dei flussi e sono stati separati i percorsi fra utenza, personale sanitario e logistica. Una volta a regime, l’attività assistenziale verrà tutta concentrata nella parte di nuova costruzione e nei già esistenti (e recenti) edifici 8, 10, 13, 29, 30 e 31 mentre gli edifici dell’area vecchia di Cisanello (1, 2, 3, 5) saranno destinati ad altre funzioni. Nelle previsioni c’è anche l’abbattimento del monoblocco (edificio 6) permettendo così la realizzazione del “Parco storico” nel sedime del vecchio Sanatorio di Cisanello. Verrà poi completamente rivoluzionata la mobilità, interna ed esterna. Dentro il perimetro ospedaliero circoleranno solo mezzi elettrici e all’esterno spariranno tutti gli attuali parcheggi, per far posto a un’unica enorme area di sosta a forma ovale, antistante gli edifici nuovi, che si allungherà lungo tutta la superficie (dall’Edificio 10 all’attuale parcheggio al ponte alle Bocchette). Quanto alle nuove costruzioni, verrà realizzato il complesso denominato “secondo potenziamento”, collegato al primo da un attraversamento, che accoglierà nuove degenze e blocco operatorio, e poi la piastra diagnostica, il centro prelievi, il palazzo direzionale con gli uffici amministrativi, gli stabili destinati a cucina-mensa, le centrali di energia, i magazzini e gli edifici universitari (polo didattico e scienze mediche di base). Il tutto si allungherà su una superficie di 283.258 metri quadrati, per un volume di 1.133.072 metri cubi. Consistente anche la dotazione di aree a verde e alberate che si vanno ad aggiungere alla creazione di due parchi: uno nella parte vecchia: “Parco storico” e uno nell’area golenale nella zona dei campi sportivi – “Parco fluviale”, il tutto per circondare e mitigare il costruendo complesso ospedaliero.

Alla fine il nuovo “concept” di ospedale del futuro prevederà un’ampia flessibilità nell’utilizzo dei posti letto, che potranno estendersi o contrarsi in un range che va da 1.350 a 1.100, a seconda delle esigenze dell’area dell’emergenza o del comfort alberghiero (camere singole), distribuiti fra edifici di nuova costruzione ed edifici esistenti. Gli ambulatori (visite e chirurgici) saranno invece 440. Le sale operatorie totali saranno 52 mentre le attrezzature della diagnostica cosiddetta “pesante” ammonteranno a 32 (5 radiografi, 10 Tac, 6 risonanze magnetiche, 7 angiografi e 4 acceleratori).

Il tutto per un importo complessivo di 358 milioni di euro, di cui 306 a carico di Aoup e 52 a carico di Unipi, così ripartiti: 291 milioni serviranno per la costruzione degli edifici del nuovo polo di Cisanello (251 milioni a carico di Aoup e 40 milioni di Unipi), 41 milioni per le opere complementari di urbanizzazione (35 milioni a carico di Aoup e 6 milioni a carico di Unipi) e 26 milioni per arredi e attrezzature (20 a carico di Aoup e 6 di Unipi).

La durata dei lavori è prevista in 3 anni e mezzo e saranno impiegate in cantiere alcune centinaia di maestranze.

Sarà uno degli ospedali più grandi d’Europa, per estensione e complessità di specializzazioni e si calcola che, una volta a regime, ospiterà un flusso quotidiano di circa 15mila persone. Si tratta di un’operazione di importanza strategica enorme per la collettività e per il servizio sanitario regionale, perché consentirà, da un lato, di riqualificare una delle aree di maggiore pregio storico della città (Santa Chiara), con evidenti ricadute di tipo economico e turistico, dall’altro di eliminare definitivamente la frammentazione dei reparti ospedalieri su due presidi e di concentrare tutto il nocciolo dell’area assistenziale, didattica e della ricerca in un moderno monoblocco ispirato agli standard di qualità, sicurezza e risparmio energetico fra i più avanzati in Europa. Proprio questo aspetto è strategico per chi otterrà l’appalto dell’opera, dal momento che sono stati inseriti nellagara anche i servizi di conduzione e gestione delle centrali tecnologiche e degli impianti, la manutenzione dei vecchi e nuovi edifici e il servizio di logistica dei trasporti interni per un periodo di 10 anni, eventualmente estendibile ad ulteriori 5. Con questa formula, quindi, è interesse dell’operatore economico che si aggiudicherà l’appalto prestare maggiore cura ed attenzione, nella fase di realizzazione dell’opera, in merito alle scelte sui materiali e macchinari, sull’integrazione impiantistica e sui metodi costruttivi, privilegiando le soluzioni che garantiscano maggior pregio, affidabilità e durevolezza nel tempo. L’intenzione è infatti quella di impiegare ogni possibile fonte alternativa di energia nonché di adottare la filosofia legata alla trigenerazione (contemporanea produzione di fluidi caldi, fluidi freddi ed energia elettrica), con la possibilità anche di una rete di teleriscaldamento, il tutto finalizzato a incrementare il rendimento globale dell’intero sistema ospedale.

In conclusione, è giunto a coronamento un lungo e complesso lavoro condiviso, che ha impegnato negli ultimi anni, dall’accordo di programma del 2005 ad oggi, tutti gli enti coinvolti a vario titolo con l’Aoup in quest’operazione (Comune, Regione, Università di Pisa, Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, Sovrintendenza, Provincia, Ufficio fiumi e fossi, Comune di San Giuliano Terme ed altri). 

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