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Mercoledì 21 Ottobre 2026

— il Blog di

Saverio Tommasi

di - Mercoledì 21 Ottobre 2026 ore 09:00

Ora, intendiamoci, io un libro il cui titolo è “Siate ribelli, praticate gentilezza” non l’avrei acquistato neppure sotto tortura; scimmiotta in modo plateale la conclusione del discorso pronunciato da Steve Jobs nel 2005 ai laureandi dell’Università di Stanford: “Siate affamati, siate folli”.

Sono quegli inviti tra il demagogico e il retorico che piacciono tanto agli americani, molto meno a noi europei. E comunque non piacciono a me.

Ma Letizia, mia sorella, esperta lettrice, me lo ha vivamente consigliato e io, vincendo il mio scetticismo, ho iniziato a leggerlo e pagina dopo pagina ho dovuto dare ragione a mia sorella perché questo libro è esilarante, comico e istruttivo, si fa leggere tutto d’un fiato ed è un portatore sano di allegria.

Il libro è una lunga l e intima lettera che l’autore scrive alle sue due figlie: Caterina e Margherita, mescolando riflessioni profonde con aneddoti legati alla paternità e alla vita di tutti i giorni (dai pannolini ai primi passi, dalle piccole gaffe alle difficoltà del crescere.)

Essere ribelli, secondo Tommasi, non significa fare a pugni o urlare, ma avere il coraggio di essere se stessi, pensare con la propria testa e restare umani in un mondo spesso freddo e conformista

Praticare la gentilezza viene presentato come una scelta forte, coraggiosa e "temeraria", capace di andare controcorrente rispetto alla cattiva educazione e all'aggressività quotidiana

Tra le pagine si affrontano temi fondamentali come l'empatia, la tolleranza, la lotta contro ogni forma di razzismo e fascismo, l'uguaglianza e i pericoli legati al mondo della rete.

“ Un pilota perde un secondo a giro a ogni figlio che gli nasce” diceva Enzo Ferrari.

Si potrebbe riassumere così, in questa frase di Enzo Ferrari, tutta l’essenza della paternità che vuol trasmettere Tommasi: nella comprensione di non essere più un individuo a sé stante, di non dover più misurare la tua vita in traguardi solitari ma in grandi e piccoli successi quotidiani compiuti dai e con i tuoi figli.

Ogni figlio impone al genitore di guardarsi allo specchio, di guardarsi dentro, per capire che tutto ciò in cui si crede, per cui si combatte, da oggi in poi dovrà essere diviso, insegnato e inseguito in ragione di altri.

Come spiegare ai figli le brutture del mondo, le cose storte, i grandi temi? Saverio ci ha provato con una lettera, tra momenti di ilarità alternati ad attimi di infinita tenerezza, nella crescita costante che ogni mamma e papà compie assieme al figlio, imparando a cambiare un pannolino anche in situazioni estreme, o a schivare i rigurgiti di pappa. Così Saverio ha affrontato i temi che più gli stanno a cuore. come la tolleranza, i diritti dei più deboli, la lotta per l’uguaglianza, la denuncia di qualunque forma di razzismo e fascismo, i pericoli della rete. Come se fosse una fiaba, con una grande morale: imparate a essere ribelli, praticate della gentilezza. In fondo, come diceva Anne Herbert in una massima diventata un trend topic sui social, “praticare gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso” è sempre un buon rimedio per affrontare le cose.

Il libro concepito sotto forma di diario si compone di brevi capitoli, quadretti di vita quotidiana, riflessioni intime e aneddoti legati alla crescita delle figlie dell'autore.

Il tono: è colloquiale, caldo, diretto, ironico e profondamente emotivo. Sembra quasi di ascoltare una conversazione a tu per tu davanti a un caffè.

Il linguaggio: semplice ma non banale. Le parole sono usate con cura chirurgica, ricordando al lettore che ogni termine ha un peso specifico e una responsabilità.

Riporto qui di seguito alcuni brani che rispecchiano fedelmente le idee e lo stile di Saverio.

Sul razzismo

Figlie mie,

io e la mamma siamo antirazzisti, cioè normali. Non avendo senso di inferiorità, rabbia repressa, bacature mentali, non avendo avuto genitori violenti, avendo letto libri, conosciuto persone, viaggiato per il mondo, siamo immuni dal virus del razzismo. Non abbiamo questa strana malattia che, come diceva Albert Einstein, colpisce i bianchi ma fa fuori i neri.

E sulle minoranze:

Sono le minoranze che rendono le persone normali, perché nelle minoranze ci stanno le differenze, che sono una sorta di specializzazione alla vita. Tutti infatti si nasce ma poi l’unico modo per essere se stessi è differenziarsi. Altrimenti sei una fotocopia e ti potevano creare andando in cartoleria all’angolo, “mi scusi mi fa una fotocopia di me stesso per piacere?” E con 20 centesimi eri già pronto.

E sull’amore

Bambine mie, c’è chi ama le donne, chi ama gli uomini, quasi tutti amano i cani e i gatti, gli spagnoli che pagano il biglietto per la corrida, non amano i tori. Io amo voi e amo la vostra mamma. Perché amore ha una declinazione, ma anche se volessimo dargliene una sola,, cioè un grande affetto che contempla la possibilità del sesso, le prime due specificazioni resterebbero valide lo stesso. E cioè esistono persone che amano le donne e persone che amano gli uomini. E persone significa uomini o donne, perciò non è detto che gli uomini debbano amare le donne e che le donne debbano amare gli uomini. Detta così non è complicata, ma si può anche riassumere con “ama e fa’ ciò che vuoi”, come disse Sant’ Agostino che non era un militante LGBT

Il primo che teorizzò l’indissolubile connubio tra gentilezza (cuor gentile) e amore fu Guido Guinizelli,; riporto l’incipit di questa poesia che è considerata il manifesto del Dolce Stil Novo

[1] Al cor gentil rempaira sempre amore
come l’ausello in selva a la verdura;
né fe’ amor anti che gentil core,
né gentil core anti ch’amor, natura:

[1] In un cuore nobile (gentil) si trova (rempaira – gallicismo dal latino re-in-patria = ritorna in patria) sempre l'amore come un uccello (ausello) nella selva tra il fogliame (verdura); nè la natura ha creato l'amore prima del (anti che) cuore nobile, né il cuore nobile prima dell’amore:

, Saverio Tommasi è nato e vive a Firenze. È giornalista e autore di reportage e inchieste in Italia e all’estero, lavora a Fanpage.it. Diplomato all’Accademia di Arte Drammatica dell’Antoniano di Bologna, scrive e rappresenta spettacoli di teatro civile.
Ha pubblicato Siate ribelli, praticate gentilezza, Sogniamo più forte della paura (Sperling & Kupfer 2017 e 2018) e In fondo basta una parola (Feltrinelli, 2021).
È presidente di Sheep Italia. La sua pagina facebook è seguita da mezzo milione di persone.


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