Attualità Lunedì 03 Agosto 2026 ore 10:51
Si chiude l'edizione 2026 di Pisa Jazz Rebirth

Oltre 80 artisti, 26 concerti e 6 location per il festival che ha richiamato spettatori da tutta la Toscana, dall'Italia e dall'estero
PISA — Oltre 80 artisti italiani e internazionali per un cartellone che ha affiancato grandi protagonisti della scena mondiale ai nuovi talenti del jazz contemporaneo: si è chiuso il sipario sull'edizione 2026 di Pisa Jazz Rebirth.
Dai quattro appuntamenti di Aspettando Pisa Jazz Rebirth a Palazzo Blu agli eventi nella Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e al Centro Espositivo SMS, dal concerto alla Villa del Gombo, nella Tenuta di San Rossore, nell'ambito della rassegna ViviParco, fino ai concerti del Giardino Scotto e di Arno Vivo, il programma ha coinvolto l'intera città, arricchito dalle collaborazioni con Pisa Folk Festival, The Thing e Caracol.
Ventisei esibizioni dal vivo che hanno richiamato un pubblico sempre più ampio, proveniente anche da fuori regione e dall'estero, confermando la capacità del festival di attrarre spettatori oltre il territorio pisano.
Da quest'anno ha inoltre preso avvio il nuovo progetto triennale sostenuto dal Comune di Pisa e da Pisamo, che si affianca alla progettualità triennale già avviata dalla Fondazione Pisa e a quella del Ministero della Cultura. Un orizzonte che consentirà di lavorare con maggiore anticipo sulla programmazione, accompagnando la crescita del festival, ampliandone la proposta e rafforzandone il legame con la città e il territorio.
"I risultati di questa edizione confermano il lavoro portato avanti in questi anni. Oggi Pisa Jazz Rebirth non è soltanto un festival radicato nella città, ma una manifestazione capace di richiamare pubblico da tutta la Toscana, da altre regioni italiane e anche dall'estero. La credibilità costruita nel tempo, insieme al sostegno delle istituzioni e della Fondazione Pisa, ci consente di alzare ogni anno il livello della proposta artistica – ha commentato Francesco Mariotti, Direttore Artistico - In questa edizione abbiamo ospitato artisti come Paolo Fresu, Dee Dee Bridgewater, Al Di Meola e Gonzalo Rubalcaba, solo per citare alcuni dei nomi più conosciuti, senza mai perdere di vista il lavoro di valorizzazione dei giovani musicisti emergenti. È questa la nostra missione: proporre una visione del jazz ampia e contemporanea, capace di avvicinare nuovi pubblici e di far crescere, anno dopo anno, una comunità sempre più numerosa di appassionati".
Anche sul fronte digitale il festival ha registrato ottimi risultati, raggiungendo oltre 4,8 milioni di visualizzazioni sui social e un forte incremento della copertura, delle interazioni e del coinvolgimento del pubblico.
La crescita del festival è stata resa possibile anche grazie a un'ampia rete di collaborazioni, che ha visto il coinvolgimento di istituzioni, enti culturali, associazioni e partner del territorio. Un lavoro condiviso, al quale ha contribuito il coordinamento organizzativo di Pisamo affidato a Tommaso Casigliani, che ha favorito la realizzazione di eventi diffusi, nuove produzioni e iniziative capaci di mettere in dialogo musica, cultura e valorizzazione del patrimonio cittadino.
"Desidero rivolgere i miei complimenti a tutta l’organizzazione di Pisa Jazz Rebirth per il livello artistico e la qualità di un festival che cresce anno dopo anno, conquistando un pubblico sempre più ampio e confermandosi tra gli appuntamenti culturali più importanti dell’estate. Il Giardino Scotto è diventato la casa naturale di questa manifestazione: un luogo iconico della città che abbiamo restituito ai pisani come spazio dedicato ai grandi eventi e dove quest’anno abbiamo voluto intitolare l’arena concerti al nostro concittadino Afo Sartori, alla presenza di Paolo Fresu, rendendo omaggio a una figura che ha lasciato un segno nella storia della musica e della cultura cittadina – ha dichiarato il Sindaco Michele Conti - Pisa continua ad affermarsi come città dei grandi eventi, capace di ospitare iniziative di richiamo internazionale che arricchiscono l’offerta culturale, valorizzano i nostri luoghi più belli e fanno parlare della città ben oltre i confini locali. Festival come Pisa Jazz Rebirth rappresentano perfettamente questa visione: investire nella cultura significa accrescere l’attrattività di Pisa, generare economia, turismo e offrire occasioni di qualità ai cittadini e ai tanti visitatori che scelgono la nostra città".
"Grandi nomi della musica che portano a Pisa esibizioni di alto livello e qualità e un pubblico molto attento, affezionato e in crescita. In sintesi, ci sembrano questi gli aspetti principali che vogliamo sottolineare per raccontare Pisa Jazz, a conclusione dell’edizione 2026. Per Fondazione Pisa è motivo di soddisfazione aver contribuito anche quest'anno alla realizzazione della rassegna, che caratterizza con appuntamenti raffinati l’estate in città" ha dichiarato Stefano Del Corso, Presidente di Fondazione Pisa.
"A conclusione di questa edizione 2026 possiamo dire di essere davvero orgogliosi di aver affiancato e supportato l’organizzazione di questa prestigiosa rassegna che ha visto calcare il palco di uno degli spazi più suggestivi della nostra città, quello del Giardino Scotto, da musicisti di calibro nazionale e internazionale che hanno raccolto e coinvolto un pubblico vasto e variegato, non soltanto di appassionati del genere, regalando momenti di pura emozione come solo la musica riesce a fare" ha dichiarato Alberto Giovannelli, Presidente di Pisamo.
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