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sabato 23 febbraio 2019

Attualità sabato 31 ottobre 2015 ore 10:26

Nessun legame tra Bulgarella e Cosa Nostra

Il Riesame ha annullato i sequestri di documenti e atti nei confronti dell'imprenditore pisano e del vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona



FIRENZE — Secondo l'accusa della direzione distrettuale antimafia di Firenze, l'imprenditore trapanese ma trapiantato a Pisa, Andrea Bulgarella si sarebbe fatto ristrutturare il debito da 60 milioni di euro che il suo gruppo aveva con la banca grazie ai rapporti diretti con Fabrizio Palenzona, numero due di Unicredit.

I giudici del tribunale del Riesame, però, dopo aver esaminato il decreto di sequestro degli atti e dei documenti della società di Bulgarella e di Unicredit, e dopo aver ascoltato la versione degli avvocati della banca, hanno stabilito che Unicredit non aveva mai approvato il piano di rientro dal debito.

Non solo. Esaminando il decreto, i giudici hanno anche escluso ogni rapporto tra Bulgarella, Cosa Nostra e il capo della cupola siciliana, latitante, Matteo Messina Denaro. Secondo i giudici al contrario, Bulgarella avrebbe lasciato Trapani in passato proprio per evitare collusioni con l'ambiente mafioso.

Secondo i giudici non ci sarebbe alcuna evidenza del fatto che le fortune e le attività di Bulgarella sarebbero state rese possibili "attraverso l'impiego di capitali di provenienza illecita".

Sarebbe poco plausibile secondo il riesame che "chi possa disporre di ingenti capitali di illecita provenienza, invece di utilizzarli per immetterli nel circuito delle attività lecite, faccia ricorso al credito bancario e ai conseguenti rilevanti oneri".

Resta in piedi, invece, l'accusa mossa a Bulgarella di appropriazione indebita, relativa ai rapporti tra l'imprenditore e l'ex direttore generale della banca di credito cooperativo della Cascina Vincenzo Littara. Banca commissariata da Bankitalia ma che aveva fatto affidamenti definiti dai giudici "imprudenti" a favore delle società del gruppo di Bulgarella. 



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