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Attualità Lunedì 28 Settembre 2026 ore 15:04
La crisi nera dei bar, ne chiudono 11 al giorno

I territori perdono luoghi di incontro e la loro scomparsa sottrae 7,2 miliardi di ricchezza. L'appello di Confesercenti contro la desertificazione
PROVINCIA DI PISA — Non solo negozi: la desertificazione commerciale travolge anche i bar. Tra il 2019 e il 2025 il settore ha perso oltre 24mila imprese, circa 11 al giorno. E a scomparire non sono soltanto i “Bar Mario” o i “Bar dello sport” di provincia, ma anche i bar sotto casa nei quartieri delle grandi città. Con loro vengono meno luoghi di incontro e socializzazione che fanno parte della vita quotidiana delle comunità.
A lanciare l’allarme è la Fiepet Confesercenti Provincia di Pisa, con i presidenti Fiepet di Pisa Andrea Franceschi e il presidente Fiepet della Valdera Cuoio e Val di Cecina Giacomo Baldini, che ha elaborato i dati delle Camere di commercio per fotografare lo stato di salute di una delle attività di prossimità più riconoscibili e amate d’Italia.
Il bar italiano è infatti un modello d’impresa profondamente legato alle abitudini del nostro Paese. Dal caffè veloce al banco al servizio ai tavoli, è un luogo frequentato quotidianamente dai residenti e apprezzato anche dai visitatori. Ma, nonostante il diffuso apprezzamento, è un modello che non riesce a reggere l’urto di diversi fattori come l’aumento dei costi di gestione, energia e materie prime su tutto, e la perdita del potere d’acquisto delle famiglie. A incidere anche il costo del lavoro legato ad attività ad elevata intensità di manodopera e scontrini medi contenuti, minori flussi quotidiani nei centri urbani causati ad esempio dallo smart working, diversa distribuzione dei consumi nell’arco della giornata, concorrenza della distribuzione moderna e dei nuovi servizi di consegna.
L’impatto negativo della ritirata di bar non è solo sociale, ma è anche economico. Secondo le stime dell’associazione, la riduzione si traduce in un impoverimento dei territori di oltre 7,2 miliardi di euro in sei anni, tra minori consumi, occupazione e gettito fiscale. Nel 2019 le imprese nel servizio bar erano 169.839; nel 2025 sono 145.766, il 14,2% in meno. Il calo interessa tutte le regioni, ma procede a velocità diverse. Nel Centro la riduzione è particolarmente marcata: 7.323 bar in meno, oltre un quinto rispetto al 2019 (−20,8%). Seguono il Nord-est, con una flessione del16,3%, e il Nord-ovest, con il 16,1%. Il calo è più contenuto nel Sud (−6,7%) e nelle Isole (−6,5%), ma anche in queste aree il saldo è negativo.
Una vera e propria emorragia.“La desertificazione commerciale sta cambiando la vita quotidiana delle nostre comunità - hanno dichiarato i due presidenti di Fiepet Confesercenti Provincia di Pisa - Un bar è un’impresa che crea lavoro e offre un servizio. Ma è anche uno dei luoghi più semplici e accessibili in cui le persone si incontrano. Vale per il piccolo comune, dove può essere un punto di riferimento per tutti, e vale per il quartiere di una grande città. Quando questi luoghi vengono meno, le strade sono meno frequentate e le città diventano più spente emeno sicure”.
Ecco allora l'appello dei due presidenti. “Chiediamo a tutti i cittadini - hanno concluso - di sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti nazionale per contrastare la desertificazione commerciale e favorire la rigenerazione delle città e dei centri abitati. Difendere le attività di prossimità significa difendere lavoro, servizi e luoghi in cui continuare a incontrarsi”.
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