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Lavoro giovedì 28 gennaio 2016 ore 08:30

"Quel licenziamento dev'essere revocato"

Dura presa di posizione dei Cobas Pisa sulla vicenda legata a Dna, ditta appaltatrice del Polo logistico Piaggio. E sabato assemblea operaia all'Arci



VICOPISANO — "La lotta operaia è riuscita a fare revocare 4 dei 5 licenziamenti decisi da Dna, ditta appaltatrice del Polo Logistico Piaggio, ma non il licenziamento di Sandro Giacomelli, rappresentante sindacale Cobas".

Così in una nota ConfCobasPisa che per sabato 30 gennaio (con inizio alle 18) ha indetto un'assemblea operaia al Circolo Arci Ortaccio di via Baroni.

"No appalti al ribasso e regni della prepotenza padronale. Il licenziamento di Sandro Giacomelli dev’essere revocato: da qui bisogna ripartire per impedire il ricorso feroce ai provvedimenti disciplinari con cui espellere dai luoghi di lavoro delegati sindacali combattivi. Quanto accade oggi a uno, domani potrà accadere a molti altri - si sottolinea -. Apriamo una campagna per affermare nei cambi di appalto piattaforme rivendicative forti, che non si accontentino solo di generiche clausole sociali, che all'atto pratico non rappresentano più reali tutele. Occorrono determinazione e forza, forme di lotta radicali, come i blocchi della produzione, le campagne di stampa, i picchetti, la mobilitazione continua per affermare gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici e non la loro subalternità ai profitti d’impresa o ai tagli dei servizi e dello stato sociale, come succede negli appalti pubblici".

Secondo i Cobas, "Unire i lavoratori e le lavoratrici è possibile e necessario: la lotta alla Dna presso il Polo Logistico Piaggio dimostra che qualche risultato positivo è possibile. Per restituire forza e unità ai lavoratori e ai sindacati di base, è anche necessario lanciare una mobilitazione contro l'uso dei provvedimenti disciplinari, strumento con cui aziende, cooperative e padroni licenziano rappresentanti sindacali e lavoratori combattivi, per far pagare sulla loro pelle lotte coerenti condotte nell'interesse collettivo dei lavoratori.
E' il caso di Sandro Giacomelli, che resta ancora fuori dal Polo Logistico e il cui reintegro è prioritario perché un domani, chiunque voglia impegnarsi per affermare migliori condizioni contrattuali retributive e lavorative, non abbia lo spettro del licenziamento repressivo".

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