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martedì 26 luglio 2016

LA BIBLIOTECA DI BABELE — il Blog di Francesco Feola

Francesco Feola

Francesco Feola, cilentano di Ascea, da anni è emigrato a Pisa (per studio, per amore, raramente per soldi), dove si è laureato in Lingua e Letteratura Italiana, e dove ora è Dottorando di Ricerca in Studi Italianistici. Legge tanto e talvolta scrive qualcosa che lo soddisfa, strimpella una vecchia chitarra classica e come mentore di Pisa CoderDojo cerca di insegnare ai bambini a programmare.

​Quando a Pisa comandava la priora

di Francesco Feola - domenica 21 febbraio 2016 ore 07:00

L’antico monastero pisano di San Silvestro rivive attraverso i Libri di ricordi delle monache, scritti tra la seconda metà del Cinquecento e la fine del Settecento, ossia fino alle soppressioni leopoldine, in seguito alle quali il monastero divenne un conservatorio per l’educazione delle ragazze nobili.

Preziosi documenti all’Archivio di Stato di Pisa, fondo Corporazioni religiose soppresse, letteralmente rispolverati e a lungo studiati da Daniela Stiaffini, storica pisana che ha fatto di Palazzo Toscanelli, sede dell’Archivio, la sua seconda casa. “È qui che svolgo le mie ricerche, tutti i giorni, è il mio lavoro, come se fosse una professione libera, ma non esiste, diciamo che me la sono inventata”. Attraverso questi Libri è possibile ricostruire la vita quotidiana del monastero femminile, “in cui si monacava la nobiltà”, quindi monache istruite, che sapevano scrivere e che si dilettavano ad annotare quanto accadeva all’interno del monastero.

Le ricerche della Stiaffini sono ora confluite in un libro, La priora di Pisa (sottotitolo, tiene a precisare l’autrice, Quando a Pisa comandava la Priora: vita quotidiana monacale durante i secoli), pubblicato da Antiche Porte di Reggio Emilia, casa editrice conosciuta al Pisa Book Festival, nel quale sono riportati interi brani tratti dai Libri di ricordi. “Mi piaceva che si sentisse proprio il linguaggio della monaca stessa”.

Il libro è diviso in due parti: la prima riguarda la vita del monastero, con episodi quali l’incendio di un armadio provocato da un’inserviente sbadata, il furto di alcuni oggetti d’argento o la fusione della campana nel cortile del monastero; la seconda parte, invece, s’intitola Un monastero in cantiere, visti i continui lavori di aggiustamento, manutenzione e ampliamento, che pure le monache registravano minuziosamente nei loro Libri, dalla realizzazione del chiostro con tutta la cerimonia alla presenza dell’Arcivescovo, fino alla costruzione dell’attuale chiesa di San Silvestro.

In particolare, racconta Daniela Stiaffini, proprio durante i lavori per il chiostro, fu scoperto un vecchio pozzo d’acqua. “Le monache più anziane conservavano il ricordo di un’antica leggenda che parlava di un pozzo d’acqua sacra, che fu identificato con quello ritrovato durante i lavori”. Ben presto, quindi, i pisani andarono in pellegrinaggio al monastero “muniti di fiaschi e bottiglie” per avere un po’ di quell’acqua benedetta!

“Una vicenda vista non solo alla luce della storia locale ma anche all’interno della Grande Storia”, continua Stiaffini: sullo sfondo, infatti, c’è il Concilio di Trento, i decreti che riguardavano i monasteri femminili, e l’iniziale difficoltà di attuarli a Pisa, fino all’intervento dell’arcivescovo Dal Pozzo agli inizi del Seicento.

La priora di Pisa sarà presentato giovedi 25 febbraio, alle ore 17:00, presso la Gipsoteca di Arte Antica dell’Università di Pisa, dalla professoressa Maria Luisa Ceccarelli Lemut, insieme all’autrice. L’evento è stato organizzato dalla Gipsoteca di Arte Antica e dall’Archeoclub d’Italia sede di Pisa, col patrocinio della Società Storica Pisana e di Antiche Porte Editrice.

Francesco Feola

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