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sabato 16 febbraio 2019

Spettacoli mercoledì 17 febbraio 2016 ore 19:10

A teatro con le eroine della Resistenza

Partendo dalle testimonianze dirette di sei donne, la regista Francesca Comencini porta alla Città del teatro una serata dedicata alla Memoria



CASCINA — "Tante facce nella memoria". E' il titolo dello spettacolo che la regista Francesca Comencini è in procinto di portare in scena alla Città del teatro sabato 20 febbraio alle 21.

Sarà una serata dedicata alla Memoria e alle donne della Resistenza che vedrà sul palco 6 attrici: Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder e Chiara Tomarelli.

Alle 19, nel ridotto del teatro, le artiste incontreranno il pubblico insieme al giornalista e autore teatrale Alberto Severi.

“La memoria di chi resta è più forte di ogni lapide, di ogni resoconto storico, di ogni ricostruzione a posteriori”. Da questa riflessione è nata l’urgenza di portare in scena lo spettacolo Tante facce nella memoria e consegnare all’ascolto le testimonianze dirette di sei donne che hanno attraversato da protagoniste il terribile eccidio delle Fosse Ardeatine.

Curato da Mia Benedetta e Francesca Comencini che ne è anche regista, lo spettacolo è nato con l’ascolto delle registrazioni delle testimonianze dirette ed affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia grazie alle interviste fatte da Alessandro Portelli alle vere protagoniste.

La lucidità di Marisa Musu, il coraggio di Carla Capponi, la veridicità popolare di Ada Pignotti, così come l’intelligenza di Gabriella Polli, la passione della Simoni e della Ottobrini, sono le voci e le facce che ricostruiscono un eccidio tra i più degenerati della storia moderna.

"Il tempo della memoria - commenta Francesca Comencini- è il tempo di chi sta ricordando, e non dei ricordati, e quindi è presente. Sarebbe bello che questo tempo avvenisse nella testa di una ragazza. Vorrei che si capisse che nessuna ragazza è diseredata, ma viene sempre da un’eredità. E qui l’eredità è rappresentata da queste donne che assieme a tante altre hanno tracciato una strada e dato una forma alla libertà di cui oggi la ragazza in platea può in parte godere. Ma su questa libertà bisogna vegliare, non è scontata.”



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