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Attualità venerdì 17 aprile 2015 ore 15:00

Collettivo Aula R:"Occupiamo contro l'Expo 2015"

L'assemblea dell'Aula R, in vista dell'inaugurazione di Expo 2015, ha deciso di occupare il dipartimento di Scienze Politiche in segno di protesta



PISA — L'Assemblea dell'Aula R ha deciso di occupare simbolicamente il dipartimento nei giorni 17, 18 e 19 aprile 2015 per una serie di iniziative su Expo 2015.

"Come Aula R -si legge in una nota dell'assemblea- riteniamo necessario sensibilizzare sul tema di Expo e sull'impronta culturale che l'esposizione universale lascerà in eredità. Expo 2015 renderà Milano la grande vetrina del capitalismo e di tutte le contraddizioni che esso rappresenta. Pertanto riteniamo fondamentale che venga svolto nei locali dell'Università un momento di riflessione critica e sensibilizzazione in merito a questo tema, per non fermarsi all'immagine positiva che Istituzioni e media vogliono diffondere".

I no all'Expo 2015 del collettivo: "La manifestazione è sinonimo di grandi opere finanziate con denaro pubblico a profitto di pochi e già ricchi e di precarietà, consacrando l'arricchimento delle multinazionali a discapito dei territori e delle comunità sempre più impoverite".

"In un momento storico in cui la disoccupazione giovanile tocca punte del 47 per cento -proseguono- il grande evento propone contratti di volontariato. Expo ci chiede prestazioni gratuite volontarie, mentre l'amministratore delegato di Expo Spa, Giuseppe Sala, riceve una retribuzione di 423mila euro. Uno sfruttamento mascherato da volontariato. La campagna di reclutamento finora non ha riscosso un grande successo: di 18000 volontari richiesti, risultano aver fatto domanda circa 8500. L'apprendistato, che prevede alternanza di fasi di insegnamento pratico e teorico, risulta essere la tipologia di contratto più utilizzata nell'Expo, una forma contrattuale che non prevede alcun tipo di assunzione al termine del periodo di apprendistato. Se consideriamo che i ritmi di lavoro imposti a chi lavorerà all'Expo con questi contratti impediranno di fatto ogni tipo di formazione, risulta ancora più chiaro che l'apprendistato è solo un paravento per poter disporre di manodopera a costo bassissimo".

Secondo i ragazzi, anche scuola e università rientrerebbero in questo progetto attraverso il protocollo di intesa tra MIUR ed Expo: "Gli studenti delle scuole medie superiori sono obbligati all'alternanza scuola lavoro mascherata da tirocinio per ottenere crediti formativi, in tale modo, quello che dovrebbe essere un momento di crescita e formazione della coscienza diventa formazione della manodopera".

Expo, sempre a detta del Collettivo, sarebbe poi sinonimo di devastazione territoriale e cementificazione: "Non solo per quanto attiene alla realtà di Milano, ma anche per le multinazionali protagoniste che, seppur con nuove etichette green, sono da anni responsabili di danneggiamento, inquinamento e devastazione dei territori in tutto il mondo, e dello sfruttamento e impoverimento delle comunità che vi vivono".


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