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Cronaca lunedì 31 marzo 2014 ore 13:13

Colpivano vicino ad aree verdi e con strumenti silenziosi

Secondo la Questura la banda avrebbe colpito ancora: un centinaio di furti all'attivo tra Padova e Milano



SAN GIULIANO TERME — Quando i poliziotti lo hanno raggiunto, si era acceso una sigaretta. Tentando la fuga, uno dei quattro arrestati della banda che in sei giorni aveva svaligiato sei attività commerciali a Pisa, San Giuliano Terme e Cascina (ma altri compiuti a dicembre scorso potrebbero essere attribuiti agli stessi soggetti) ha scavalcato un recinto ma ha fatto un volo di 4 metri, non avendo visto il muro di cemento. Un altro dei quattro è stato preso da un agente a piedi, che per l'inseguimento ha chiesto un passaggio a un cittadino. Tra i quattro arrestati, poi, c'è un minore, un ragazzo di 17 anni. Uno solo è riuscito a seminare gli agenti della questura di Pisa, coadiuvati dalla Mobile di Padova e il giorno dopo gli arresti sarebbe stato visto nei pressi della stazione di Pisa. I cinque uomini non hanno un domicilio italiano e alloggiavano in un affittacamere del centro dove il quinto uomo non è più tornato: una parte dell'affitto era già stata pagata visto che gli uomini alloggiavano lì dal 18 marzo. Nonostante si muovesse a piedi, nella disponibilità della banda c'era un'auto, targata in Romania è intestata a uno dei soggetti. Ora sequestrata dalla Polizia. La tecnica di furto messa in opera dagli agenti era quasi perfetta: muovendosi a piedi e utilizzando solo strumenti silenziosi riuscivano a non dare nell'occhio e ogni colpo era preparato con cura: prima il sopralluogo dell'area e del locale, sempre vicino ad aree verdi o sugli argini del fiume (proprio buttandosi nel fiume l'uomo è riuscito a scappare). Poi tagliavano la serranda del locale, così da non manomettere la serratura e non far scattare allarmi. Buttavano tutto in una coperta e nel giro di un paio di minuti erano già nascosti tra il verde, con calma imbustavano la refurtiva, mentre carabinieri e forze dell'ordine terminavano i rilievi e i pattugliamenti. Solo allora, con la situazione tornata tranquilla, raggiungevano l'affittacamere passando per sentieri e stradine secondarie. L'unico neo del piano erano i pali, a diversi metri e con i quali era necessario comunicare attraverso schede telefoniche, cambiate ogni settimana. La questura, quindi, sapeva che avrebbero agito e conosceva la zona, pur se con un'abbondante approssimazione. Uomini a piedi e in auto attendevano che la banda colpisse. Tra Padova e MilNo, la banda aveva messo a segno un centinaio di colpi: a Pisa, con molta probabilità, avrebbero lavorato ancora a lungo. 


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