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Attualità Mercoledì 07 Ottobre 2026 ore 12:30
Da Pisa un aiuto ai bambini dell’Ecuador

Il Pisa, i Rotary e “Gioia di vivere” insieme per la missione di Santo Domingo: materiale sportivo e un campo sicuro per bambini e ragazzi.
PISA — Un doposcuola per circa sessanta bambini, un asilo, ambulatori e uno spazio dove giocare al sicuro. Dietro la consegna di materiale sportivo alla missione di Santo Domingo de los Colorados, in Ecuador, c’è una storia di solidarietà che lega Pisa a quella comunità da vent’anni. Un impegno nato da un gruppo di amici e cresciuto grazie al sostegno di cittadini, associazioni e istituzioni del territorio.
Questa mattina il Pisa Sporting Club ha incontrato padre Marco Szymanski, delegato per la missione, per consegnare materiale destinato ai bambini e ai ragazzi. All’iniziativa hanno preso parte i rappresentanti dei Rotary Club coinvolti, Pisa, Pisa Galilei, Pontedera e Cascina e Monte Pisano, insieme all’associazione “Gioia di vivere”. La donazione punta a promuovere il percorso di recupero e messa in sicurezza del campo sportivo della missione, sostenuto dai Rotary. Motore dell'operazione il presidente del Pisa Giuseppe Corrado. La società proietterà anche i risultati dell'iniziativa sui maxischermi dell'Arena.
Durante l’incontro è emersa soprattutto la funzione di quello spazio: offrire ai più giovani un luogo educativo, sottraendoli ai rischi della droga e della violenza. Il campo affianca un’attività quotidiana fatta di pasti, sostegno scolastico, assistenza psicologica e sanitaria.
A ricostruire il percorso è stato Rocco Di Vita, dell’associazione “Gioia di vivere”. “L’associazione è nata per impulso di padre Marco, a partire da un viaggio fatto insieme nel 2002, poi ripetuto nel 2004. Nel 2006 è venuto naturale domandarsi: come possiamo aiutare questi bambini, che vivono in una situazione più disastrosa che disagevole? Con sei amici di Pisa abbiamo fondato l’associazione. Ci siamo subito chiesti come partire, perché chiaramente non avevamo un euro. Abbiamo fatto una fideiussione per 50mila euro e realizzato il primo complesso, un doposcuola”.
“Il doposcuola accoglie circa sessanta bambini che, dopo la scuola pubblica, si recano al centro. Sono individuati dai missionari in base alla loro povertà e ai loro bisogni. Qui ricevono da mangiare, vengono seguiti nello studio dagli insegnanti e possono contare anche sull’intervento di una psicologa per affrontare altri problemi. Da lì è partita l’avventura. Con l’aiuto delle istituzioni e dei cittadini pisani abbiamo potuto chiudere in breve tempo la fideiussione e proseguire con la creazione di altre strutture”.
“Il secondo edificio è stato un asilo, tuttora attivo, che al momento mi pare accolga quaranta o quarantacinque bambini. All’inizio ricevevamo dallo Stato un contributo per ogni bambino. Poi, con il cambiamento della situazione politica, quel contributo è venuto meno e l’associazione è riuscita finora a provvedere ai bisogni. Anche l’asilo ha il proprio refettorio e un’area ricreativa: è una struttura autonoma. Il progetto era partito, ma poi è diventato un po’ difficile da gestire e praticamente è stato abbandonato”.
Il lavoro è invece proseguito con nuovi servizi. “Abbiamo realizzato un edificio di due piani che ospita uno studio medico e uno studio dentistico dotato di attrezzature moderne. Anche lo studio medico, grazie all’Università di Pisa, dispone di ecografi e di quanto serve per visitare i bambini e diagnosticare eventuali problemi. Ci sono poi numerose aule, tra cui una di informatica: non ricordo con il contributo di chi sia stata realizzata, ma dispone di diverse postazioni per insegnare ai genitori ad accedere al web e agli strumenti digitali. In altre aule si insegnano la cucina, le lavorazioni artigianali e altre attività”.
“Nel 2012-2013, con il contributo del Comune di Pisa e grazie al grande impegno di Paolo Ghezzi, abbiamo risanato una zona a valle degli edifici che era praticamente una fogna a cielo aperto. Lì abbiamo realizzato l’area sportiva. È proprio su questa zona che il Rotary è intervenuto di recente, contribuendo a un ulteriore risanamento e alla realizzazione di un muro di recinzione. Prima era facile accedere e l’area continuava a essere frequentata da persone che non avrebbero dovuto esserci”.
“Stiamo proseguendo con quest’opera e speriamo che le nostre forze continuino a permettercelo. A Dicembre c’è stato anche un evento con un coro gospel al Teatro Verdi, che ha portato un bel contributo. Vorrei inoltre fornire alla stampa il codice fiscale dell’associazione per il cinque per mille, che è sempre stato di grande aiuto”.
Di Vita ha poi ringraziato i sostenitori, spiegando anche i limiti entro i quali l’associazione ha scelto di muoversi. “Con alcuni di voi ci siamo conosciuti in chat e vorrei ringraziarvi personalmente per il grande impegno. Il progetto iniziale era più ampio, ma abbiamo dovuto ridimensionarlo. Non per responsabilità dei Rotary, bensì per le difficoltà che comportava l’opera: non tanto la realizzazione, quanto il mantenimento, che probabilmente sarebbe stato al di fuori della portata dell’associazione. Un grazie a voi, ai giornalisti e soprattutto al Pisa Calcio che ci sta ospitando”.
Padre Marco Szymanski ha spiegato il significato della donazione e il proprio legame con la città. “Prima di tutto grazie per questo invito e per l’iniziativa di regalare le maglie e il pallone ai ragazzi di Santo Domingo. Oggi celebriamo un momento di grande gioia per i giovani e i bambini della nostra missione di Santo Domingo de los Colorados, in Ecuador, grazie alla consegna delle maglie sportive offerte dal Pisa. Sono affezionato a questa squadra: quando lavoravo qui, qualche volta venivo anche a vedere le partite”.
“Questo evento non rappresenta soltanto un’occasione di visibilità, ma un vero gesto di solidarietà nei confronti di una comunità impegnata a dare possibilità di riscatto ai giovani e ai bambini. Nella realtà in cui vivo e lavoro ci confrontiamo anche con la droga e la violenza. L’attività sportiva, intesa come educazione, è il modo per offrire a questi bambini un riscatto e un futuro”.
“Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine ai Rotary Club, che hanno dato impulso all’iniziativa insieme a Paolo, e all’associazione Gioia di vivere, rappresentata da Rocco Di Vita. L’associazione ha reso possibile il recupero del campo sportivo e la sua messa in sicurezza. Il campo era un po’ abbandonato, perché da tanti anni non riuscivamo a intervenire”.
“Grazie a chiunque continui a sostenere il futuro delle nuove generazioni in Ecuador. Che il Signore vi benedica in tutto il vostro lavoro, anche sociale, non soltanto sportivo, per aiutare chi ha realmente bisogno. Il Signore vi benedica riccamente”.
Per il Rotary Club Pisa è intervenuto il presidente Giuseppe Turchetti, che ha ricordato il ruolo del predecessore Paolo Ghezzi. “Sono qui oggi in sostituzione di Paolo Ghezzi, precedente presidente del nostro club, che insieme agli altri Rotary dell’area è stato l’animatore di questo progetto. Mi fa piacere ringraziarlo pubblicamente anche a nome del club”. “Abbiamo accolto questa collaborazione con grande entusiasmo, sia come club sia insieme agli altri Rotary dell’area, perché può creare i presupposti per un’attività capace di portare grandi benefici ai bambini e ai ragazzi ospitati nella struttura. Lo fa attraverso il gioco e lo sport, che sono importantissimi: rappresentano il modo migliore per coinvolgerli e, allo stesso tempo, li tengono lontani dai pericoli e dalle persone che possono portarli su cattive strade”.
“Ci sono poi i valori che lo sport insegna fin da piccoli: il sacrificio, la capacità di porsi degli obiettivi e di perseguirli con tenacia, il gioco di squadra. Sono tutti elementi coerenti con il nostro obiettivo finale, che non è soltanto tenerli lontani dai pericoli, ma educarli e formarli, perché siano più pronti ad affrontare la vita”.
“Come Rotary Club siamo molto contenti di aver potuto partecipare a questa iniziativa con padre Marco e con l’associazione Gioia di vivere. Ci è piaciuto molto anche poterlo fare insieme agli altri club della nostra area. Grazie per questa opportunità”.
Cornelia Làino Mori, del Rotary Club Pisa Galilei, ha ricordato come si sia arrivati alla scelta di intervenire sul campo. “Abbiamo accolto immediatamente la proposta di coinvolgimento arrivata dal Rotary Club Pisa e da Paolo Ghezzi. Avevamo in mente un progetto più ambizioso e più ampio, ma per le ragioni appena spiegate non è stato possibile portarlo avanti. Abbiamo quindi colto subito l’occasione della riqualificazione del campo di calcio”. “Crediamo che ciò che per noi è facile e accessibile, in altre situazioni più svantaggiate possa sembrare quasi un miraggio. Per questo ci ha fatto molto piacere partecipare. Come diceva Giuseppe, lo sport aiuta anche ad allontanare i ragazzi da possibili deviazioni. I latini, prima di noi, dicevano ‘mens sana in corpore sano’. Siamo felici che questi ragazzi possano usufruire di opportunità che qui abbiamo a disposizione. Abbiamo aderito al vostro progetto con grande gioia. Grazie a tutti”.
A concludere è stata Susanna Ferulli, presidente del Rotary Club Cascina e Monte Pisano nella scorsa annata. “Ero presidente del Rotary Cascina e Monte Pisano quando Paolo ci prospettò questo intervento in Ecuador e lo accogliemmo tutti con piacere. Il motto della scorsa annata era ‘Unite for Good’, uniti per fare del bene. Abbiamo dimostrato di essere uniti per riuscire a fare del bene, sia in questo progetto sia in un altro di più lunga durata”.
Michele Bufalino
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