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Cronaca martedì 03 giugno 2014 ore 18:56

Dalla Francia per imparare la solidarietà

Tra le tappe c'è l'emporio della Caritas, che serve 120 famiglie



PISA — "Raccogliamo le donazioni di privati, negozi e supermercati e le ridistribuiamo cercando di dare a seconda del bisogno. Ad oggi sono 120 le famiglie che hanno accesso e nei mesi di marzo e aprile abbiamo distribuito 14mila prodotti". 

È il direttore della Caritas don Emanuele Morelli a spiegare l'attività ai membri di associazioni, cooperative e istituzioni arrivati dalla francese Angers per studiare i progetti innovativi nell’ambito del sociale. 

L’assessore al sociale e presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi ha guidato il gruppo. "Con un ringraziamento speciale a LegaCoop, Confcooperative e Forum del Terzo Settore che hanno contribuito all’iniziativa". Undici persone facenti parte del gruppo Iresa (Inter Rete dell'Economia Sociale e Solidale nell’Angiò) hanno analizzato i programmi portati avanti da Comune di Pisa, Società della Salute e dalle associazioni del Terzo Settore e prenderli come modello da esportare in Francia.

Tappa importante nella visita è stata la Cittadella della Solidarietà, l’emporio della Caritas per i più bisognosi che si trova nel centro del quartiere del Cep, sotto la chiesa. 

A Pisa, le persone accedono su segnalazione dei servizi sociali, dei centri di ascolto parrocchiali e delle associazioni distribuiti sul territorio. Una apposita commissione valuta i casi e a seconda del reddito e del numero di persone nel nucleo familiare vengono assegnati dei punti che vengono caricati nella carte della Cittadella della Solidarietà. I punti sono spendibili per acquistare i vari prodotti e vengono ricaricati ogni mese fino ad un massimo di sei perché «puntiamo all’emancipazione dal bisogno, siamo uno stampella per ripartire» dice Don Morelli che spiega "si tratta di un modello innovativo perché le persone possono prendere quello di cui hanno effettivamente bisogno". Un’iniziativa che integra i servizi offerti da Comune di Pisa e Società della Salute: contributi per l’affitto e per le bollette, alloggi popolari, servizi sociali e sanitari in base al reddito, fino ai progetti sull’alta marginalità come il Progetto Homeless.


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