Politica Sabato 03 Ottobre 2026 ore 16:30
Diritti in Comune, "Pisa ormai crocevia della guerra"

Il gruppo di opposizione ha reso pubblici due documenti del Ministero per investimenti sul sistema d'arma della Brigata Aerea: "Vengano annullati"
PISA — Pisa come main operative base. Ovvero, base operativa principale. Così è indicata la città in due documenti ufficiali pubblicati dal Ministero della Difesa nei giorni scorsi. E che Diritti in Comune, lista che mette insieme Una Città in Comune e Rifondazione Comunista, ha reso noti nella giornata di oggi, con un presidio di fronte all'aeroporto militare pisano.
I due atti, come specificato da Diritti in Comune, delineano il nuovo programma 2027-2032 per servizi e forniture nell'ambito del supporto logistico integrato per il Lockheed Martin C-130J Super Hercules, sistema d'arma impiegato per il trasporto tattico e il rifornimento in volo e che costituisce la spina dorsale della mobilità aerea della 46ma Brigata Aerea di Pisa. Per un valore economico, spiegano, non inferiore a 900 milioni di euro, non tutti spesi a Pisa.
"Dentro questo contratto sono previste attività e interventi direttamente sulla 46esima Brigata Aerea di Pisa - hanno spiegato - manutenzione e conduzione degli impianti, ripristino dei locali destinati alle attività manutentive, presenza stabile di un team industriale nella base, gestione di strutture di magazzino e l’opzione per installare nel sedime pisano una nuova tensostruttura capace di ospitare un Super Hercules".
"La determina indica inoltre che il contratto sarà in regime di esenzione Iva, secondo la disciplina applicabile alle operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione - hanno aggiunto - anche questo dato ci sembra politicamente significativo: mentre famiglie, lavoratori e lavoratrici pagano l’Iva sui consumi quotidiani, un programma militare stimato in almeno 900 milioni viene costruito attraverso una procedura senza bando pubblico e con trattamento Iva agevolato".
Da Diritti in Comune, comunque, hanno evidenziato il dato politico dei due atti. "Sul territorio pisano insiste il progetto della nuova base destinata a Gis e 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania, il cui costo complessivo è stato aggiornato a 520 milioni di euro - hanno affermato - a questo si aggiunge Camp Darby, dove continuano nuovi investimenti infrastrutturali. Ma c’è soprattutto il ruolo sempre più evidente dello scalo pisano come infrastruttura strategica militare. A Maggio scorso abbiamo richiamato il rapporto delle Nazioni Unite che documentava decine di voli tra Pisa e la Libia, con carichi sui quali Italia e Stati Uniti non avevano fornito chiarimenti; ad Agosto, invece, un C-17 dell’Aeronautica militare del Kuwait è atterrato al Galilei".
"Pisa è sempre più una vera e propria portaerei di terra, un crocevia logistico delle guerre contemporanee. Ed è qui che il nuovo contratto da almeno 900 milioni assume tutto il suo significato - hanno concluso - perché mentre per la sanità, la scuola, la casa, il trasporto pubblico, la cultura, i servizi sociali e la tutela ambientale ogni risorsa sembra dover essere strappata con fatica, quando si entra nel campo militare tutto cambia improvvisamente. È una precisa scelta di politica economica. Per questo non chiediamo soltanto trasparenza sull’utilizzo dei 900 milioni, ma anche che questo investimento venga azzerato e che quelle risorse vengano destinate alle priorità sociali, culturali e ambientali del Paese. Vogliamo che il Galileo Galilei torni a essere sempre più un aeroporto civile e sempre meno un’infrastruttura militare".
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