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Politica mercoledì 03 giugno 2015 ore 13:30

Elezioni, il commento dell'ex ministro Carrozza

La deputata del PD, che appoggiava Nocchi, si complimenta con Mazzeo e Pieroni e si dice contenta che a Pisa sia stata eletta Alessandra Nardini



PISA — Questo il post integrale pubblicato sulla pagina Facebook di Maria Grazia Carrozza

Due primi commenti, il primo a livello locale, della provincia di Pisa e il secondo a livello nazionale.

Prima di tutto i complimenti ad Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni: hanno ottenuto un brillante risultato e sono molto contenta per loro e per il PD.
Sono contenta che a Pisa abbiamo eletto una giovane donna.
Fin dall’inizio, quando si sono cominciate a presentare le candidature, io sono stata molto perplessa dalla mancanza di un’adeguata rappresentanza di genere nelle liste. Mi sono spesa per ricordare che in Toscana c’è la doppia preferenza di genere. Mi fa piacere vedere che in Toscana le donne che sono riuscite a entrare, sono forti e brave. Questo era il senso della doppia preferenza di genere.
Mi dispiace molto per Francesco Nocchi e Ivan Ferrucci, che hanno dato tanto al territorio e hanno pagato le divisioni nelle urne, penso che se si fosse presentata un’unica candidatura, forse le cose sarebbero andate meglio.
La lezione delle urne è quella di avere una proposta forte e unitaria, se ci si presenta divisi, si perde. Ma certamente la lezione a livello nazionale è che il PD ha perso consensi e deve ripartire, troppa astensione e troppo malessere per alcune riforme, ne cito due che durante la campagna elettorale mi sono state spesso ricordate: la scuola e la riforma delle province che ha lasciato il personale e le competenze nell’incertezza.
C’è qualcosa che deve essere profondamente rivisto.
Ecco un commento a livello nazionale, io ho scelto di votare le riforme in parlamento, sia pure con i miei contributi anche critici e volti al miglioramento, io continuerò così, meglio riforme imperfette che l’immobilismo, ma dobbiamo stare attenti ad andare avanti senza ascoltare e senza portare con noi la larga parte del nostro elettorato che in queste elezioni è rimasto a casa per protesta, o peggio, per disinteresse. Il PD deve lavorare molto e non sulle correnti, a cui io resto profondamente contraria ed estranea, ma soprattutto sulle idee e sulle proposte concrete, sul coinvolgimento della base, che si sente lontana e considerata solo quando si tratta di mettere una crocetta su un nome per le preferenze. Tutte le divisioni emerse nel partito hanno allontanato la gente, che ha visto liti e divisioni, volte più all’interesse personale che a quello della comunità e dei cittadini.

In ogni caso, io ci sono, non mi tiro indietro e sono pronta a lavorare per migliorare, sia per il Partito che per il governo.



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