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Lavoro mercoledì 15 febbraio 2017 ore 10:30

Più tranquillità economica ma meno investimenti

Più sereno il rapporto tra banche e imprese ma pesa l’incertezza sul futuro Tamburini: "Una fase di transizione caratterizzata da profonda incertezza"



PISA — Continua a scendere la quota di imprenditori pisani che hanno registrato un calo del proprio fatturato. Passando dal 33 per cento del 2015 al 19 per cento del 2016, si affiancano a quelle imprese che prevedono di registrare un fatturato in crescita.

Una situazione economica più sicura che è stata fotografata dall’Osservatorio sul mercato del credito in provincia di Pisa in collaborazione con Unioncamere Toscana, grazie ad uno studio condotto su 400 imprese operanti in provincia.

Il rasserenamento del ciclo economico ha fatto sì che, fra le imprese pisane, sia diminuita la quota di coloro che non riescono a far fronte al proprio fabbisogno finanziario passata dal 17 per cento del 2015 al 3 per cento del 2016. Le motivazioni legate a tali difficoltà dipendono principalmente dall’instabilità dei mercati..

La larga maggioranza delle imprese pisane, se in difficoltà in termini di copertura finanziaria, continua ad utilizzare strumenti a breve termine come lo scoperto bancario (56 per cento dei casi, era il 60 nel 2015) mentre si è stabilizzata la quota di quanti ricorrono ai ritardati pagamenti dei fornitori: 24 per cento nel 2015, 25 per cento nel 2016. 

Le aperture di credito in conto corrente compie un balzo di oltre 20 punti passando dal 46 al 67 per cento. Da segnalare inoltre che per il 93 per cento delle imprese pisane il principale motivo di mancato ricorso al credito è dovuto al fatto che l’azienda non necessita di ulteriori risorse finanziarie, ad ulteriore testimonianza del miglioramento delle condizioni economico-finanziarie, della maggiore capacità di autofinanziamento e dalla riduzione dell’attività di investimento.

Le banche segnalano l’esigenza di accrescere l’utilizzo di strumenti innovativi e di sfruttare maggiormente le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per acquisire ed interfacciarsi con i clienti e cercare di recuperare sul fronte della redditività.

Il focus con i Confidi locali ha messo invece in luce l’esigenza di proseguire il percorso di riposizionamento sul mercato, accrescendo la consapevolezza sul ruolo e sugli specifici servizi attivabili nell’intermediazione, estendendo il grado di conoscenza dell’attività dei Consorzi che, dall’indagine, risulta finalmente in recupero dopo anni di risultati in calo.

“L’indagine dell’Osservatorio - commenta il presidente della Camera di commercio di Pisa, Valter Tamburini - evidenzia come le imprese stiano vivendo una fase di transizione caratterizzata da profonda incertezza. Nonostante che il rapporto banca impresa stia rasserenandosi, grazie all’enorme disponibilità di liquidità messa a disposizione delle banche, gli investimenti continuano a ristagnare minando le future possibilità di sviluppo del sistema economico. Se fino allo scorso anno la Camera di Commercio metteva a disposizione contributi a fondo perduto per incentivare i piccoli investimenti, i tagli alle entrate ci impediscono oggi di svolgere questa attività che le imprese pisane, nel corso dell’indagine, hanno valutato positivamente. Chiediamo quindi a chi di dovere di continuare a sostenere gli investimenti e l’accesso al credito alle piccole realtà commerciali e produttive.”

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