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martedì 18 giugno 2019

Cronaca venerdì 09 ottobre 2015 ore 09:24

Inchiesta su Bulgarella, indagati altri tre pisani

Dalle carte dell'inchiesta della Dda spuntano i nomi di due stretti collaboratori del re del mattone e di un direttore di banca



PISA — Associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all'appropriazione indebita, con aggravante mafiosa e in concorso, impiego di denaro di provenienza illecita.

Sono queste le accuse mosse al costruttore Andrea Bulgarella, 69 anni, trapanese di nascita e trasferitosi a Pisa dagli anni novanta, nell'ambito di una inchiesta della Dda di Firenze che ha passato al setaccio operazioni finanziarie e conti bancari, perquisendo anche alcune sedi del gruppo che fa capo all'imprenditore siciliano.

In una inchiesta ampia, che vede coinvolto anche il vicepresidente di Unicredit, banca con quale Bulgarella avrebbe cercato "canali privilegiati" per ridurre la sua esposizione debitoria verso l'istituto pari a circa 60 milioni, spuntano anche i nomi di altri tre pisani: due sono stretti collaboratori di Bulgarella, Bosco e Tumbiolo, l'altro è un nome che lo stesso Bulgarella, in una intercettazione finita gli atti, definisce "Un potente".

Si tratta di Vincenzo Littara, 73 anni, già direttore della Cassa di Risparmio di Pisa, della quale divenne anche vicepresidente e poi direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Cascina, sulla quale Bankitalia ha messo gli occhi per operazioni poco chiare. E uno dei nodi sembra proprio quello legato ai crediti concessi "senza rete" da Littara allo stesso Bulgarella, in un momento di difficoltà del gruppo legato tra le altre cose alla realizzazione, tuttora bloccata, del Parco delle due Torri ( nella foto ) nel quartiere di Cisanello di Pisa.

Proprio a Pisa e non solo Bulgarella ha costruito, comprato, ristrutturato. Suo, ad esempio, l'albergo a cinque stelle Tower Plaza vista Torre Pendente, così come il recupero importante di una ex colonia a Calambrone.

E i sospetti degli investigatori sono partiti proprio dalle tante operazioni fatte a fronte di una esposizione debitoria molto alta, tanto da fare scrivere ai magistrati di "Rapporti mai recisi con la terra di origine" e di "Collegamenti indiretti con boss mafiosi"



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