Forte accelerata in queste ore per l'arrivo di Leone. Pisa vicino alla doppia plusvalenza in uscita Lind-Aebischer che potrebbe fruttare 10 milioni

Viaggio a Brockton, 11esima isola di Capo Verde: così nel Massachusetts si tifa per Vozinha e compagni

Lavoro femminile e safeguarding al centro del lavoro di ASC
"Ci sono i presupposti per fare sinergia tra istituzioni e associazioni", afferma il sottosegretario Durigon

ROMA (ITALPRESS) – Il lavoro sportivo femminile e il safeguarding sono stati al centro dell’incontro promosso a Roma da ASC-Attività Sportive Confederate, ente di promozione sportiva aderente a Confcommercio e riconosciuto dal Coni, che ha riunito istituzioni, federazioni, esperti e protagonisti dello sport italiano. Nel corso della giornata, intitolata “Equità e sicurezza: le due leve dello sport che verrà”, sono stati presentati i risultati dell’indagine “Presenza e valorizzazione delle donne nelle società affiliate ASC”, realizzata su un campione di 789 realtà sportive del territorio nazionale. “Equità e sicurezza sono determinanti per l’aspetto sociale dello sport e non solo. Ci sono i presupposti per fare sinergia tra istituzioni e associazioni”, afferma Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il confronto si è concentrato sulle tutele contrattuali, sulla piena applicazione del CCNL di settore e sul gender pay gap, ma anche sulla protezione di atlete e atleti, a partire dai più giovani, da abusi, molestie e violazioni dell’integrità fisica e psicologica. “Equità e sicurezza sono due tematiche di argomentazione necessaria nel mondo dello sport. E’ necessario che si parli di gender pay gap, l’equità di genere, il rispetto delle quote e la presenza femminile sono tematiche importanti che vanno sviluppate negli enti sportivi”, ha sottolineato la presidente nazionale di ASC, Maria Cecilia Morandini. Dalla ricerca emerge che una società su cinque registra una presenza femminile inferiore al 25%, mentre il 59% delle affiliate rileva un divario retributivo nei ruoli di maggiore responsabilità. Ancora limitata, inoltre, la presenza delle donne nelle presidenze, nei consigli direttivi e nei ruoli tecnici, a fronte di una maggiore concentrazione nelle attività amministrative e di segreteria. “Serve percorrere una strada chiara e senza scorciatoie, con l’obiettivo di costruire rispetto e mentalità in modo da combattere ogni forma di discriminazione. Vogliamo agevolare la meritocrazia e l’equity e penso che abbiamo fatto dei passi in avanti in questi anni”, ha aggiunto Luciano Buonfiglio, presidente del Coni. Intervenuto in videomessaggio da Losanna anche il neo numero uno della Figc Giovanni Malagò: “Equità e sicurezza sono parole dentro le quali rientrano tante cose, come la parità di genere e il safeguarding. Vogliamo comunicare, raccontare e tutelare questo tipo di valori, che sono alle fondamenta del mondo sportivo internazionale”. Ampio spazio è stato dedicato anche alla figura del Safeguarding Officer, indicata come presidio fondamentale per rafforzare la fiducia nelle organizzazioni sportive, prevenire abusi e molestie e costruire ambienti sicuri, inclusivi e capaci di tutelare minori e atleti. “Oggi purtroppo la riforma dello sport non ha centrato pienamente l’obiettivo. Dobbiamo assolutamente intervenire per garantire ai lavoratori massima sicurezza attraverso l’erogazione di servizi specifici legati alla salubrità degli ambienti dove si lavora”, ha ribadito Alessandro Londi, presidente Fiis (Federazione italiana imprenditori sportivi). L’obiettivo emerso dal confronto è trasformare equità e sicurezza in azioni concrete, attraverso formazione, strumenti normativi e una più forte cultura organizzativa.– foto Mec/Italpress –(ITALPRESS).
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI










