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Nordio “Evitiamo un referendum pro o contro i giudici”

ROMA (ITALPRESS) – “Farò di tutto per evitare che sia un referendum pro o contro i giudici”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulla riforma del sistema giudiziario.“L’equilibrio dei poteri costituzionali, tra legislativo e giudiziario – spiega -, rimane inalterato e la magistratura requirente e giudicante mantiene […]



ROMA (ITALPRESS) – “Farò di tutto per evitare che sia un referendum pro o contro i giudici”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulla riforma del sistema giudiziario.“L’equilibrio dei poteri costituzionali, tra legislativo e giudiziario – spiega -, rimane inalterato e la magistratura requirente e giudicante mantiene intatta la sua autonomia e indipendenza”. “Dall’inizio abbiamo detto che separazione delle carriere e sorteggio per il Csm erano nel programma elettorale e non si toccavano, ma sul resto eravamo aperti – sottolinea Nordio -. La magistratura ha risposto con uno sciopero e l’opposizione ha perso dei mesi per audizioni di giuristi contrari alla riforma, quando si potevano acquisire i loro scritti, autorevolissimi e ben argomentati, dedicando il tempo risparmiato per un confronto serio. La realtà è un’altra. Si volevano sforare i termini della doppia lettura costituzionale. Non siamo caduti nel tranello e siamo andati avanti da soli”. Secondo Nordio, i sondaggi sul referendum “sono attualmente a nostro netto favore, ma questo non significa nulla, non bisogna dare nulla per scontato. Piuttosto dobbiamo spiegare agli italiani, in modo chiaro, pacato e civile il significato di questa riforma”. “Ma comunque farò di tutto per evitare che sia un referendum pro o contro i giudici, io – puntualizza -. Perchè è il Pd purtroppo che ha già fatto una chiamata alle armi ai magistrati con il discorso di Franceschini in Parlamento. Ma questo è pericolosissimo. Se vincessero loro, con il ‘nò alla riforma, i magistrati rivendicherebbero il successo e la politica sarebbe di nuovo subalterna alle procure, come è da trent’anni. Se perdessero, la magistratura ne uscirebbe umiliata ed esposta nella credibilità della sua indipendenza dalla politica. Le sconfitte politiche non sono indolori”. Per il ministro della Giustizia “non è affatto una riforma punitiva per i magistrati. Anzi li libera dai vincoli delle correnti”. – foto Ipa agency –(ITALPRESS).

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