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Pisa Sporting Club Mercoledì 02 Settembre 2026 ore 15:35

Le voci dei 9 nuovi acquisti del Pisa

Il direttore sportivo traccia il bilancio del mercato. Da Petagna a Pittarello, i nove nuovi raccontano scelte, obiettivi e primi giorni in nerazzurro



PISA — Il mercato estivo del Pisa si è chiuso con nove acquisti e una rosa costruita a stretto contatto con Paolo Bianco. A spiegare idee e scelte è stato il direttore sportivo Leonardo Gabbanini, che durante il Media Day all'Arena Garibaldi ha tracciato il bilancio della sessione e presentato i nuovi nerazzurri.

"E’ stata una campagna abbastanza dura. Abbiamo lavorato tanto e siamo soddisfatti di quello che siamo riusciti a portare. E’ importante ricordare il principio che ci ha mosso. Ogni giocatore arrivato è stato valutato anche a livello caratteriale e motivazionale.. Servivano giocatori che avessero alti valori umani. Questo è stato il leitmotiv e abbiamo anche cercato di fare qualcosa che ci servisse in proiezione. Calciatori esperti, ma anche giovani. Eventuali innesti per il futuro in base a quello che sarà il risultato sportivo dell’annata".

La trattativa più lunga è stata quella per Pittarello, arrivata alla conclusione soltanto negli ultimi giorni. Gabbanini ha detto: "Sicuramente quella di Pittarello è stata molto complessa, per un discorso di tempo ma anche di contrattazione. Solo un giocatore è stato davvero più difficile e non ci siamo trovati d’accordo. I nomi che volevamo sono tutti venuti. Fa capire ciò che il Pisa ha rappresentato e rappresenta per i calciatori. I nostri obiettivi li abbiamo presi al 95%."

Il direttore sportivo ha insistito sul lavoro condiviso con Bianco, coinvolto nelle decisioni e accontentato nelle richieste. La priorità era consegnargli almeno due soluzioni per ogni posizione. "Il mister sente giustamente il senso del progetto. Lo ha percepito fin dai primi momenti. E’ per questo che è stato corretto, dopo la stagione scorsa, un mercato che non fosse personale o per far vedere che è bravo a comprare questo o quell’altro calciatore. C’è sempre un momento per fare qualsiasi operazione. Conosco bene il mercato internazionale. Ma quest’anno bisognava far qualcosa per essere uniti anche in quello che volevamo fare. Accontentare l’allenatore che così volentieri ha sposato il nostro progetto e ha rinunciato alla Serie A per noi, questo è stato importante ed è stato un segnale. Tutti hanno dato un segnale. Per essere competitivi bisognava avere due giocatori per ruolo. Mi auguro che con il tempo ci siano 11 intoccabili, ma penso che ci sarà una lotta non facile. Per l’allenatore sarà sicuramente non semplice sceglierli ogni domenica ed è anche giusto così. Un Marras o un Ferrah possono sembrare calciatori uguali ma non lo sono. Abbiamo fatto importantissimi investimenti e questo crea anche motivazione".

Una campagna condotta dentro i limiti fissati dalla società e accompagnata dalle cessioni di diversi giocatori arrivati un anno fa. Su questo punto Gabbanini ha spiegato: "C’era un budget da seguire ovviamente, per quanto riguarda i giocatori usciti è stato fatto un lavoro di alto livello e questo sta a significare che al di là delle situazioni createsi lo scorso anno il valore c’era. Altrimenti non avremmo venduto chi è partito. Abbiamo lavorato forte e ci siamo dati una mano ma ovviamente i calciatori per la maggior parte sono riusciti a convincere qualche altra squadra. Abbiamo usato delle formule intelligenti, vedremo in alcuni casi che valore ci sarà in futuro".

In difesa la società ha scelto di dare spazio anche ai più giovani. Gabbanini non considera l'età un problema e ha difeso le valutazioni compiute dal club. "Non reputo Simone un giocatore giovane, è un giocatore fortissimo ed esperto per la categoria. Abbiamo uno dei giocatori più forti e con maggiori prospettive nel suo ruolo. Abbiamo dei ragazzi, poteva essere l’idea di tappare un ragazzo o due, magari mettere un giocatore in più. Ma il concetto è che è una rosa molto ampia che può far ruotare molto gli uomini. Calabresi forse non può giocare nei quattro, ma nei tre si. La rosa c’è, il numero c’è e per me abbiamo dei giocatori che ancora non abbiamo visto ma che sono molto forti, come Coppola. Se gli daranno pace gli infortuni potrà fare molto bene. Se abbiamo tenuto Primasso è perché abbiamo reputato che avesse delle qualità".

Tra le operazioni che il Pisa ha scelto di non fare c'è stata la partenza di Stefano Moreo, cercato a lungo dal Palermo. "Non avevo menzionato la situazione di Moreo, è un acquisto importante per quanto ci riguarda. E’ stato corteggiato in maniera assidua e profonda e alla fine tutti insieme, lui per primo, abbiamo deciso di proseguire insieme. Non lasciarlo andare era un discorso ampio, un calciatore come lui nell’ultimo anno aveva fatto bene, riuscendo a performare nelle difficoltà. Non volevo essere il direttore che vendeva Moreo al Palermo. Il ragazzo ha preso una sbandata perché era deluso, ma è motivato e contento di essere rimasto. Questo vale anche per altri calciatori".

Restano aperte le posizioni di Hojholt, Mbambi e Vignato. Il direttore ha confermato: "Sono situazioni su cui stiamo ancora lavorando".

Gabbanini è tornato anche sulla scelta di Alessandro Confente, preferito per le caratteristiche richieste dal tecnico. "Il mister l’ha spiegata perfettamente, aveva una richiesta di un portiere molto aggressivo nel coprire gli spazi e nell’accorciare. Indubbiamente questo è quello che gli abbiamo dato con Confente. Che meglio incarna questa tipologia di giocatore. Adrian è un super portiere, ma il mister ha colto il punto sui ragazzi che volevano mettersi in discussione".

Lo stesso Confente ha raccontato un avvio pieno di emozioni, passato dall'errore con il Padova alla vittoria contro il Catanzaro. "E’ stata una settimana piena di emozioni. All’inizio molto belle, poi c’è stato un attimo di… L’impatto con Pisa è stato clamoroso. Sicuramente avere iniziato dopo due giorni è stata bella da un lato, ma poi mi sono giocato il jolly dell’errore subito. Fortunatamente dopo è andata bene e abbiamo vinto. Sono stati dieci giorni molto emotivi. E’ vero che il Pisa mi cercava da tanto. Dovuta da una serie di cose che dovevano incastrarsi. Sono felice di essere qua. Il tipo di gioco di mister Abate è molto simile a quello di Bianco. E’ stata una evoluzione dallo scorso anno. Sono state le richieste del mister. E’ stato il motivo per cui mi ha voluto fortemente. Quando il mister parla di copertura degli spazi vuole la difesa molto alta. Se stessi a 50 metri da loro sarebbero delle imbarcate ogni volta. Quando faccio delle uscite penso a evitare la ripartenza avversaria. Sentivo Leone ogni due tre giorni prima di venire a Pisa, sapeva che volevo venire a tutti i costi. Con Omar sapevamo che il Pisa ci voleva tanto. Siamo stati fatti praticamente a pacchetto unico con Correia, perché siamo arrivati insieme in città".

Anche Zanon ha scelto Pisa dopo essere stato cercato da club di categoria superiore. A pesare sono stati il pressing di Gabbanini e la telefonata di Bianco. "Ci sono state altre squadre di categoria superiore che mi cercavano. Sono venuto a Pisa però perché è stata la prima squadra che ho sentito finito il campionato dell’anno scorso. E’ stata la squadra che mi ha voluto di più. Per me è stato un grandissimo passo avanti. Siamo contentissimi di essere qui e di continuare. Mi hanno convinto sicuramente tante telefonate del direttore, il suo pressing e questo ha significato tanto per il mercato. Non si sono concretizzati altri interessamenti. Lo stesso mister mi ha chiamato e sono satte tutte telefonate importanti che mi hanno indirizzato alla scelta Pisa. Il modulo? Sono arrivato qui dicendo che avremmo giocato col 4-3-3, per fare il terzino. Bene o male le movenze le ho tenute dentro da San Giuliano. Il mio ruolo naturale è il quarto o il quinto a centrocampo. Ovviamente decide sempre il mister. Ho fatto un percorso diverso da tanti giocatori, ognuno ha il suo percorso. Io ho fatto due anni di D, due di C e questo è il mio terzo anno di C. A Carrara mi sono trovato molto bene. Per me il Pisa è una top squadra. Le tante telefonate mi hanno convinto e fatto decidere di venire qui senza tanti pensieri".

I primi risultati del nuovo centrocampo si sono visti contro il Catanzaro, con l'assist di Omar Correia e il gol di Giuseppe Leone. Il regista ha raccontato l'esordio all'Arena e ha guardato anche alla gara contro la sua ex squadra, la Juve Stabia. "E’ stata una grandissima emozione segnare subito in casa e sotto la curva, andando ad esultare. Ho ringraziato Omar per l’assist e in campo sappiamo le nostre caratteristiche. Sapevo che quella palla me l’avrebbe potuta dare ed è stato bravo. Così abbiamo fatto gol. Abbiamo un bel rapporto dentro e fuori dal campo. Credo di essere un giocatore che riesce a fare bene entrambe le fasi. Dipende poi dalla partita, ciò che richiede l’allenatore. Ci sono partite dove abbassarsi ha più senso e si recupera un tempo di gioco, mentre in altre partite ci sono più spazi per inserirsi. So che devo crescere ancora in tante cose, ma anche consapevole che inserirmi e difendere sia nelle mie corde. Sono arrivato il primo giorno di ritiro e ho fatto una videochiamata col direttore e il mister. Mi hanno convinto subito del progetto. Sono contentissimo di essere qui. La partita di Castellamare avrà un sapore speciale abbiamo raggiunto il miglior risultato del club, ma speriamo di fare una bella partita. La mia esultanza nasce con due amici di Torino e volevo riproporla con Angori, con Piccinini mi hanno chiesto il significato e abbiamo provato a farla, Vorrei rifarla con tutti".

Correia ha spiegato di conoscere già Bianco, che lo aveva cercato anche in passato. "La vittoria era importante. Dopo la sconfitta col Padova abbiamo fatto di tutto per fare i tre punti. Leone è un giocatore che conosco abbastanza bene. E’ una cosa che facciamo spesso in mezzo al campo. Di solito però accadeva il contrario. Io posso fare anche il play e la mezzala. In passato ho fatto anche una stagione completa alla regia. Copriamo campo a seconda di ciò che chiede la partita. Per me c’è voluto un po’ di tempo. Il mister lo conoscevo già perché Bianco mi voleva già a Monza. Il progetto Pisa è affascinante, per me è stato facile scegliere. Sono contento del mio impatto e sei i tifosi sono contenti a loro volta, questo mi fa piacere. Un aspetto che voglio migliorare è quello di essere più incisivo".

Davanti, la rosa propone caratteristiche diverse. Petagna ha ritrovato Bianco dopo l'esperienza al Monza e ha indicato nel colloquio con Giovanni Corrado uno dei passaggi decisivi della trattativa. "E’ stato un bell’impatto, bello deciso. E’ uno stadio bello pieno, non ci ero mai stato. Il rapporto col mister è un ottimo rapporto. All’inizio partii dietro a Monza, dovevo essere fuori lista, poi pian piano con il lavoro ho conquistato il mio posto. Io sono qui anche grazie a lui. Darò il massimo per il Pisa e aiuterò la squadra a raggiungere gli obiettivi. Quando guardavo la scorsa stagione mi piaceva molto Pittarello. La società ha preso tutti i giocatori che seguivo con attenzione. C’è della sana competizione, ma il campionato di Serie B è lungo e c’è bisogno di tutti per raggiungere l’obiettivo. Ho fatto delle rinunce, a Monza stavo bene. Non avevo nessun tipo di problema anzi il mister mi ha detto che potevo rimanere. Avevo però voglia di fare un’esperienza con uno staff che conoscevo. Ho parlato con Giovanni Corrado e mi è piaciuta l’idea che avevano di me. Abbiamo le carte in regola per fare bene, è un campionato difficile. Sei abituato a perdere ma ti devi riabituare a vincere, questa è l’analogia col Monza di un anno fa. La prima forse potevamo fare gol e la seconda qualche gol in più. Questa vittoria ci deve dare l’opportunità di continuare su questa strada. Ho lavorato e mi sono conquistato il posto. Il mister ha influenzato sicuramente la trattativa. A Pisa c’è un progetto importante e qui c’è tanta ambizione."

Per Pittarello, invece, l'attesa è durata 25 giorni. L'attaccante ha confermato di essersi allenato anche nel periodo trascorso a parte e di essere pronto sul piano fisico. "E’ stato un calciomercato lunghissimo, una trattativa lunghissima. Per molti fattori. Da una parte c’era una società che non voleva perdermi, dall’altra una società che mi voleva. Io mi sono messo fuori perché la mia volontà era quella di venire a giocare per il Pisa. Hanno preso con le pinze questa mia decisione e dopo 25 giorni si è sbloccata. A livello emotivo siamo abituati, ma quando la vivi in prima persona è pesante. Sono riuscito a integrare il lavoro anche essendo a parte e a livello di condizione sto bene. Era ciò che mi premeva di più. A livello di blasone il Pisa era tra le migliori, chiaro che mi ha convinto il progetto. L’obiettivo lo conosciamo tutti, ma cercheremo di fare in modo di arrivarci. Chi gioca qui deve avere ambizione sempre alta. Il mio modo di vivere la vita è quello di alzare l’asticella, per volere sempre qualcosa in più da me stesso. Pisa per me è il posto giusto nel momento giusto all’età giusta. Sono nel posto dove voglio essere e spero di riuscire a dare quello che ho dentro"

Tra gli esterni c'è Marras, fermato da una lesione muscolare dopo le prime due gare ufficiali. Il rientro è previsto dopo la sosta. "L’infortunio fortunatamente non è molto grave, è una piccola lesione muscolare. Dalla mia parte ho la sosta che mi aiuterà a tornare al meglio. Starò fuori fin dopo la sosta. Mi ritengo fortunato. Sono stato uno dei primi acquisti, c’è stato un investimento importante ma non mi pesa a livello psicologico. Sono stato accolto da tutti e sono molto contento. Spero che la forza di questo gruppo possa darci la forza in campionato. Siamo tutti giocatori offensivi, abbiamo caratteristiche diverse. Siamo tutti fortunati ad essere giocatori offensivi perché copriamo i ruoli nei quali avviene il maggior numero di sostituzioni. Si può incidere anche partendo dalla panchina. Con Piccinini c’è stato subito un feeling in mezzo al campo e fuori dal campo. Nei momenti morti è sempre uno dei migliori a fare gruppo. Mi ha accolto come fossi un giocatore del Pisa da anni come lui e questo gli fa onore. E’ uno dei veterani della squadra. Spero di fare gol come Lisi in un derby con questa maglia numero 23 "

Ferrah è arrivato dopo le esperienze fuori dall'Italia e punta a entrare in fretta nei meccanismi della Serie B. "Sono molto contento di essere qui. Effettivamente ci sono molte differenze tra il campionato italiano e quelli dove ho giocato prima. Ma io conoscevo già un parte il campionato di Serie B perché alcuni miei colleghi già ci militavano. Le prime settimane sono state importanti, ho cercato di integrarmi al meglio e non vedo l’ora di dimostrare il mio valore. Mi piace dribblare, l’uno contro uno, Sono un giocatore molto offensivo, mi piace attaccare e fare gol. Mi piace aprire gli spazi e dare palloni importanti per i miei compagni e aiutare la squadra. Ho scelto Pisa per il progetto della società, l’idea di base. L’obiettivo di quest’anno è tornare in Serie A"

Ha chiuso il giro delle presentazioni Rao, arrivato in prestito ma già coinvolto nelle rotazioni di Bianco. "Sono in prestito ma mi sento tutt’ora un giocatore del Pisa anche se per un anno. La partita di Coppa Italia con la Fiorentina? Magari se vinciamo si gioca contro il Napoli. Speriamo. Per essere un gruppo sano la competizione dev’essere sana. Avere una rivalità è molto importante ci aiuta a migliorare e a crescere. Devo trovare di più il momento giusto per tirare in porta e tirare ancora di più "

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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