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Spettacoli mercoledì 15 luglio 2015 ore 16:30

Adieu Maria Callas

In occasione del Certosa festival va in scena ​uno spettacolo dedicato a una delle voci della lirica più amate di sempre. Regia di Claudio Neri



CALCI — Uno spettacolo dedicato a una delle voci della lirica più amate di sempre: Maria Callas

L'appuntamento, fissato a giovedì 16 luglio alle 21.30 nel cortile d’onore della Certosa di Calci, si inserisce nel quadro degli eventi del Certosa Festival e, partendo dalla narrazione delle sue ultime ore di vita,  ha lo scopo di raccontare la vita tumultuosa della cantante attraverso una serie di flash back. La rappresentazione, dal titolo Adieu Callas,  vedrà sul palco Patrizia Hartman ed Erles Modafferi, testo e regia di Claudio Neri per una produzione Teatro del Tè /Festival Antroporti.

In una nota, il regista teatrale Claudio Neri scrive: "Il 15 settembre 1977, la Callas si trovava in un lettino di un pronto soccorso a causa di un malore e, sotto mentite spoglie, accetta un controllo domiciliare per il giorno successivo da parte di una infermeria di nome Lorette, nel suo appartamento parigino di Avenue Georges Mandel 36. Come in un delirio, la grande cantante greca riceve questo personaggio femminile misterioso sotto le spoglie di una inesperta e volgare infermiera che in ogni momento svela aspetti sempre più intricanti e misteriosi della sua presenza. Maria parla con lei prima mentendo la sua vera identità, poi drammaticamente si dichiara ed elabora conflitti ancora aperti con la propria vita, detta le sue ultime volontà, dialoga con i fantasmi da lei stessa evocati che l'hanno accompagnata per tutta la sua vita, rievoca il passato di artista e di donna, per un finale veramente a sorpresa e di grande effetto. Si assiste così alla trasformazione della divina Callas come ad un rituale di congedo definitivo dai suoi personaggi importanti e quindi anche dalla vita, con un finale ambiguo e seducente. La accompagnano in questo percorso struggente le arie registrate della Callas e una scenografia scarna e minimalista per lasciare spazio creativo allo spettatore, dove memoria e sogno abbracciano per l'ultima volta la compianta artista” 

Linda Giuliani
© Riproduzione riservata

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