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Cronaca sabato 11 gennaio 2014 ore 09:00

Movimento e cibo sano non bastano

Il rapporto di Legambiente sulla qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi boccia Pisa



FIRENZE — Hanno il pedibus e pasti 100per cento bio. Ma sono carenti di certificazioni. Per questo Ecosistema Scuola 2013, il rapporto di Legambiente sulla qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi, non premia gli edifici di Pisa, anche se il 56esimo posto ottenuto, in Toscana, la mette davanti a Grosseto (62) e Lucca (71). Sono stati 94 i Comuni che hanno aderito all'indagine, ma alcuni hanno mandato il materiale incompleto e non sono stati, quindi, inseriti in graduatoria. 

Migliore in regione e seconda in Italia è Prato: con le scuole migliori per sicurezza degli immobili e qualità dei servizi offerti agli studenti, si posiziona al primo posto nella graduatoria delle buone pratiche e si distingue anche per l’installazione di impianti di energia rinnovabile in 47 edifici sui 91 complessivi, coprendo, dove sono presenti impianti, il 100per cento dei consumi da rinnovabili. Solo 25esima Firenze, seconda in Italia, però, nella classifica fra le grandi città e nella top ten dei comuni, che investono mediamente di più per ciascun edificio in manutenzione sia straordinaria (73.650 euro) che ordinaria (19.554).

Puntano sulle buone pratiche e sui servizi, i comuni toscani: sono il 45,4per cento le scuole con servizio di scuolabus (15 punti sopra la media), l’8,7 quelle servite dal pedibus (6,9% la media nazionale), Pisa compresa. In tutte le mense vengono somministrati pasti biologici, con una presenza media del 64,7per cento, il 100per cento a Pisa.

Le scuole con impianti di energia rinnovabile sono il 19,6per cento e tutti i Comuni toscani dichiarano di aver realizzato il monitoraggio dell’amianto, con il 5,7% di casi certificati, l’1% di casi sospetti, l’8,5% di edifici in cui si sono svolte bonifiche negli ultimi 5 anni.

Il 3,6per cento degli edifici è in prossimità di elettrodotti, il 2,2 in prossimità di antenne radio-televisive, il 14,1 in prossimità di antenne cellulari. Sul 33 di quest‘ultime viene realizzato il monitoraggio in continuo. L’inquinamento acustico con l’11,6 degli edifici scolastici esposti costituisce la maggior fonte d’inquinamento entro 1 km, mentre le industrie sono presenti tra 1 e 5 km per il 9,3per cento delle scuole.

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