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Attualità lunedì 21 settembre 2015 ore 16:08

"Ospitare in famiglia un migrante non è fattibile"

Sandra Capuzzi

La controproposta dell'assessore Sandra Capuzzi: "Mettere a disposizione le seconde case coinvolgendo le associazioni"



PISA — Ospitare un migrante a casa propria semplicemente chiamando un numero verde. "La proposta del presidente della Toscana Enrico Rossi per ovviare alla saturazione delle strutture d'accoglienza, per l'assessore comunale con delega al sociale Sandra Capuzzi, è buona ma non fattibile.

Per Capuzzi, gli ostacoli maggiori si riscontrano nella burocrazia: "Per ospitare un migrante in casa, servirebbe anzitutto una richiesta in prefettura senza poi considerare che il nucleo ospitante dovrebbe accompagnare l'ospite all'interno di un circuito d'integrazione molto complesso che passa per il comune, per le prefetture e per le associazioni, impegnando oltremodo il nucleo familiare ospitante".

L'assessore prende spunto dall'idea del presidente per proporne quindi una variante: "E se invece di ospitare un migrante all'interno della famiglia, si potessero mettere a disposizione, per lo stesso scopo, le nostre seconde case?" L'idea è questa: Ogni proprietario può scegliere di mettere a disposizione la sua seconda casa inserendola all'interno di un database. L'abitazione in questione viene presa in cura da un'associazione e affittata, a canone concordato, ad un migrante per il quale l'associazione si impegna a versare l'affitto al proprietario. "In cambio della messa a disposizione della casa -spiega Capuzzi- potrebbe essere applicata una defiscalizzazione, come ad esempio uno sconto sull'Imu".

Questo metodo, secondo l'assessore, andrebbe a vantaggio sia dei proprietari di casa che dei migranti: "Tutto grazie al coinvolgimento delle associazioni, che hanno più possibilità di seguire il singolo nel processo d'integrazione, sia formativo che burocratico".

Una proposta, quella dell'assessore al sociale, che è anche presidente della Società della salute, che si prefigge l'obiettivo di rispondere alla saturazione delle strutture riservate all'accoglienza in tutta la provincia e alla difficoltà di reperirne di nuove. "A fine settembre -commenta- è previsto l'arrivo di 290 migranti".

"Non possiamo ragionare a compartimenti stagni -conclude- . Viviamo in una città multietnica nella quale è necessario adottare politiche eque, che non partano dall'idea di nazionalità, ma da quella di bisogno. Sotto questo punto di vista, la mia proposta per affrontare l'emergenza dell'accoglienza, potrebbe anche essere sfruttata per risolvere, più in generale, quella abitativa".

Linda Giuliani
© Riproduzione riservata

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