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Attualità Venerdì 09 Ottobre 2026 ore 18:30
Pinete pisane, 500mila euro contro la cocciniglia

La Regione Toscana stanzia 500mila euro per ampliare i trattamenti contro la cocciniglia tartaruga nelle pinete del Parco di San Rossore e Migliarino
PISA — Mezzo milione di euro per rafforzare la lotta alla cocciniglia tartaruga e difendere le pinete del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. La Regione Toscana ha stanziato 500mila euro per ampliare gli interventi contro il parassita che negli ultimi anni ha colpito i pini del territorio.
"Si tratta di un importante finanziamento che si aggiunge ai 57mila euro che abbiamo stanziato nel 2025 e nel 2026 ed alle risorse che impegneremo per il 2027 e che renderà possibile continuare ed ampliare i nostri interventi per constrastare una delle più gravi minacce ambientali che il nostro Parco si trova ad affrontare - ha detto il presidente del Parco Lorenzo Bani - questo insetto ha già distrutto centinaia di ettari di pinete in Campania ed in Lazio e dalla sua comparsa nel nostro territorio tre anni fa abbiamo messo in campo una serie di azioni coordinandoci con il servizio fitosanitario della Regione Toscana".
La prima segnalazione della cocciniglia tartaruga nel territorio risale al 2023 a Tirrenia. Da allora il Parco, seguendo le indicazioni degli esperti, è intervenuto con trattamenti endoterapici: un insetticida specifico viene inoculato direttamente negli alberi colpiti. Secondo quanto riferito dall'Ente, i risultati sono stati positivi, ma il trattamento deve essere ripetuto ogni anno.
Gli interventi seguono il piano d'azione della Regione Toscana e vengono aggiornati sulla base dei monitoraggi condotti dal Crea, il centro di ricerca in agricoltura.
Finora sono stati trattati ogni anno circa 1.700 pini. Con le nuove risorse sarà possibile aumentare il numero delle piante interessate, concentrandosi soprattutto sui viali e sulle aree di confine considerate maggiormente esposte. L'obiettivo è creare una sorta di barriera per rallentare la diffusione dell'insetto.
"Queste azioni di contrasto ci daranno un po' di ossigeno mentre attendiamo la conclusione della sperimentazione che il Crea, autorizzato dal Ministero, sta conducendo in Campania con l'antagonista biologico, la specie Thalassa montezumae - ha aggiunto Bani - già nel gennaio 2025, in un convegno nazionale sul tema che abbiamo organizzato a Pisa, gli esperti indicarono questo sistema di lotta biologico come l'unico in grado di fermare in maniera decisa la cocciniglia, ma i tempi per avere dalle ricerche risultati certi non sono brevi e nel frattempo dobbiamo fare tutto il possibile per rallentare il contagio".
La Toumeyella parvicornis attacca soprattutto il pino domestico. La capacità di riprodursi rapidamente e l'assenza di antagonisti naturali autoctoni rendono il parassita particolarmente difficile da contenere.
Tra i segnali dell'infestazione c'è l'annerimento della chioma, provocato dalla melata prodotta dagli insetti e successivamente colonizzata dai funghi. Gli aghi compromessi non riescono più a svolgere correttamente la fotosintesi, cadono e, nei casi più gravi, la pianta muore.
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