Politica Mercoledì 15 Luglio 2026 ore 19:40
Pisa 2028, chi per il dopo Conti?

Fratelli d'Italia rivendica la guida della coalizione, i civici difendono il loro spazio. Nel centrosinistra prima il progetto, poi il candidato.
PISA — Mancano ancora quasi due anni alle elezioni comunali, ma la politica pisana ha già iniziato a guardare al 2028. Il passaggio del sindaco Michele Conti a Fratelli d'Italia ha cambiato gli equilibri del centrodestra e, allo stesso tempo, ha riacceso il dibattito nel centrosinistra, dove si ragiona sulla costruzione di un'alternativa dopo dieci anni di amministrazione Conti. Per ora nessuno parla ufficialmente di candidature, ma tra dichiarazioni, congressi di partito e nuovi assetti iniziano a delinearsi i primi scenari.
Centrodestra: FdI si prenota, ma la partita è aperta
Se fino a poche settimane fa il nome di Frida Scarpa sembrava quello più ricorrente nei ragionamenti della maggioranza, oggi il quadro appare comunque maggiormente in discussione. L'assessore rappresenta il volto più forte dell'area civica vicina a Conti e negli ultimi mesi ha visto crescere il proprio peso politico grazie all'ampliamento delle deleghe. Per molti resta una figura spendibile in caso di continuità amministrativa. L'ingresso di Conti in Fratelli d'Italia, però, ha cambiato il contesto. Il partito di Giorgia Meloni ora può contare sul sindaco e sul vicesindaco Filippo Bedini. Si tratta comunque di un’anomalia nel quadro di una coalizione avere un sindaco e un vicesindaco espressione dello stesso partito e non è escluso che ci possano essere anche nuovi rimpasti sulle deleghe. In ogni caso Fratelli d’Italia rivendica apertamente la leadership della coalizione e, l’idea di Diego Petrucci, figura preminente del partito, è quello di una candidatura a sindaco espressione di FdI.
Fratelli d’Italia però è attualmente diviso in tre tronconi dal quale è uscito rafforzato il nome di Petrucci. Il primo troncone è legato proprio a Diego Petrucci, consigliere regionale e tra i protagonisti del recente congresso provinciale; il secondo è quello di Matteo Arcenni, attuale sindaco di Terricciola, mentre il terzo è Raffaele Latrofa, ex vicesindaco e oggi presidente dell'Autorità portuale del Lazio, figura che mantiene un forte peso politico nel centrodestra pisano. Chi crede in un suo ritorno per concorrere a sindaco, però, potrebbe rimanere deluso. Difficile che rinunci a un anno di nomina (si parla di oltre 200mila euro all’anno) per tentare la scalata pisana. Voci di corridoio suggeriscono che potrebbe rimanere a Civitavecchia tentando invece l’approccio alle prossime politiche, con la strada più orientata a una nomina di sottosegretario o a un ruolo nel prossimo Governo. Intanto Petrucci ha incassato un punto importante con la nomina di Fabio Mini a presidente provinciale di Fratelli d'Italia, suo favorito. Mini si è imposto su Serena Bulleri, su cui sono andati a convergere sia Latrofa, sia Arcenni. Ne è così uscito estremamente rafforzato Petrucci in seno al partito. Che ora sembrerebbe voler imporre la scelta del prossimo sindaco. Non si esclude anche una sua discesa in campo.
Da capire però che cosa faranno le liste che hanno sostenuto Conti. Voci parlano di divergenze di vedute su alcuni temi centrali, anche se i numeri sono dalla parte dell’attuale primo cittadino. Sicuramente potrebbe nascere un confronto interno tra chi punta su un candidato di partito e chi invece ritiene che il modello civico sia ancora quello più competitivo per vincere a Pisa. Petrucci o un candidato di un partito non è visto, dalle larghe intese di centrodestra, come una strategia vincente. Per vincere, sono convinti anche altre correnti all’interno di Fratelli d’Italia, servirà un nome che metta d’accordo tutti e al momento quel nome sarebbe Frida Scarpa. Una cosa però è certa. La decisione sarà presa sul dialogo tra Fratelli d’Italia e i civici di Conti di Pisa al Centro. Le altre forze politiche non avrebbero in questa fase il peso necessario per imporre una scelta. Forza Italia è ormai marginale dopo l’ultima tornata elettorale, senza contare l’enorme spaccatura nella Lega che ha prodotto un fuggi fuggi generale verso Futuro Nazionale, che ha enormemente depotenziato il Carroccio. Difficile supporre l’ingresso di un Edoardo Ziello nella partita in questa fase, ma tutto dipenderà anche dalle future alleanze e per capire se a livello nazionale i vannacciani rimarranno a loro volta rumore di fondo oppure se il loro crescente peso politico li porterà all’interno del centrodestra, anche all’interno della partita pisana. Grande rilevanza assume così la corsa alle politiche 2027. Solo dopo il voto si capiranno i nuovi scenari.
Centrosinistra: prima il progetto, poi il candidato
Anche dall'altra parte dello schieramento il dibattito è iniziato, ma con una priorità diversa. A sinistra va ancora deciso il perimetro della coalizione e mancano totalmente programmi condivisi. Il problema storico si ripete e se il Partito Democratico vorrà provare a entrare nella partita dovrà trovare una linea comune. Molto passerà anche alla ricostruzione del Pd pisano, su cui ha gravato enormemente la scure del commissariamento. Le sollecitazioni arrivate da Alleanza Verdi e Sinistra, dalla Città delle Persone e dagli stessi dem vanno tutte nella stessa direzione: riaprire il tavolo della coalizione e iniziare fin da ora a costruire un programma condiviso, coinvolgendo associazioni, comitati e società civile. La sensazione è che in questo momento ci siano diverse correnti di pensiero che non confluiscano in una strategia unitaria.
C’è chi conta anche sullo spacchettamento della destra dovuto all’inserimento dei vannacciani per una vittoria al primo turno. Si pensa anche di riaprire un dialogo con chi storicamente è sempre rimasto al di fuori della coalizione, come Una Città in Comune, almeno per gettare le basi con un segnale di un fronte popolare di opposizione nell’ultima parte della legislatura. Si studia anche la possibilità di intercettare le associazioni di categoria come Confcommercio, anche se alle ultime elezioni il sostegno di Maestri Accesi si è tradotto in una lista civica al servizio di Conti. Dal centro sinistra però ci si sta ponendo quanto meno la questione di provare a rimettere sul tavolo un dialogo anche con i rappresentanti delle imprese.
Al momento quindi, parlare di nomi e candidature a sindaco nel centrosinistra suona molto molto difficile. Impossibile, vedere un bis della candidatura di Paolo Martinelli. Da non escludere la candidatura di Matteo Trapani, oggi consigliere regionale, ma c’è chi scommette anche su Antonio Mazzeo. Il suo potrebbe essere un nome concreto e spendibile su Pisa con cui ha un legame forte. Molto più defilata invece Alessandra Nardini. Non manca chi guarda anche fuori dai partiti tradizionali. Se davvero il centrosinistra punterà ad allargare il perimetro della coalizione, potrebbero emergere figure provenienti dal mondo universitario, associativo o professionale. Da anni si parla della possibilità di coinvolgere personaggi importanti del mondo accademico come ad esempio Maria Chiara Carrozza, già già rettrice della Sant'Anna, ex Ministro dell'Istruzione ed ex Presidente del Cnr. Dobbiamo essere onesti però, il nome di Carrozza non è circolato, ma non è escluso che si cerchi un profilo come il suo per provare a mettere d’accordo tutti. L’alternativa è un candidato deciso a Firenze. Per ora, tuttavia, non esistono nomi condivisi né indicazioni ufficiali. Il centrosinistra prima dovrà ricompattarsi e delineare confini e programmi.
Michele Bufalino
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