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Politica Giovedì 26 Febbraio 2026 ore 08:32
Affitti brevi, "il Comune resta fermo"

Bruni accusa il Comune di immobilismo e ha sollecitato la Giunta ad agire di fronte alla crescita della pressione abitativa.
PISA — Nel dibattito sugli affitti brevi a Pisa arrivano critiche dirette all’operato dell’amministrazione, a partire dalla recente decisione della Corte costituzionale che ha confermato il Testo unico del turismo della Regione Toscana. Per Enrico Bruni, consigliere del Pd, quel passaggio ha chiarito un punto decisivo: "gli strumenti per intervenire ci sono".
Bruni afferma di aver concesso al sindaco il tempo necessario dopo la pronuncia della Consulta, ma sottolinea che, a distanza di due mesi, "non si vede ancora un’iniziativa concreta del Comune di Pisa per costruire un regolamento proprio, autonomo ed efficace". Il nodo, secondo lui, è politico, perché l’articolo 59 della legge regionale Toscana 61/2024 permette ai capoluoghi, quindi anche a Pisa, di introdurre criteri e limiti nelle aree più sensibili della città, con parametri su superficie, posti letto e perfino un regime autorizzatorio quinquennale. "È una base normativa precisa, non un auspicio", osserva nel comunicato.
Per Bruni, continuare a discutere soltanto del presunto boom di annunci significa "spostare il tema". La questione centrale, sostiene, riguarda la capacità dell’amministrazione di governare il fenomeno o, al contrario, il rischio di subirlo mentre cresce la pressione sul mercato abitativo. Nel comunicato parla di pratiche che "in molti casi, sembrano mascherare attività ricettive extra-alberghiere dietro l’etichetta della locazione breve", ricordando che i riferimenti normativi e urbanistici sono già stati richiamati con chiarezza.
Per questo ritiene "del tutto ridicolo ridimensionare o negare il problema". Minimizzare, secondo Bruni, non aiuta a gestire questioni complesse come l’emergenza abitativa o l’overtourism, ambiti sui quali si misura "la capacità di una Giunta di stare dentro il tempo che viviamo".
Nel comunicato invita poi l’assessora Frida Scarpa ad abbandonare letture riduttive della situazione e a farsi parte attiva, chiedendo al sindaco un intervento più deciso: "solleciti il Sindaco ad affrontarla fino in fondo, rilanciando sull’applicazione concreta delle norme che già esistono". La legge regionale, ricorda, mette a disposizione strumenti chiari: "regolamento comunale, limiti per zone omogenee, rapporto tra superficie e posti letto, regime autorizzatorio". E conclude: "Non servono nuove dichiarazioni, serve un atto politico".
Secondo Bruni, ulteriori tentennamenti "non rafforzerebbero la posizione dell’amministrazione", contribuendo invece a certificare "ancora una volta l’inadeguatezza di questa Giunta nell’affrontare problemi strutturali della città". Pisa, avverte, non può permettersi passi falsi su casa, turismo e qualità della vita.
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