Pisa Sporting Club Domenica 12 Luglio 2026 ore 07:30
"Bianco farà stare i giocatori sul pezzo, ha la garra giusta"

L'ex calciatore del Pisa Massimiliano Varricchio racconta il suo ex compagno di squadra ai tempi del Treviso Paolo Bianco
PISA — Un passato indimenticabile all'Arena Garibaldi e un legame mai spezzato con la piazza nerazzurra. Massimiliano Varricchio, uno dei bomber più amati dal pubblico pisano per la sua grinta e i suoi gol, anche nei derby, torna a parlare del "suo" Pisa e lo fa in occasione dell'arrivo sulla panchina nerazzurra di Paolo Bianco. I due sono stati compagni di squadra nella stagione 2003-2004 ai tempi del Treviso, in Serie B. Un'annata condivisa non solo in campo, ma anche fuori, prima che le loro strade calcistiche si dividessero. In questa intervista per Qui News Pisa, Varricchio ci traccia un profilo umano e caratteriale del nuovo allenatore del Pisa, raccontando aneddoti del passato, riflessioni sul momento nerazzurro e preziosi consigli su cosa significa davvero vivere la piazza di Pisa.
Partiamo dall'inizio: che tipo è Paolo Bianco? Sul lato umano e personale che ricordo ha di lui a Treviso?
"Sul lato umano è sempre stata una persona perbene. Pensa che all'epoca ci frequentavamo anche con le rispettive compagne: quella che poi a fine anno è diventata mia moglie andava molto d'accordo con la sua. Erano e sono ragazzi davvero a posto. E come calciatore è sempre stato un professionista serio: un ragazzo preciso, con la testa sulle spalle, un grande lavoratore".
Si aspettava che sarebbe diventato allenatore?
"Allora eravamo giovani ed era talmente presto che magari uno non ci pensava subito. Però ha tutte le caratteristiche per farlo bene: è uno che ha sempre voglia di fare, uno di quelli che arrivava per primo agli allenamenti e se ne andava per ultimo. Si vede che ci tiene tantissimo a quello che fa. Mi fa davvero tanto piacere per lui e gli auguro di fare benissimo a Pisa, visto che è una delle squadre che ho sempre nel cuore".
A Treviso quell'anno fu una stagione tranquilla per voi, conquistaste la salvezza
"Fu una buona stagione, avevamo una discreta squadra con giocatori importanti. Ci siamo salvati senza mai rischiare. Di recente hanno creato una chat di gruppo con i ragazzi di quel Treviso perché la società è tornata nei professionisti. Tra noi ci scambiamo battute, ricordiamo vecchi aneddoti e i metodi dei vecchi allenatori... ci facciamo sempre delle gran risate".
Ha seguito Bianco nei suoi passi da tecnico? Al Pisa servirà anche per ricostruire l'empatia e la tenuta mentale dello spogliatoio...
"Un pochino l'ho seguito, ho visto le piazze in cui è stato, compresa Modena. A livello caratteriale penso sia davvero molto adatto: oltre all'empatia, ha la capacità di far stare i giocatori 'sul pezzo', di non farli mollare mai. È una qualità che aveva già da calciatore e gli servirà molto".
Da ex nerazzurro e tifoso a distanza, cosa si aspetta da questa stagione? E cosa si sente di dire a Bianco sulla piazza pisana?
"Da tifoso mi auguro solo che il Pisa vada bene e, magari, che riesca a vincere il campionato! La città e la tifoseria meritano tantissimo. Se dovessi fare una raccomandazione a Paolo gli direi una cosa fondamentale che ho imparato a Pisa: i risultati contano, certo, ma se il tifoso pisano vede che dai tutto in campo, non ti lascia mai solo. Mi ricordo momenti difficili quando giocavo io, ma se la Curva e la gente vedono che ci tieni, che entri deciso sui contrasti e mantieni alto il ritmo, ti danno una spinta enorme. A Pisa non servono 'tacco e punta' o frivolezze, serve la sostanza. E Paolo, avendo quella garra tipica di chi viene dal sud ma lavora da sempre al nord, ha il carattere giusto per accendere la piazza".
Michele Bufalino
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