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domenica 17 febbraio 2019

Cronaca giovedì 24 novembre 2016 ore 13:36

Borseggi sui bus, è escalation

I sindacati del Ctt nord parlano di una situazione ormai fuori controllo sugli scippi. E sul controllo dei biglietti non va meglio



PISA — "Ancora un aggressione ai danni di un autista, ancora borseggi selvaggi e indisturbati, se ne legge sui giornali e quasi non ci si fa più caso. Le forze dell’ordine fanno il possibile, fermano qualcuno ma sono costrette a rilasciarlo in tempi brevi.

Se si guarda la questione con questi occhi bisognerebbe rassegnarsi all’indifferenza rifugiandosi dietro un pragmatismo disfattista, che ad oggi è largamente diffuso. sindacati Fit-Cisl e Faisa-Cisal dicono di no a tutto questo".

Comincia così una nota sindacale che racconta quanto accaduto a Pisa recentemente:  

"Domenica scorsa una turista derubata per inseguire il ladro ha abbandonato il proprio bambino sul bus: come si fa a restare indifferenti?

Negli anni passati abbiamo avuto incontri al vertice con il prefetto, i comandanti delle forze dell’ordine e l’azienda, ci siamo confrontati cercando soluzioni e strategie atte a risolvere o perlomeno ad arginare il problema, sono anche state prese decisioni ed impegni.

Risulta chiaro che quanto è stato fatto non ha funzionato! Il fenomeno del borseggio dilaga al punto tale che non lo si può più neanche definire borseggio ma scippo, in quanto coloro che lo praticano non si preoccupano neanche di nasconderlo in qualche modo, lo fanno e chi se ne frega delle conseguenze, siamo addirittura arrivati a plateali ed irriverenti gesti di scherno nei confronti delle forze dell’ordine.

I disagi non finiscono qui, c’anche la questione della verifica dei titoli di viaggio.

Coloro che svolgono questa delicata mansione sono spesso oggetto di aggressioni verbali e fisiche. La certezza o quasi dell’impunità per chi aggredisce mette chiunque lo desideri nella condizione di insultare o percuotere il verificatore.

Spesso il contesto in cui si va ad operare è sfavorevole anche numericamente, perché soprattutto su certe linee, gli evasori, quasi sempre extracomunitari, viaggiano in allegra e nutrita compagnia. In certi casi si arriva al paradosso in cui l’utenza solidarizza con l’evasore ed il verificatore si ritrova accusato di persecuzione nei confronti di un povero disgraziato.

Che cosa chiedono i sindacati? Chiediamo che venga fatto più di quello che è stato fatto fino ad ora. Siamo disponibili al confronto ma vogliamo controlli a terra ed a bordo dei bus soprattutto nelle ore calde e sulle corse a rischio, installazione di telecamere di controllo sia a terra che a bordo degli autobus, le girelle contro l’evasione del biglietto e le cabine di guida protette ancora meglio di quanto lo sono adesso.

Attendiamo risposte concrete e le attendiamo subito perché la sicurezza non può aspettare, ed anche questo fa parte della riqualificazione di un servizio pubblico, ormai ridotto ai minimi termini in tutti i sensi".



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