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Attualità Martedì 21 Luglio 2026 ore 10:41

Caldo, la CUB rilancia le tutele per i lavoratori

Il sindacato propone più tutele contro il caldo: smart working, stop a 35 gradi, pause retribuite e ammortizzatori rafforzati



PISA — L'emergenza legata alle alte temperature sembra avviarsi verso una fase di attenuazione, ma per il sindacato di base CUB resta aperto il tema della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In un documento diffuso in questi giorni, il sindacato sostiene che le misure adottate finora non siano sufficienti e avanza una serie di proposte per rafforzare la protezione dei lavoratori esposti al caldo estremo.

"L'ondata di calore pare sia prossima ad esaurirsi ma in queste settimane è stato fatto tutto il possibile a tutela della salute e sicurezza della forza lavoro? Siamo certi di no se perfino la Pubblica amministrazione è in grave ritardo o perfino inadempiente rispetto agli obblighi di sicurezza", afferma la CUB.

Il sindacato chiede quindi di "rivedere il decreto del 1 Luglio ampliando gli ammortizzatori sociali destinati per il caldo eccessivo alla platea dei lavoratori oggi esclusi", prevedendo la piena retribuzione, e di "prevedere un aumento dell'importo della cassaintegrazione".

Tra le altre richieste figurano l'attivazione di tavoli sindacali nelle aziende "per monitorare la situazione e aggiornare tutti i Dvr con i rischi da microclima", l'aumento delle pause retribuite durante l'orario di lavoro e la possibilità di "accordare lo smart working se gli uffici sono privi di impianti per abbattere le temperature".

La CUB propone inoltre di garantire "acqua potabile, sali minerali, efficientamento degli impianti di refrigerazione dei luoghi di lavoro" e ribadisce la richiesta di "stop alle attività all'aperto e nelle aree 'calde' con la temperatura a partire da 35 gradi", ritenendo necessario rafforzare le misure di prevenzione a tutela della salute dei lavoratori.


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