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Corrado, "Retrocessione nelle aspettative, il progetto continua"

La retrocessione in Serie B non cambia la linea del Pisa. Giuseppe Corrado, a Radio Sportiva, ha confermato la linea del club per la prossima stagione



PISA — A Radio Sportiva il presidente Giuseppe Corrado dopo il ritorno dei nerazzurri tra i cadetti, ha difeso la programmazione del club e ha ricondotto la stagione appena conclusa dentro un percorso più lungo, iniziato nel Gennaio 2017.

Il presidente ha parlato di un sentimento di "serenità", quello di chi ritiene ancora attuale il progetto avviato quasi dieci anni fa. Una retrocessione, secondo Corrado, era una possibilità prevista: "Che il Pisa potesse retrocedere era nelle aspettative". Il motivo sta nelle condizioni di partenza: una squadra assente dalla Serie A da 34 anni, infrastrutture ancora da completare, uno stadio con capienza ridotta e un monte stipendi collocato nelle ultime posizioni del campionato.

Corrado ha riconosciuto in modo netto che "la società non era pronta per affrontare un campionato di livello superiore". Il Pisa, ha spiegato, era una neopromossa diversa dalle altre. Nessuna squadra della Serie A, secondo il presidente, mancava dalla categoria da così tanto tempo. Da qui la lettura della stagione: una società in crescita, arrivata nel massimo campionato forse prima del pieno completamento del proprio percorso.

Il presidente ha poi ricordato il cammino degli ultimi anni. Dopo fallimenti, Serie C, C2 e dilettanti, il Pisa ha consolidato la propria presenza in Serie B, senza mai lottare per la retrocessione e arrivando anche a giocarsi lo spareggio con il Monza. La promozione in Serie A, ha aggiunto Corrado, è stata "un capolavoro", arrivato con dieci punti di vantaggio sulla terza e venti sulla quarta.

Dentro questa cornice, il risultato sportivo resta importante, ma non deve diventare l’unico criterio di scelta. Corrado lo ha ribadito con forza: "Il risultato sportivo non è mai stato un’ossessione, ma la conseguenza di progetti avviati". Progetti che non sono ancora arrivati al traguardo. Il riferimento è al centro sportivo, atteso fra circa un anno e mezzo, allo stadio, che potrebbe essere ristrutturato nei prossimi due anni, e alla capacità del club di aumentare ricavi e valore del marchio.

Sul campo, però, il Pisa ha pagato difficoltà evidenti. Corrado non le ha negate, ma ha sottolineato anche la volontà della squadra di competere: "Abbiamo lottato comunque per farci valere". Qualche punto in più, secondo il presidente, sarebbe potuto arrivare con più fortuna e con meno incidenti di percorso. La garanzia per il futuro, nella sua lettura, resta l’impostazione della rosa: giocatori giovani, con mercato, in grado di creare valore nei prossimi tre-cinque anni.

Uno dei passaggi più delicati ha riguardato il cambio in panchina tra Alberto Gilardino e Oscar Hiljemark. Corrado ha ammesso che, guardando indietro, alcune scelte possono essere valutate in modo diverso. Ha però difeso la logica della decisione. Gilardino, ha precisato, era "un allenatore bravo". Il cambio non nasceva quindi dalla ricerca di un tecnico più capace, ma dalla speranza che una guida nuova, senza addosso il peso di mesi complicati, potesse portare maggiore serenità e modificare alcune dinamiche.

La svolta, nei fatti, non è arrivata. Anche qui Corrado non ha girato attorno al tema: "Col senno di poi le cose non è che siano cambiate molto". Il presidente ha però inserito anche quella scelta dentro la programmazione generale del club. Il Pisa, ha detto, non si è fatto trovare impreparato e non ha mai modificato i propri programmi solo sulla base degli eventi.

Questo vale anche per il mercato di Gennaio. Gli innesti invernali, ha spiegato Corrado, non erano pensati soltanto per cercare qualche punto in più nella corsa salvezza. Dovevano anche rappresentare una base per il futuro. Da qui la scelta di puntare su profili giovani, nati nel 2004, 2005 e 2006. Una strategia diversa, più legata al risultato immediato, avrebbe forse portato a giocatori di maggiore esperienza, ma avrebbe anche spostato il club fuori dalla propria linea.

Corrado ha richiamato poi l’esperienza del 2017, quando il Pisa retrocesse in una situazione già compromessa. Quella stagione, secondo il presidente, fu utile per capire che inseguire il risultato a ogni costo non sempre costruisce futuro. Da allora la società ha cercato stabilità e crescita. Prima l’obiettivo era consolidarsi a un livello superiore, cioè la Serie B. Ora il passaggio successivo sarà creare le condizioni per tornare in Serie A con basi più solide.

Resta aperto il nodo Hiljemark. Sul futuro dell’allenatore svedese Corrado non ha dato risposte definitive: "È troppo presto". La valutazione passerà dall’area tecnica, definita "ben coordinata e ben presidiata", che porterà le proprie indicazioni al vertice aziendale. Poi, come sempre, la decisione sarà presa insieme.

Le ultime partite di campionato serviranno anche per osservare meglio alcuni giocatori rimasti fuori a lungo per problemi fisici. Corrado ha citato Denoon, Lusuardi e Vural. Giovani che, nelle intenzioni iniziali, avrebbero dovuto avere spazio e crescere dentro la Serie A, ma che sono stati frenati dagli infortuni. "Questo è un aspetto da non sottovalutare", ha concluso il presidente, rimandando alla prossima stagione il giudizio su una parte del gruppo che il Pisa non ha potuto utilizzare come avrebbe voluto.

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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