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Politica Venerdì 24 Luglio 2026 ore 11:30

Diritti in Comune, un esposto sul carcere

Il gruppo consiliare chiede soluzioni per il sovraffollamento e le condizioni igieniche e sanitarie della struttura: "Salute pubblica a rischio"



PISA — È stato presentato un esposto al Dipartimento di prevenzione dell’Ausl Toscana nord ovest e ai Carabinieri del Nas da parte del gruppo consiliare Diritti in Comune, presieduto dalla consigliera Giulia Contini, in riferimento alle condizioni del carcere "don Bosco" di Pisa.

Una situazione che Contini definisce inaccettabile non solo per i detenuti, ma anche per il personale che vi opera quotidianamente. "La decisione arriva dopo i sopralluoghi istituzionali delle scorse settimane - hanno spiegato da Diritti in Comune - a partire dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà, e anche a seguito della lettera inviata alla stampa direttamente dalle stesse persone detenute e della denuncia del mondo del volontariato. Oggi al don Bosco la salute pubblica e il benessere psicofisico sono messi concretamente a repentaglio".

Tra le criticità evidenziate vi è il sovraffollamento, con 306 detenuti presenti a fronte di una capienza regolamentare di soli 199 posti, la carenza di docce, il degrado strutturale, con la presenza di muffa e infiltrazioni, e la questione igienica, data dall'infestazione di scarafaggi e cimici.

"Le testimonianze raccontano una realtà allarmante: per noi è un atto di responsabilità istituzionale dovuto quello di richiedere un intervento immediato attraverso un esposto - hanno aggiunto - la privazione della libertà non può e non deve mai trasformarsi in una privazione della dignità o in un rischio per la salute. Un Paese civile non può tollerare che le proprie strutture detentive diventino luoghi di degrado e sofferenza aggiuntiva, se non vera e propria tortura. Questo vale per le persone private della libertà personale, tra cui persone con vulnerabilità cliniche e psicologiche pregresse, ma vale anche per gli agenti di Polizia Penitenziaria e per tutto il personale, anche sanitario, operante all’interno della casa circondariale".


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