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"Doppia promozione in A1, i giovani sono la chiave"

Simone Piccini, il valore del gruppo, la crescita dei giovani e i progetti del Club Scherma Pisa Di Ciolo, protagonista nei campionati a squadre



PISA — Due risultati di prestigio per il Club Scherma Pisa Di Ciolo, con la promozione in Serie A1 da parte del Fioretto maschile e femminile. Ne parliamo con Simone Piccini, vicepresidente e fondatore nel 2006 del club di scherma. Allenatore della Nazionale di Scherma dal 1996 ha partecipato come Maestro delle Nazionali Italiane ad due Olimpiadi e numerosi Campionati mondiali ed europei. Nel 2022 e stati insignito della “Maschera d’Oro “ massimo riconoscimento per i maestri che hanno avuto atleti partecipanti alle olimpiadi.

La promozione in A1 di fioretto maschile e femminile: che valore ha?
“Il segreto è stato che avevano una grande voglia di tornare in Serie A1, soprattutto le ragazze che l’anno scorso erano retrocesse, quindi volevano risalire subito. E’ una squadra molto giovane. La più grande, che è mia figlia, Sofia è del 2007, ha 18 anni, le altre ne hanno 17 e 16. Giorgia Melloni ne ha 17, Sara Bargagna 17 e Benedetta Bianchi addirittura 16. Questa è la squadra che ha riportato Pisa in Serie A1. È stata una bella cosa perché è stato un lavoro di gruppo. In queste gare, se non c’è un gruppo affiatato, non vai da nessuna parte.”

Come fanno ragazze così giovani a essere competitive tra le senior? 
“Intanto hanno già esperienza, sono anni che fanno gare a livello internazionale, quindi non sono proprio alle prime armi. Però quando arrivi a questi livelli serve soprattutto un grande spirito di squadra. Questo dà ancora più valore al lavoro che facciamo ogni giorno in palestra, dove lavoriamo molto sul gruppo. Non è uno sport individuale, è uno sport di relazione. Noi insegniamo che è fondamentale avere un rapporto con gli altri: con il compagno di squadra, con quello di allenamento, con l’arbitro e con l’avversario. Se non arrivi a questo livello di relazione, non ottieni risultati. Durante la gara le ragazze hanno capito di poter tornare in Serie A1 ed è stato un crescendo. Il maestro che le ha accompagnate, Tommaso Chiappelli, ci ha raccontato che dopo il primo incontro vinto per una stoccata, si sono riconosciute sempre di più come squadra fino alla vittoria.”

E il fioretto maschile?
“Per i maschi è stato un percorso un po’ diverso. In squadra c’era anche Carmelo Fallica, che è uno dei nostri giovani maestri. Anche lì parliamo di un gruppo giovane: Federico De Michieli ha 17 anni, Emanuele D’Avanzo 16, poi Gian Maria Antonini ne ha 20. Erano in A2 da due anni senza riuscire a salire, e quest’anno ce l’hanno fatta, vincendo la gara. Forse l’esperienza di Carmelo e di Gian Maria, che sono un po’ più grandi, ha dato sicurezza ai più giovani. Nessun avversario è riuscito a superare i 30 punti contro di loro, con scarti sempre ampi. Ma anche qui torno sul punto: è il lavoro quotidiano insieme che permette questi risultati.”

Qual è oggi il suo ruolo nel club?
“Da quando è scomparso Antonio, io ed Enrico abbiamo dovuto prendere in mano il ruolo di capi scuola. Lavoriamo su due fronti. Da una parte ci sono le collaborazioni internazionali, con Spagna, Ungheria, Francia, Australia e Finlandia , dive diversi club si appoggiano a noi per la formazione dei maestri. Dall’altra stiamo formando una nuova classe di maestri all’interno della nostra scuola. Ci sono ragazzi come Tommaso Chiappelli, Carmelo Fallica, Diletta Gramigni e Giovanni Leccese, oltre a Gianmaria Antonini che ancora deve finire gli studi di Scienze Motorie. Cerchiamo di far crescere i nostri allievi per farli diventare maestri. Io sono il responsabile della crescita dei più piccoli, mentre Enrico segue i più grandi, ma è solo una divisione formale perché in realtà lavoriamo tutti insieme su tutto.”

A che punto è Vittoria Pinna?
“Vittoria si è ripresa, adesso è in ritiro con la nazionale e si sta allenando con le compagne. Purtroppo la stagione è stata condizionata dall’intervento al ginocchio e ha dovuto saltare due prove su tre, quindi il commissario tecnico non ha potuto valutarla a pieno. Però è serena, si allena con continuità e con grande impegno. Mi aspetto un buon finale di stagione. Dovrà trovare spazio tra le senior, negli Assoluti. Il suo carattere è un punto di forza importante.”

Ci sono ancora problemi nel conciliare scuola e sport?
“Dipende molto da insegnanti e dirigenti. Per esempio mia figlia, al liceo linguistico Carducci, non ha avuto problemi, anzi è stata supportata. Però altre ragazze hanno avuto difficoltà. Altre ragazze , ad esempio, hanno trovato meno disponibilità e questo complica tutto. È vero che La scherma ti insegna a relazionarti e a trovare soluzioni, ma non dovrebbe essere così. Non è giusto che un ragazzo debba giustificare una gara con una malattia. Dovrebbe essere aiutato a portare avanti entrambe le cose, anche perché sono ragazzi che vanno bene sia a scuola che nello sport.”

Quali sono le prospettive per il 2026?
“Abbiamo ancora tutti i campionati italiani da disputare e l’obiettivo è fare bene. Vittoria farà l’ultimo anno Under 20, poi dovrà essere inserita stabilmente tra le senior. Mi aspetto un finale di stagione positivo per lei e per tutto il gruppo del fioretto pisano. Federico De Michieli, ad esempio, è già numero 5 in Italia Under 20 ed è solo al primo anno. Se continua così potrà puntare a competizioni importanti. Anche Emanuele D’Avanzo e altri giovani stanno crescendo bene. Le ragazze del fioretto tutte possono togliersi grosse soddisfazioni. La stagione non è finita.”

Ci sono talenti in prospettiva olimpica?
“Quando mi fanno questa domanda sono sempre prudente, anche per scaramanzia. Però il lavoro che facciamo ci ha sempre portato a far emergere ragazzi con buone prospettive. Una delle più concrete è sicuramente Vittoria.”

C’è fiducia quindi?
“Sì, certo. E non solo su di lei. Anche tra i più piccoli ci sono segnali interessanti. Ai campionati italiani Under 14 andremo con una ventina di atleti, quasi tutti qualificati. Mi aspetto buoni risultati e soprattutto che si crei entusiasmo anche per chi sta crescendo.”

La filosofia del club resta sempre la stessa?
“Sì, tutto si basa sul lavoro della scuola. A differenza di altre realtà che puntano solo al risultato, noi vogliamo costruire qualcosa di più solido, una carriera sportiva e umana. E stiamo investendo molto anche nella formazione dei nuovi maestri, cioè di chi porterà avanti la scuola in futuro. Per formare un maestro serve tempo, anni. Noi abbiamo iniziato con ragazzi che oggi hanno circa 27 anni e che sono stati nostri allievi. È un percorso lungo, ma necessario per dare continuità al club.”

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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