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Cronaca Mercoledì 17 Giugno 2026 ore 10:52

E' morto lo storico Carlo Ginzburg

Carlo Ginzburg
Foto di: Istituto Storico Medioevo/Facebook

Il celebre saggista si è spento a 87 anni. Studiò all'università di Pisa e alla Scuola normale superiore, dove tornò poi in qualità di docente



PISA — Lutto per la scomparsa di Carlo Ginzburg, storico e saggista italiano. Aveva 87 anni. 

Originario di Torino, studiò all'università di Pisa e alla Scuola normale superiore, dove tornò poi in qualità di docente di Storia delle culture europee.  Considerato tra i massimi esperti di microstoria, ha insegnato in alcuni dei più prestigiosi atenei del mondo compresi quelli statunitensi di Harvard, Yale e Princeton.

Proprio nell'ambito della microstoria si inseriscono numerosi dei suoi studi e pubblicazioni, inserite anche in una collana per la casa editrice Einaudi che ha preso il via nel 1981 con "Indagini su Piero. Il battesimo, il ciclo di Arezzo, la flagellazione di Urbino". Tra le sue opere più celebri "Il formaggio e i vermi: il cosmo di un mugnaio del '500", pubblicato nel 1976.

Figlio di Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Levi, nacque a Torino il 15 Aprile 1939. Poi i suoi studi lo portarono alla brillante carriera accademica. Da tempo viveva a Bologna.

Parole di cordoglio sono state espresse dall'Istituto Storico Italiano per il Medioevo, che lo ricorda come "Una delle voci che più hanno inciso sul modo di concepire il mestiere di storico nel nostro tempo".

"Da I benandanti a Il formaggio e i vermi, fino a Storia notturna - si legge in un post pubblicato sui social dall'Istituto- egli ha mostrato come dall'analisi ravvicinata di un singolo caso potesse aprirsi una via di accesso a interi universi mentali altrimenti silenti. La sua riflessione sul paradigma indiziario, sul rapporto fra prova e verità, sulla distanza fra lo storico e il suo oggetto, ha lasciato un'eredità metodologica che eccede i confini dell'età moderna e con la quale la medievistica resta in dialogo costante. Lo scorso maggio aveva preso parte, con un intervento e con il suo sostegno fondamentale, al convegno Marc Bloch (1886-1944). Letture dall'Italia, promosso dall'Istituto con l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'École française de Rome e la Sapienza: tra gli ultimi segni della sua fedeltà alla ricerca storica come impresa comune. L'Istituto si stringe ai familiari e alla comunità degli studiosi".


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