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Attualità sabato 04 gennaio 2020 ore 15:30

"Era un ammasso di lamiere in pieno centro"

Confesercenti interviene sull'edicola rimossa in Borgo Stretto. Intanto i parlamentari Pd annunicano un'interrogazione



PISA — “Sulla rimozione dell’edicola in Borgo Stretto crediamo che debba prevalere il buon senso. Purtroppo, al di là del fatto che fosse stata strappata alla mafia, era diventata un ammasso di lamiere in pieno centro storico. Non c’erano alternative all’intervento dell’amministrazione comunale, tra l’altro sollecitato anche dalla nostra associazione”. Lo scrive in una nota Confesercenti Toscana Nord, che attraverso il presidente area pisana Luigi Micheletti e il coordinatore centro storico Francesco Mezzolla, spiega di ritenere legittimo l'intervento del Comune. “Purtroppo è nata una polemica che riteniamo eccessiva alla luce delle condizioni in cui si trovava il manufatto – dicono ancora Micheletti e Mezzolla - posto all’imbocco di Borgo Stretto a pochi metri dalla chiesa di San Michele e dal tabernacolo ligneo della Madonna dei Vetturini. Quell’edicola era stata un simbolo della lotta alla mafia con la sua confisca ma le cose poi non sono andate nel verso sperato e ora, pur nel suo valore simbolico, era diventata un’offesa per il decoro della città".

Sulla vicenda è intervenuto anche l'assessore Raffaele Latrofa: "Non lasciamoci trasportare in una insensata contrapposizione tra parti politiche scaturita dalla rimozione dal centro storico di Pisa, di un manufatto, indubbiamente degradato - scrive l'assessore su Facebook- Non lasciamo pensare ai nostri figli che davvero, a Pisa, a seconda dell’appartenenza politica di ciascuno, si è a favore o contro la mafia. Non facciamo anche questo ennesimo errore per far allontanare definitivamente i nostri giovani dalla Politica. L’edicola era degradata e degradante e toglieva decoro a un angolo del centro storico della nostra cittá. Chi aveva meritoriamente provato a gestirla aveva fallito. Risultato: a quelle condizioni andava rimossa. Di mattina, pomeriggio o sera ma andava rimossa. L’edicola era un simbolo di una lotta alle mafie, condivisa, ne sono certo, dall’intera comunità pisana senza distinzione per appartenenza politica? Bene, sostituiamola con un altro simbolo che manifesti efficacemente questo sentimento".

Diversa la posizione dei deputati Pd Lucia Ciampi, Susanna Cenni e Stefano Ceccanti, che hanno annunciato una interrogazione parlamentare. "Depositeremo un’interrogazione in Parlamento in merito a questa vicenda anche per predisporre una necessaria verifica, da parte degli organismi competenti, al fine di appurare se la rimozione dell'edicola di Via Borgo Stretto abbia potuto interferire con la corretta gestione delle risorse pubbliche - scrivono Ciampi, Cenni e Ceccanti- e se questa azione sia stata eseguita nel pieno rispetto della normativa vigente relativa ai beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Ci preme infine sapere se l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ritiene che la condotta dell'attuale amministrazione comunale di Pisa relativamente alla gestione dell'edicola di Via Borgo Stretto abbia adeguatamente valorizzato un bene sequestrato alla criminalità organizzata e destinato ad uso pubblico”.

“Togliere quella edicola- scrive Giacomo Martelli, presidente delle Acli Toscana - è stato un errore perché significa aver tolto l'esempio fisico che la mafia esiste, che si può combattere e si può battere. Ogni persona che ci passava davanti poteva vedere immediatamente che le organizzazioni criminali sono arrivate anche nel nostro territorio, che non sono quindi una astrazione ma che, come piovre, allungano i propri tentacoli ovunque.” 



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