Attualità Sabato 12 Settembre 2026 ore 10:29
Farmacie, più servizi: la Cisl chiede nuovi salari

Più competenze e responsabilità richiedono salari adeguati, organici sufficienti e formazione. Il 15 Settembre nuovo confronto nazionale con Assofarm
PISA — Vaccinazioni, screening, telemedicina e prenotazioni. Le farmacie stanno ampliando il proprio ruolo nell’assistenza territoriale, ma per la Fisascat Cisl ai nuovi servizi devono corrispondere un maggiore riconoscimento professionale e retribuzioni adeguate.
La posizione del sindacato parte dalla trasformazione delle farmacie in presidi sanitari di prossimità. Un cambiamento considerato positivo, soprattutto per rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana, che però sta aumentando compiti e carichi di lavoro del personale.
"L'ampliamento dei servizi offerti dalle farmacie deve comportare un pieno riconoscimento delle professionalità impiegate. Le nuove competenze, le maggiori responsabilità e la crescente complessità del rapporto con i cittadini devono trovare una corrispondenza concreta nella classificazione professionale e nella retribuzione", hanno detto Alessandro Gualtieri, segretario generale della Fisascat Cisl Toscana, e Giorgia Bumma, segretaria Ust Pisa.
La richiesta riguarda anche gli organici, la formazione durante l’orario di lavoro e un’organizzazione capace di limitare sovraccarichi, stress e burnout. Sullo sfondo c’è inoltre la progressiva acquisizione delle farmacie indipendenti da parte di società di capitali e grandi gruppi, con modelli di gestione sempre più centralizzati.
"Non esprimiamo una contrarietà pregiudiziale alle aggregazioni e agli investimenti, ma chiediamo che l'innovazione non trasformi la farmacia in un semplice punto vendita e il personale in uno strumento per raggiungere obiettivi esclusivamente commerciali. La farmacia deve conservare la propria funzione sanitaria, sociale e di prossimità, tutelando l'autonomia e la dignità professionale di chi vi lavora", hanno aggiunto Gualtieri e Bumma.
Al centro della vertenza resta il rinnovo del contratto nazionale delle farmacie private, scaduto il 31 Agosto 2024. La Fisascat chiede un aumento capace di recuperare l’inflazione maturata e di avvicinare le retribuzioni a quelle degli altri comparti del terziario.
Il sindacato contesta anche l’ipotesi di riconoscere aumenti diversi ai farmacisti laureati e al resto del personale. Una distinzione giudicata ingiustificata, perché la trasformazione del settore avrebbe coinvolto tutte le figure presenti nelle farmacie.
La mobilitazione va avanti da oltre un anno. Dopo lo sciopero nazionale del 6 Novembre 2025, la procedura di raffreddamento si è chiusa senza accordo l’11 Febbraio 2026. Un secondo sciopero si è poi svolto il 13 Aprile.
Per le farmacie comunali il prossimo passaggio è fissato al 15 Settembre, quando a Roma torneranno a incontrarsi la delegazione sindacale e Assofarm. Nelle ultime settimane sono stati registrati alcuni passi avanti, ma rimangono distanze sul piano economico. Più ferma la trattativa con Federfarma per le farmacie private.
La Fisascat richiama infine il decreto legislativo 96 del 2026 sulla trasparenza retributiva, indicandolo come uno strumento per rendere più chiaro il rapporto tra mansioni, inquadramento e salario.
"Ci auguriamo che prevalgano il dialogo e la responsabilità e che sia possibile raggiungere un'intesa che riconosca concretamente il valore delle professionalità, recuperi il potere d'acquisto delle retribuzioni e rafforzi le tutele normative. Difendere il lavoro nelle farmacie significa anche difendere un servizio essenziale per i cittadini e per le comunità locali", ha concluso Gualtieri.
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