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Lavoro mercoledì 15 giugno 2022 ore 19:24

Golene chiuse senza preavviso per la Luminara

Lo Scalo Roncioni

Secca protesta di Confcommercio per la decisione del Comune, dato che le attività sulle sponde dell'Arno già avevano fatto i rifornimenti per la festa



PISA — “Dopo due anni torna la Luminara di San Ranieri, una festa che dovrebbe essere tale anche per tutti gli imprenditori, ma alcuni avranno ben poco da festeggiare vista l'inconcepibile ordinanza comunale che dispone la chiusura immediata delle attività di somministrazione nella golena d'Arno”. Così il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli commenta l'ordinanza pubblicata dal Comune di Pisa che dispone l'inibizione di qualsiasi attività privata nell'alveo e lungo le sponde del fiume Arno, nel tratto compreso tra Ponte della Fortezza e Ponte della Cittadella, dalle 9 di oggi, mercoledì 15 Giugno, fino alla fine dello spettacolo pirotecnico previsto per la sera di giovedì 16.

Due le attività lungo l'Arno che subiscono la chiusura forzata per due giorni: Argini e Margini e Scalo Roncioni. Mentre si salva Arno Vivo, che è oltre il ponte della Fortezza.

"Avvisiamo la gentile clientela - così da Argini e Margini - che purtroppo saremo chiusi stasera e domani per motivi di sicurezza legati alla presenza dei fuochi d'artificio nell'area dello Scalo dei Renaioli. Non abbiamo potuto avvertirvi prima perché abbiamo ricevuto la comunicazione (neanche formale) solo questa mattina".

Stessa comunicazione dallo Scalo Roncioni: "Avvisiamo la gentile clientela che purtroppo saremo chiusi stasera e domani per motivi di sicurezza legati alla presenza dei fuochi d'artificio nell'area dell’Arno. Non abbiamo potuto avvertirvi prima perché abbiamo ricevuto la comunicazione (neanche formale) solo questo pomeriggio alle ore 18".

“Un provvedimento che impone la chiusura di un locale praticamente dal momento stesso in cui viene pubblicato - ha quindi attaccato Pieragnoli -. Nemmeno il più diabolico degli sceneggiatori avrebbe immaginato un colpo di scena del genere! Imprenditori che escono con le ossa rotte da due anni di pandemia, che tengono in piedi la propria attività lottando ogni giorno contro caro energia e materie prime alle stelle devono anche subire la chiusura forzata della propria attività senza un minimo di preavviso, peraltro in una serata da tutto esaurito”.

“Agli stessi che hanno concepito questa Ordinanza domandiamo: chi ripagherà titolari e gestori dei mancati incassi, delle prenotazioni saltate e delle ordinazioni? Non parliamo solo di un danno economico da migliaia di euro, già di per sé gravissimo, ma di un vero danno di immagine che costringerà gli imprenditori a disdire le tantissime prenotazioni”.

“Bar e ristoranti non si possono chiudere con due ore di preavviso, è inconcepibile - concludono da Confcommercio -. Sembra di essere tornati ai tempi del lockdown, quando un locale fino al giorno prima non sapeva se poteva stare aperto o no. Ma in questo caso è ancora peggio, siamo al limite dell'improvvisazione, non è ammissibile una gestione così schizofrenica e approssimativa. Se è vero che la chiusura è motivata da motivi di pubblica sicurezza per lo spettacolo pirotecnico, non scopriamo certo oggi che per la Luminara si festeggia con i fuochi di artificio, o forse i due anni di stop della festa hanno fatto perdere la memoria a qualcuno? Se proprio chiusura doveva essere non era possibile darne comunicazione con larghissimo anticipo?” 

"Conti si vergogni e chieda scusa alla città" ha quindi commentato Olivia Picchi, consigliera comunale del Partito democratico, che chiede il ritiro dell'ordinanza.

"E' incredibile - queste le parole di Picchi - che si possa pensare di disporre la chiusura di alcuni locali a poche ore dalla più importante manifestazione cittadina. Non è solo la perdita di un'occasione importante dal punto di vista commerciale, ma sono giorni che gli stessi locali pubblicizzano eventi, raccolgono prenotazioni, hanno ovviamente effettuato ordini per la fornitura di cibo e bevande, assunto e ricercato personale per la sera. Conti ancora una volta dimostra tutta l'inadeguatezza di governo e l'improvvisazione a cui si affida mancando una programmazione culturale e anche un assessore unico di riferimento. La rottura con il tessuto commerciale si manifesta tutta in questa decisione. Qualunque sia il motivo che sta alla base dell'ordinanza (sicuramente legittimo) ci chiediamo come sia possibile non averlo saputo e gestito prima, magari cercando un confronto con i titolari dei locali interessati. Eppure si parla della Luminaria di San Ranieri, che cade ogni anno lo stesso giorno, che è l'evento che più identifica Pisa, che dovrebbe essere programmato da un anno all'altro.Questa Giunta sta letteralmente uccidendo la vitalità e l'offerta turistico culturale a Pisa". 

"Si è sbandierato, come fosse un vanto, che sarà una luminaria sobria - ha concluso la consigliera Pd -, dove musica e ballo sono vietati. Ci chiediamo come si pensa di rilanciare la città dopo due anni difficili se si tenta di tramutare l'evento di maggior interesse in una processione silente, anziché in un'occasione di attrattività. In questo quadro drammatico la chiusura di alcuni locali è la triste ciliegina sulla torta di chi non solo non ha visione ed idee per la città, ma addirittura la mortifica continuamente. Questa Giunta non ha minimamente idea degli sforzi e dei sacrifici che deve fare un imprenditore ogni mattina. In una Luminaria che si annuncia la più triste della storia non si è neppure pensato a garantire il lavoro e il futuro di un tessuto economico che è l'ossatura dell'offerta turistica in questa città. Conti ritiri l'ordinanza e trovi una soluzione, forse siamo ancora in tempo".


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