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Attualità giovedì 30 maggio 2019 ore 14:58

I detenuti a scuola di teatro

Con due spettacoli de "I Sacchi di Sabbia", rivolti alla popolazione carceraria, si chiude l’anno 2018-201919 della Scuola di Teatro Don Bosco



PISA —  Si è concluso il percorso annuale della Scuola di Teatro Don Bosco. Dopo la rappresentazione de La Tempesta di Shakespeare – spettacolo che ha visto insieme sulla scena gli allievi detenuti e gli studenti della Scuola Normale Superiore – il palcoscenico della casa circondariale ha ospitato anche due spettacoli della compagnia “I Sacchi di Sabbia” che, grazie al contributo di Fondazione Pisa e Regione Toscana, da anni cura questo progetto.

La due giorni, è stata inaugurata il 22 maggio con “Andromaca” da Euripide, rivisitazione della tragedia greca in chiave ironica. A seguire, il 28 maggio al Don Bosco si è inscenata “I Dialoghi Degli Dei”, dall’opera di Luciano di Samosata, gustosa carrellata di vizi e virtù degli abitanti dell’Olimpo in chiave contemporanea.

"Chiudere con due classici, rappresentati da professionisti - si legge in una nota- chiosa perfettamente il percorso annuale della Scuola, che ha visto una quarantina di allievi detenuti elaborare, coadiuvati dai normalisti, due testi antichi di grande importanza, “Gli Uccelli” di Aristofane e “La Tempesta” di Shakespeare".

"La scuola- commenta Francesca Censi, coordinatrice del progetto, attrice e animatrice storica, con Paolo Pierazzini della Compagnia del Lux -  è prima di tutto un luogo di confronto umano e culturale dove le allieve e gli allievi possono fare esperienza di socialità e comunicazione attraverso il linguaggio del teatro, della letteratura e della poesia”.

"Il progetto - sottolinea Gabriele Carli de I Sacchi di Sabbia -  ha dato buoni risultati sia dal punto di vista della partecipazione, con quaranta allievi l’anno, tra detenuti e detenute, sia dal punto di vista rieducativo. E’ stato infatti rilevato, dall'Area Pedagogica dell'Istituto, che attraverso la pratica teatrale e il confronto con il gruppo, i detenuti -in particolare quelli con problemi di tossicodipendenza- sono riusciti a far emergere capacità e competenze mai utilizzate prima”.

Ogni ciclo di lavoro, ha previsto una performance finale dei detenuti aperta a un pubblico composto dal resto della popolazione carceraria dell'Istituto. Censi e Carli sono stati coadiuvati da Carla Buscemi, giovane allieva della Compagnia.


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