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mercoledì 20 novembre 2019

Lavoro venerdì 18 ottobre 2019 ore 13:10

Infermiere a lavoro 15 ore, "Non è libera scelta"

Fa ancora discutere la vicenda dell'infermiere rimasto a lavoro per molte ore consecutive. La replica della Cgil all'azienda ospedaliera



PISA — "La AOUP con la replica al nostro articolo cerca legittimamente di difendere il proprio operato, ma lo fa, a nostro avviso, arrampicandosi sugli specchi, peccato che a volte sono parecchio scivolosi!!", dice il segretario della Funzione Pubblica Cgil Leonardo Fagiolini, in riferimento a quanto avvenuto a Cisanello alcuni giorni fa, con un infermiere rimasto in servizio per garantire la continuità lavorativa nel reparto ( vedi articolo correlato ):

"La vicenda dell’infermiere trattenuto in servizio ha solo una verità, nonostante qualcuno stia cercando di stravolgerla.

L’assenza è stata comunicata tra le 3 / 4 ore prima dell’inizio del turno notturno, che avviene alle ore 21, L’Azienda non è stata però in grado di trovare nessuno, di conseguenza, come sempre accade purtroppo in questi casi, rimane solo da decidere chi del turno precedente non può uscire dal lavoro.

L’infermiere che si è trattenuto si è offerto volontariamente rispetto al proprio collega, ma questa non può certo definirsi una libera scelta, tant’è che la decisione si è concretizzata alle ore 21 .30 preso atto che non c’era altra soluzione.

Affermare che sia stata una candidatura volontaria, quando i fatti si sono svolti come sopra descritto e solo al fine di non ammettere le incapacità organizzative, mette in luce quanto l’Azienda ignori le norme sull’orario di lavoro.

Se l’Azienda, davvero avesse accettato di far lavorare 15 ore consecutivamente un lavoratore, quando c’era la disponibilità di un’altra persona più riposata sarebbe grave.

In una Unità Operativa cosi specialistica, dove l’attenzione deve essere ai massimi livelli, se davvero questo fosse accaduto dovrebbe intervenire il Rischio Clinico ad analizzare il perché di questa decisione cosi incomprensibile.

Sul piano normativo non è possibile fare 15 ore consecutive, e nessuno, nemmeno un lavoratore volontariamente può decidere di infrangere la norma, trattasi di diritti indisponibili al lavoratore stesso e al datore di lavoro salvo non incorrere nel mancato rispetto di qualcosa ancora più grave.

Se non vi era altra soluzione come ci risulta, prima che lasciare i pazienti senza assistenza, ovviamente è preferibile un lavoratore stanco che nessuno, ma certo non per scelta!

Ricordo in fine che la procedura denominata PA 21, che viene richiamata dall’Azienda nella replica prevede comunque il rispetto della normativa europea sull’orario di lavoro.

La stessa procedura prevede chiaramente di lavorare max 12 ore e 50 minuti consecutivamente, e non 15 e per concludere, ricordiamo che va rispettato anche il CCNL che prevede max 12 ore.

In conclusione, l’Azienda ci vuole far credere che ha fatto un favore ad un lavoratore che voleva fare un po' di straordinario e per far questo non ha rispettato ne la normativa europea, ne il CCNL ne la procedura stessa?

Crediamo che la risposta i lavoratori siano in grado di darsela da soli, speriamo solo che l’Azienda da queste vicende prenda maggiore coscienza sulla carenza di personale e faccia le assunzioni del caso, la ripetizione di situazioni in cui un dipendente non possa cessare il proprio turno di lavoro dopo il superamento dell’orario massimo di lavoro non lo riteniamo accettabile." 



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