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martedì 19 novembre 2019

Lavoro lunedì 14 ottobre 2019 ore 19:10

Infermiere trattenuto in ospedale, l'Aoup precisa

L'Azienda, costretta a intervenire dopo un caso sollevato dalla Cgil, spiega che esistono procedure e remunerazioni specifiche, nonché la volontarietà



PISA — Per la Cgil l'Azienda ospedaliero universitaria pisana avrebbe costretto un infermiere a garantire la propria presenza in ospedale una volta terminato il consueto turno di lavoro, mettendo anche a rischio la qualità delle cure prestate.

Di fronte alla denuncia del sindacato l'Aoup interviene per chiarire la situazione, entrando anche nel merito del caso specifico.

"In primo luogo - si legge nel comunicato dell'azienda ospedaliera - è bene sottolineare che l’attività del reparto si è svolta regolarmente e i che pazienti ricoverati non hanno corso alcun pericolo, né è stata loro prestata una minore attenzione. Ciò detto, siamo costretti a entrare nel dettaglio. Non si è trattato, come erroneamente riportato, di scegliere un qualsiasi professionista tra le migliaia di dipendenti dell’Aoup. Era ovviamente necessario scegliere un infermiere (in Aoup ne sono impiegati poco meno di 2mila), ma che non fosse un infermiere qualsiasi: la scelta era da farsi all’interno del gruppo di coloro che hanno (o hanno avuto in passato) esperienze di lavoro all’interno di una terapia intensiva".

"Questa regola - prosegue la nota Aoup - è adottata e condivisa nel dipartimento di Anestesia e rianimazione da almeno quattro anni. Non vale tra gli infermieri il principio “uno vale l’altro”: ci sono professionisti che hanno sviluppato capacità ed esperienze nelle terapie intensive, altri nelle pediatrie, altri ancora nelle sale operatorie, e così via. Considerate le sole tre ore di preavviso è stato quindi deciso di fare ricorso a una procedura aziendale (la numero 21) dedicata proprio ai casi in cui fosse necessario avere, in tempi rapidi, l’apporto di un infermiere che avesse un bagaglio professionale adatto". 

"Quando si fa ricorso a questa procedura - concludono dall'Azienda ospedaliero universitaria - il rimborso al professionista non viene fatto attraverso il fondo-straordinari ma si attinge a un fondo aziendale e le ore di lavoro svolte vengono retribuite in misura maggiore. L’ultima inesattezza riguarda il supposto “sequestro di persona”: il professionista si è candidato volontariamente. Che un medico, un infermiere o qualsiasi altro professionista dell’Aoup offra la propria disponibilità (tra l’altro in piena adesione alla procedura) crediamo faccia parte delle scelte che ognuno sia libero di fare: l’autodeterminazione è un valore".



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