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Attualità venerdì 04 dicembre 2020 ore 08:52

La Sds attenta ai disabili e alle loro famiglie

In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità la presidente Sds ha fatto il punto della situazione. Iniziativa in Comune



PISA — All’inizio del 2021 partirà pure “Anche Noi”, il programma Por-Fse della Società della Salute della Zona Pisana di accompagnamento al lavoro. Un’altra tessera di quel vasto mosaico d’interventi messo in campo dalla Società della Salute Zona pisana per favorire il più possibile la qualità della vita e l’integrazione sociale delle persone diversamente abili. Un mosaico che spazia dalle strutture residenziali (oltre 100 posti fra le quattro comunità di alloggio protette e le tre residenze sanitarie per disabili sparse fra Pisa, Cascina, Fauglia e San Giuliano Terme) gli otto centri diurni e laboratori (3 a San Giuliano Terme, due a Pisa e Cascina e uno a Vicopisano) che quotidianamente accolgono 169 persone.

“Un numero che è rimasto sostanzialmente stabile anche in questi mesi di emergenza sanitaria anche se siamo stati costretti a ridurre un po’ la frequenza, prevedendo più turni, in modo da mantenere comunque il distanziamento all’interno delle strutture” ha spiegato la Presidente della SdS Pisana Gianna Gambaccini. Che ha scelto la Giornata internazionale delle persone con disabilità che si celebra ieri, 4 Dicembre, per fare il punto sui tanti servizi e progetti in campo. 

“Le famiglie che, a causa della pandemia, hanno preferito tenere i figli a casa, in tutto sono state al massimo una quindicina – spiega con riferimento ai centri diurni - e sono stati inseriti fra i nuclei che possono contare sugli interventi di assistenza domiciliare, che in questi mesi sono raddoppiati passando da 34 a oltre 70, potendo contare sul supporto di operatori professionali preparati nelle attività quotidiane quali curare l’igiene o dare da mangiare ai familiari con disabilità”.

Poi c’è il capitolo del “Dopo di Noi”. Sono già 6 gli appartamenti presenti nel territorio della Zona Pisana destinati alla vita autonoma delle persone con disabilità: 2 a Pisa e gli altri ad Asciano, Mezzana e Pontasserchio nel comune di San Giuliano Terme, a Marciana, a Cascina e a Lorenzana. In ciascuno di essi possono vivere al massimo cinque persone. L’autonomia, però, è un traguardo da raggiungere attraverso un percorso: per questo, sempre nell’ambito del progetto “Dopo di Noi”, ci sono anche altri cinque appartamenti (3 a Pisa e gli altri due a Cascina e San Giuliano) che fungono da “palestra” in cui allenarsi ad una vita autonoma.

Quindi c’è il capitolo dei contribuiti per sostenere le famiglie che assistono a casa i congiunti in condizione di disabilità: 80 nuclei stanno beneficiando del sostegno per le cosiddetta “disabilità gravissime”, fra i 700 e i mille euro al mese da spendere nell’assunzione di personale dedicato. Destinazione simile anche per le risorse messe a disposizione dal progetto “Vita indipendente”, finanziato dalla Regione: “Da dicembre ricevono il contributo altre 35 famiglie arrivando ad un totale di 60”, sottolinea Gambaccini. E’ un sostegno economico che può arrivare fino a un massimo di 1.800 euro al mese per coprire le spese di assistenza personale. Quindi il progetto “Autonomia e Indipendenza”, un sostegno compreso fra i 400 e i mille euro a nucleo familiare e destinato soprattutto a disabili in età giovanile: finora è stato assegnato a 13 persone.

Un capitolo, a parte riguarda l’assistenza scolastica: sono oltre 400 gli studenti delle scuole della Zona Pisana che possono contare sull’assistenza specialistica (per disabili) o specializzata (per non vedenti) della Società della Salute. Ma l’attenzione all’educazione si estende anche all’extrascuola, con 90 bambini con disabilità inseriti in “Superabile”, un progetto che grazie alla presenza di operatori preparati, consente loro di svolgere attività sportiva o aggregativa, e con l’educativa domiciliare, il sostegno riconosciuto a 34 famiglie che possono contare sull’aiuto a casa di un educatore professionale impegnato in percorsi concordati con i servizi sociali. Senza dimenticare i percorsi per l’autonomia, rivolti agli adolescenti fra (giovani fra i 12 e i 22 anni) e i contributi economici per le attività socio-riabilitative, assegnati per coprire le spese di attività concordate con i servizi.

Infine gli inserimenti socio-terapeutici in aziende del territorio finalizzati a stimolare l’autonomia e a prendere confidenza con il mondo del lavoro, per quanto non si tratti di veri e propri inserimenti lavorativi: fino a marzo ne erano stati attivati una cinquantina, ma l’emergenza Covid-19 ha obbligato a sospenderli tutti. In estate e all’inizio dell’autunno ne erano stati riattivati dieci.

“Si può fare sempre di più e meglio per promuovere il più possibile il diritto ad una vita autonoma e piena delle persone con disabilità, ma già adesso lo sforzo messo in campo dalla SdS Pisana non è poca cosa – ha concluso Gambaccini – e poco sarebbe stato possibile senza la fondamentale collaborazione delle realtà del terzo settore e del volontariato pisano a cui va il mio più sentito ringraziamento per l’impegno che stanno mettendo in campo anche in un periodo d’emergenza come questo”.

Tantissimi, infatti, i soggetti impegnati nei percorsi sostenute dalla SdS Pisana: dalle Fondazioni Stella Maris e Le Vele a Croce Rossa Unitalsi, Misericordia di Cascina e Anmic passando per le cooperative sociali Agape, Arnera, Cassiopea e Paim e le associazioni Aipd, Anffas, Autismo Pisa, Comitato Etico Caregivers, Dinsi Une Man, Eppur si Muove, L’Alba, Spes, Uildm e Unione Italiana Ciechi.

Sempre ieri, il Comune di Pisa ha organizzato un momento di confronto con esperti e presentazione di libri sul tema degli effetti della pandemia su bambini, adolescenti e adulti con disabilità, tra scuola e attività di inclusione sociale. La giornata, intitolata “Il cuore non indossa la mascherina”.

“Tra i progetti che siamo riusciti a realizzare nel 2020 – ha riferito l'assessora Sandra Munno - ci fa piacere ricordare l’ascensore alle scuole medie inferiori Fucini e la creazione dell’Albo per le associazioni che operano nell’ambito speciale della disabilità, con cui organizzeremo progetti del 2021, visto che quest’anno non è stato possibile.Tutto il resto dei progetti realizzati nel 2020, sono stati fatti delegando la Società della Salute. Si tratta di un investimento di 317.484 euro di quota capitaria e di 648 mila euro come deleghe specifiche, per un totale di 965.484 euro. La quota capitaria finanza attività di servizio sociale per disabili, aiuto alla persona o contributi per le persone che hanno gravissime disabilità.Con la parte delle deleghe specifiche abbiamo invece realizzato la altri progetti come “Scuolomnibus”, che garantisce un trasporto scolastico inclusivo con bambini disabili all’interno dei normali scuolabus, con importo 30 mila euro l’anno, servizi di trasporto sociale, progetti con l’Unione italiana ciechi e assegnazione di permessi Ztl per persone disabili”.

“Infine – ha aggiunto l’assessora - la parte delle deleghe specifiche assicura l’assistenza scolastica specialistica, tramite una delega per cui come Comune trasferiamo 609 mila euro alla Società della Salute che organizza tutte le attività di sostegno nelle scuole, prima tra tutte l’assistenza specialistica agli studenti portatori di handicap, individuati dalla legge 109 del 1992, per i quali viene elaborato un progetto educativo individualizzato finalizzato a sostenere lo studente, dargli autonomia, soddisfare i bisogni specifici, assicurare la comunicazione, il tutto coordinato all’interno del contesto scolastico per garantire la presenza in classe dello studente disabile. Anche molti di questi servizi sono stati interrotti nel 2020 non potendo essere svolte le lezioni in presenza a causa dell’emergenza sanitaria, e, laddove è stato possibile, questi progetti sono stati rimodulati a distanza. Come numeri relativi all’anno scolastico 2019, alle scuole d’infanzia abbiamo avuto da gennaio a giugno 27 bambini con bisogni speciali e da settembre a dicembre 35. Nella scuola primaria sono stati 76 da gennaio a giugno e 82 da settembre a dicembre. Nelle scuole medie inferiori sono stati 26 da gennaio a giugno e 38 da settembre a dicembre, registrando quindi in tutti i casi un lieve aumento delle richieste. A queste vanno aggiunte le disabilità sensoriali che hanno numeri più ridotti, 3 alla scuola d’infanzia 4 alle primarie e 2 alle scuole medie inferiori”.

Il programma della giornata di ieri, sul tema Inclusione, chimera o realtà?, si è articolato in tre sezioni: la prima, Diciamo con un libro, in cui è stato presentato il volume “Il cuore non indossa la mascherina” alla presenza dell’autrice Francesca Petrucci, dell’editrice Patrizia Pacini e dell’illustratrice Silvia Lacorte; Annalisa Cecchetti, vice presidente dell’Associazione ANMIC ha invece presentato il volume “L’esperienza del Centro l’amico è” sull’intervento assistenziale per gli utenti dei centri diurni al tempo del coronavirus. È seguita poi la sezione “L’opinione degli esperti” in cui sono intervenuti Antonio Guidi, specialista in neurologia e neuropsichiatria infantile e Mariana Berardinetti, educatrice professionale socio pedagogica; per finire la sezione “Le associazioni e le famiglie” con Stefania Bargagna, Neuropsichiatra infantile Stella Maris e presidente Associazione “Eppur si Muove”insieme e Barbara Leporini, presidente Unione italiana ciechi, e le conclusioni della giornata.

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