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Cronaca venerdì 20 maggio 2016 ore 13:53

Maltrattamenti a scuola, licenziate due maestre

L'amministrazione comunale ha licenziato due delle tre maestre coinvolte nella vicenda dell'asilo nido del Cep; un'altra è stata sospesa



PISA — È giunto ad una prima conclusione l’iter dei provvedimenti disciplinari aperti dal Comune di Pisa nei confronti delle tre ex maestre dell’Asilo Nido Cep al centro dell’inchiesta aperta dalla magistratura pisana. Procedimento svolto, secondo quanto prevede la legge, dal Dirigente responsabile per il personale del Comune.

Due delle maestre coinvolte, Sonia Ori e Marcella Ricci, sono state licenziate senza preavviso ovvero la forma più grave del provvedimento disciplinare che entra in vigore al momento della notifica dell’atto. "Il provvedimento - ha spiegato il Comune - è motivato dal fatto che dalla istruttoria penale in corso emergono già elementi sufficienti a giungere a tale conclusione. Di fatto tale licenziamento provoca la immediata cessazione del rapporto di lavoro con il Comune di Pisa. In un caso la dipendente era ancora in servizio mentre per l’altra, dimessasi per pensionamento, il licenziamento ha effetti giuridici”.

"Per la terza insegnante, Donatella Castiglioni - spiegano ancora da Palazzo Gambacorti - è stata invece decisa la sospensione temporanea del procedimento fino alla definizione del procedimento penale. Facoltà riconosciuta dalla legge qualora gli accertamenti istruttori siano particolarmente complessi, come in questo caso, in quanto gli elementi a disposizione non risultavano sufficienti a definire l’effettivo contributo causale. Questo non vuol dire che sia stato emesso un giudizio di “non colpevolezza” o che il procedimento sia stato archiviato ma solo che, non avendo il Comune facoltà istruttorie necessarie, si è deciso di attendere le risultanze del procedimento penale. Al termine di questo il procedimento disciplinare verrà riaperto tenendo conto delle risultanze penali. La dipendente non è e non sarà impiegata in mansioni di educatrice e verrà modificato il suo profilo professionale".

"Da notare - aggiunge ancora il Comune - anche che i tempi dei procedimenti disciplinari sono ben diversi da quelli delle istruttorie giudiziarie: il Comune deve infatti procedere alla definizione entro tempi molto brevi, pena la decadenza del procedimento,mentre le indagini istruttorie della magistratura possono richiedere tempi molto più lunghi. Di qui la necessità, in mancanza degli elementi definitivi, di sospendere il procedimento. Si conferma, inoltre, che il Comune si proporrà quale parte “Parte Civile” nel processo".

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