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Cronaca venerdì 20 agosto 2021 ore 13:45

Orange Beach, sequestro disposto dalla Procura

"L'esecuzione con la Polizia Municipale" hanno spiegato dal Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Confesercenti: "C'erano altre soluzioni"



PISA — Fa discutere il sequestro delle strutture dell'Orange Beach a Tirrenia, stabilimento balneare dato in concessione dal Comune di Pisa a patto che i gestori mettessero in regola alcune situazioni già contestate dal Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Che prova a spiegare quanto successo, riferendo che tutto sarebbe partito da un esposto di terzi

"Realizzazione di manufatti senza il necessario nulla osta del Parco - hanno fatto sapere dall'Ente -: questo il motivo per cui nei giorni scorsi la Polizia Municipale e le Guardie del Parco sono intervenute su disposizione della Procura della Repubblica per sequestrare le strutture realizzate senza autorizzazione nello stabilimento Orange Beach. Il provvedimento segue esposti di terzi iniziati a partire dal mese di Maggio, e sopralluoghi effettuati nelle settimane successive". 

"I concessionari dello stabilimento avevano già avviato i lavori prima della presentazione della domanda per il nulla osta - hanno specificato dal Parco -, nonostante gli uffici dell'Ente avessero informato della necessità del nulla osta, dato le prime indicazioni su come dovevano essere realizzate le strutture e si erano resi disponibili ad elaborare le pratiche in tempi brevi. Si è configurata quindi un'attività economica in assenza di permessi e di agibilità, esponendo i lavoratori assunti e gli investimenti economici intrapresi alle conseguenze di queste mancanze. La Procura ha assunto la direzione delle indagini secondo quanto previsto dalla normativa e ha richiesto al gip l'emissione di un decreto di sequestro preventivo, e a Polizia Municipale e Guardie del Parco l'immediata esecuzione". 

"In accordo con il Magistrato, ai fini della prosecuzione dell’attività di balneazione, è stata lasciata ai concessionari la possibilità di utilizzo di un vano per l’attività di salvamento e la possibilità di utilizzo del vialetto tra i due manufatti sequestrati per permettere l'accesso alla spiaggia alle persone diversamente abili".

"Conosco la passione associativa della Pubblica Assistenza - ha commentato il presidente dell'Ente Parco, Lorenzo Bani, che si è insediato quando la vicenda era già in stato avanzato - questo non toglie che le regole vanno rispettate, così come hanno fatto, sempre questa estate, gli altri concessionari di stabilimenti balneari sul territorio Parco che hanno seguito l'iter previsto. I nostri uffici sono sempre stati disponibili a portare avanti le pratiche in tempi brevi soprattutto nei casi in cui le concessioni comunali sono state rilasciate alle porte della stagione balneare".

Per Confcommercio, tuttavia, potevano essere trovate altre soluzioni. Non contestiamo il merito, sosteniamo da sempre legalità e rispetto delle regole – ha premesso il direttore Federico Pieragnoli - ma sicuramente esprimiamo fortissimo disappunto nei tempi e nel metodo adottato. Chiudere una attività economica nel mezzo della stagione estiva è semplicemente esagerato. Anche perché i danni che si provocano sono ingentissimi e irreparabili. Parliamo di un tratto di spiaggia del nostro litorale pisano sicuramente riqualificato, grazie ad un investimento importante di una realtà del nostro territorio che sta ben operando, che offre opportunità di lavoro ad una decina di persone, e che nel momento clou dell'estate si vede di colpo bloccate tutte le attività con il corollario dei disagi provocati a clienti e turisti". 

"Si poteva fare diversamente – ha aggiunto Pieragnoli -: ed esistono almeno due strade alternative che potevano essere percorse per garantire il rispetto della legalità riducendo al massimo i disagi: o subordinando la concessione alla rimozione dei manufatti ritenuti abusivi o in alternativa attendere la fine del mese poi assumere tutti i provvedimenti del caso”.

Anche il presidente del Sindacato Balneari Sib di Confcommercio Fabrizio Fontani, è della stessa opinione. “So che i gestori hanno ottenuto la licenza in ritardo, a ridosso dell'avvio della stagione, e si sono dovuti attrezzare per corrispondere alla richieste del bando in tempi rapidissimi. Se il rispetto delle regole è sacrosanto, allo stesso tempo invochiamo dalla pubblica amministrazione, i cui tempi di risposta non coincidono quasi mai con le esigenze e le necessità delle imprese, l'esercizio del buonsenso e del rispetto del lavoro altrui. Mettere i sigilli ad Agosto ad una spiaggia peraltro molto ben attrezzata e ordinata nel rispetto delle norme, a causa di manufatti comunque in legno e removibili, senza considerare alternative possibili, come ad esempio sanzioni amministrative al posto della chiusura, e senza tener di conto degli effetti negativi che ne seguono inevitabilmente, produce solo criticità per il territorio e un ulteriore dimostrazione che imprese e pubblica amministrazione sono ancora lontane dal trovare un terreno comune di dialogo”.

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