Politica Lunedì 19 Gennaio 2026 ore 08:30
Piano anticorruzione, i dubbi di Auletta

Il gruppo consiliare Diritti in Comune ha presentato 12 contributi critici sull’aggiornamento del Piano triennale del Comune di Pisa
PISA — Dodici osservazioni e una lunga lista di rilievi. Diritti in Comune torna a criticare l’impostazione del Piano triennale anticorruzione del Comune di Pisa, sottolineando come "molti dei limiti già denunciati negli anni passati siano ancora presenti e ignorati dall’amministrazione". Ciccio Auletta, consigliere comunale, ha parlato di "una partecipazione dei cittadini ridotta a pura formalità" e ha puntato il dito contro "l’assenza di un’adeguata informazione da parte del Comune nella fase di aggiornamento del Piano".
Secondo Auletta, "l’analisi del contesto esterno contenuta nel documento è superata, con dati fermi al biennio 2020-2021" e non tiene conto "delle profonde trasformazioni in corso nella galassia delle partecipate, da Patrimonio Pisa srl a Pisamo, che gestiscono ormai una parte rilevante delle attività pubbliche cittadine".
"Il Piano – ha spiegato – continua a ignorare la necessità di forme di controllo efficaci sul rispetto delle norme di trasparenza nelle società partecipate. Mancano strumenti per verificare appalti, assunzioni, nuovi contratti di servizio. Abbiamo proposto misure specifiche per l’area di rischio ‘Aziende’ che impongano pubblicazione e tracciabilità delle attività, anche per evitare interferenze del Comune nell’autonomia gestionale".
Tra i temi affrontati nei contributi depositati, anche l’utilizzo delle risorse PNRR. "In quel caso – ha aggiunto – si è fatto ricorso in modo sistematico a progettazioni affidate a professionisti esterni, ma non si trovano tracce di audit, relazioni o misure correttive sui potenziali rischi di corruzione".
Altro nodo sollevato è quello delle commissioni di concorso. "Abbiamo segnalato la presenza ripetuta degli stessi nominativi. Chiediamo – ha detto Auletta – che venga vietata l’assegnazione di più incarichi nello stesso arco temporale o che si creino albi professionali da cui attingere".
Infine, la questione dell’organizzazione del personale. "Serve più formazione su etica e integrità. Occorre inserire una programmazione precisa che tenga conto delle aree a maggior rischio e costruire un piano di prevenzione credibile, non solo formale", ha concluso Auletta.
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