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Pisa Sporting Club Sabato 04 Aprile 2026 ore 07:30

Piovanelli, "Calcio italiano? Baggio aveva ragione"

L'ex nerazzurro a tutto campo su nazionale, presente, passato e futuro del Pisa. "Anno negativo, ma la società fa dormire tutti sonni tranquilli"



PISA — Lamberto Piovanelli è uno dei nomi che a Pisa non hanno bisogno di grandi presentazioni. Attaccante di talento, protagonista di una delle stagioni più belle della storia nerazzurra, resta uno dei simboli del Pisa tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. Il suo nome è legato ai gol, alla qualità tecnica e a un calcio che in città è rimasto nella memoria collettiva. Tra i ricordi più vivi c’è anche quel Pisa-Torino del Dicembre 1990, vinto 2-0 all’Arena insieme a Padovano, pochi giorni prima della sua chiamata in Nazionale. Oggi, alla vigilia della sfida di Pasqua contro i granata, Piovanelli torna su quella partita e allarga il discorso al momento del calcio italiano e al futuro del Pisa. Siamo tornati a intervistarlo per Qui News Pisa.

Piovanelli, Pisa-Torino riporta subito alla mente quella vittoria del 1990. Che ricordo conserva di quella partita?
"È un ricordo bellissimo. Se ci penso, quella era la partita prima della convocazione in Nazionale, quindi per me resta legata a un momento davvero speciale. Vincemmo 2-0, giocando bene, e contro il Torino, che allora era una squadra importante. Sono ricordi stupendi, di quelli che restano dentro."

Che tipo di sfida era allora contro il Torino?
"Era sempre una partita sentita. Il Torino era il Torino, una squadra di valore, con una sua storia e un suo peso. C’era rivalità, c’era tensione agonistica, e per il Pisa erano partite che contavano tanto. Storicamente è sempre stata una sfida importante."

Guardando all’oggi, che idea si è fatto del momento del calcio italiano?
"Io penso che il calcio italiano sia veramente a picco. Si va avanti inseguendo sogni che poi puntualmente non si avverano. La cosa più grave è che ci sono ragazzi di diciotto anni che non hanno mai visto l’Italia ai Mondiali. Questa è una vergogna, non ci sono tante altre parole."

Si è tornati a parlare anche delle idee e del dossier di Roberto Baggio. Da lì si dovrebbe ripartire?
"Io penso che andrebbe affidato più spazio a gente che sta davvero nel pallone, a chi il calcio lo conosce da dentro. Chi ha vissuto il calcio può capire meglio cosa va fatto per migliorare le cose. Invece troppo spesso ci si mette nelle mani di manager che guardano prima di tutto ai bilanci, alle pubblicità, ai follower. Ma qui bisogna pensare al calcio, al calcio vero. Bisogna far tornare fuori giocatori veri. Su questo, secondo me, Baggio aveva ragione."

Perché in Italia non nascono più certi campioni?
"È una domanda che ci dobbiamo fare tutti. Perché non nasce più un Totti, un Del Piero, un Baggio? Perché non nasce più quel tipo di giocatore? Non gli si dà il tempo di crescere. Oggi il giocatore di qualità, quello estroso, quello che inventa, sembra quasi non andare più bene. Si cerca sempre altro: quello che corre, quello alto, quello forte di testa, spesso anche lo straniero a tutti i costi. Così però perdi pezzi della nostra identità calcistica."

Anche sui giovani si tende forse a caricare troppo presto aspettative enormi?
"Sì, assolutamente. Oggi ci si aggrappa a ragazzi che sono ancora in crescita, che sono buoni giocatori ma che hanno bisogno di tempo. Non si può pensare di caricare tutto sulle spalle di uno di vent’anni e farlo diventare per forza il salvatore della patria. Serve pazienza, serve equilibrio, serve accompagnarli."

Guardando invece alla Nazionale, che cosa non l’ha convinta nelle ultime uscite?
"A me certe scelte non sono piaciute. Ci sono state decisioni pesanti in corso di partita che secondo me hanno inciso. Quando togli giocatori che stavano facendo bene e che in quel momento stavano dando equilibrio e presenza, rischi di cambiare l’inerzia della gara. E poi mi chiedo: possibile che in panchina ci siano tante figure di esperienza e nessuno intervenga su certe situazioni? È questo che non capisco."

Torniamo al Pisa. Il club ha appena inaugurato il centro sportivo. Che valore dà a questo passaggio?
"Io sono contento che il percorso sia partito davvero e che si sia arrivati a questo punto. È una bella cosa, perché dà un futuro importante dal punto di vista organizzativo e societario. Il centro sportivo è qualcosa che resta, qualcosa che costruisce. In una stagione in cui sul campo si sono avute poche soddisfazioni, almeno questa è una notizia che fa guardare avanti con un po’ più di serenità."

Può essere un segnale che va oltre il Pisa?
"Sì, perché i centri sportivi servono ai giovani, servono per lavorare meglio, per crescere in modo più serio. Sono strutture che fanno bene non solo a una società, ma al calcio in generale. Poi è chiaro che da sole non bastano, però sono un pezzo importante."

Sul campionato del Pisa, invece, che giudizio dà?
"Le soddisfazioni sportive sono state poche, questo è evidente. Se vai a vedere le prestazioni, a parte qualche episodio, c’è stato molto poco da salvare. Sono stati fatti errori, questo mi sembra chiaro. Può succedere, però certi errori sono stati evidenti."

Resta però il fatto che questa società il Pisa in Serie A ce l’ha portato.
"E infatti la società va sempre ringraziata. Su questo non ci piove. Tanto di cappello a una società che ti ha fatto vivere estati tranquille, senza l’incubo di non sapere che campionato avresti fatto o se saresti ripartito. Noi a Pisa sappiamo bene cosa significa vivere nell’incertezza. Per questo il lavoro fatto in questi anni va riconosciuto."

Alla fine, il centro sportivo è la notizia che la rassicura di più?
"Sì, su questo devo essere sincero. Ero un po’ rattristito pensando al futuro, perché avevo paura che la delusione di questa stagione potesse far lasciare andare un po’ tutto. Invece il discorso del centro sportivo mi rasserena. Mi dice che la società sta comunque organizzando il futuro, e spero che possa essere ancora migliore di quello che ci ha regalato fino a oggi. Diciamo che mi fa stare un po’ più tranquillo."

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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