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Attualità Sabato 18 Luglio 2026 ore 11:19

Poc, 110 osservazioni da Diritti in Comune

Il gruppo consiliare lancia la sua controproposta dopo un percorso partecipato che ha coinvolto cittadini, sindacati e associazioni



PISA — Il gruppo consiliare Diritti in Comune (Una città in comune - Rifondazione Comunista Pisa) ha depositato 110 osservazioni al nuovo Piano operativo comunale di Pisa. Osservazioni che, spiega il gruppo consiliare, sono il frutto di una grande mobilitazione popolare che ha coinvolto i comitati di quartiere, i sindacati di base, le associazioni ambientaliste, i gruppi di genitori, i collettivi studenteschi e i singoli cittadini e cittadine.

"Le nostre osservazioni - si legge in una nota di Diritti in Comune - non sono state scritte in una stanza chiusa, ma rappresentano il frutto di un percorso partecipato svoltosi tra il 23 aprile e il 13 luglio. Attraverso assemblee pubbliche, incontri sul territorio (Poc-Cafè) e laboratori di scrittura collettiva nei circoli della città (dall'Alhambra al Caracol, fino a La Vettola), abbiamo tradotto le istanze dei quartieri in una concreta alternativa urbanistica". 

Secondo il gruppo consiliare, alla luce delle osservazioni e dei pareri degli uffici tecnici della Regione Toscana e dell'Asl, il Piano operativo comunale "Non può essere semplicemente corretto con qualche controdeduzione. Occorre invece azzerarlo e riadottarlo da capo". 

"La città - aggiunge Diritti in Comune -  merita un nuovo percorso, costruito con trasparenza, partecipazione e ascolto reale di cittadini, associazioni, ordini professionali, università e comitati. La nostra controproposta, delineata nelle 110 osservazioni, disegna un'altra idea di città: una Pisa pubblica, ecologica e accessibile".

A partire dal zero consumo di suolo: "Denunciamo - prosegue Diritti in Comune- la fame di cemento di un piano che inserisce ben 100.000 mq di nuove edificazioni residenziali oltre i limiti tassativi del Piano Strutturale Intercomunale (20.000 mq)". C'è poi il tema della tutela della natura e della rimozione dell'asfalto. Il gruppo di minoranza dice "no" a nuovi parcheggi su aree libere chide "La difesa delle aree protette, interventi di de-impermeabilizzazione dei suoli per combattere le isole di calore e la sperimentazione dell'intera area dell'Ex Santa Chiara come distretto d'avanguardia a mobilità zero-auto". Sul fronte della rigenerazione pubblica, la controproposta è quella di adibire gli spazi dismessi (come la Caserma San Vito) per accogliere servizi pubblici, case popolari e centri di aggregazione sociale.


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