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Cronaca lunedì 30 dicembre 2019 ore 14:27

Povertà, crescono gli italiani ai centri Caritas

Nel 2018, sul territorio pisano, si sono registrati 1567 accessi ai Centri Caritas. Si riduce la forbice tra italiani e stranieri



PISA — Nel 2018 i Centri d’Ascolto della Caritas diocesana di Pisa hanno incontrato 1.567 persone, un numero sostanzialmente identico a quello del 2017 (1.565) e costante da quattro anni. Continua a ridursi, invece, la forbice fra italiani e stranieri, una tendenza in corso ormai da oltre un decennio e che nel 2018 ha visto crescere la quota degli italiani, passati dal 35,8 al 38,5%, e contrarsi quella degli immigrati: dal 64,2 al 61,5% in dodici mesi.

Ciascuna delle persone incontrate, in media, si è rivolta alla Caritas cinque volte per un totale di 8.248 contatti.

Il 62,3% dei 964 stranieri incontrati dalla Caritas nel 2018 vivono in Italia da oltre nove anni mentre coloro che sono arrivati negli ultimi dodici mesi sono appena il 6,9%.

La povertà cronica, ossia quella riferita a coloro che frequentano i centri Caritas da almeno sei anni, riguarda 485 persone, il 30,9% del totale, un dato in crescita costante da quattro anni.

Sei persone su dieci fra coloro che nel 2018 si sono rivolti alla Caritas è senza lavoro. E’ la mancanza di un’occupazione uno dei problemi più diffusi e acuti fra i “poveri pisani”. Ma cresce anche la quota di coloro che, pur avendo un reddito, necessitano comunque dell’aiuto della Caritas, una condizione che riguarda circa un quarto (25,2%) delle persone incontrate e che mette in discussione anche la qualità del lavoro che c’è: fra questi il 17,8%, infatti, è occupato regolarmente mentre il 3,1% ha dichiarato di lavorare “al nero” e i pensionati sono il 4,3%.

Il 40% delle persone incontrate è coniugato e ha dichiarato di avere almeno un figlio. Anche a Pisa la povertà ha una forte connotazione familiare che finisce per ripercuotersi anche sui più piccoli: nei nuclei familiari seguiti dalla Caritas, infatti, vivono ben 822 figli minorenni. L’altra faccia della medaglia è costituita dalla solitudine e dalla fragilità relazionale. Il 19,5% delle persone incontrate, infatti, è divorziato o separato e il 5,8% vedovo. Circa un quarto (23,5%), invece, ha dichiarato di vivere “da solo”.

Nei primi sei mesi del 2019 la Caritas diocesana di Pisa ha incontrato 944 persone. Continua a crescere la quota d’italiani che bussano alle porte della Caritas, una tendenza in atto ormai da più di un decennio e che è proseguita anche nei primi sei mesi dell’anno: quest’ultimi, infatti, sono passati dal 38,5 al 40,1% mentre i primi sono scesi dal 61,5 al 59,9%.

Oltre un quinto delle persone incontrate nei primi sei mesi del 2019 è senza dimora (22,9% pari a 194 utenti). Si tratta prevalentemente di uomini (64,1%), stranieri (62,4%) e senza lavoro (81,5%), caratteristiche si allineano alle tendenze nazionali emerse nell’ultima indagine Istat (2014) sulla popolazione senza dimora. Infine un dato territoriale.

E’ il territorio del Ctp 5, quella vasta e densamente popolata porzione di città che va da Pratale a Cisanello passando da Porta a Piagge, la zona di Pisa in cui è maggiormente diffusa la povertà, almeno con riferimento alle persone che, nel 2018, hanno avuto bisogno di rivolgersi alla Caritas di Pisa. Negli ultimi dodici mesi, infatti, hanno bussato a un centro d’ascolto il 12,12 per mille dei residenti, l’incidenza più elevata di tutto il territorio cittadino e pari a circa il doppio di quella del Ctp 6, il “meno povero” della città, corrispondente all’area di Porta a Lucca e dintorni (6,25 per mille).

Più in generale, comunque, il cosiddetto “Indice di Povertà Caritas” conferma come anche a Pisa i processi d’impoverimento tendano a concentrarsi in periferia.

886mila euro. E’ la stima del valore economico complessivo di tutti i servizi della Caritas diocesana finanziati esclusivamente con risorse della Chiesa pisana. E’ calcolata per difetto in quanto non include il costo del lavoro degli operatori, né il risparmio reso possibile dall’opera di tanti volontari. La parte del leone la fa la Cittadella della Solidarietà che nel 2018 ha distribuito generi alimentari per un valore complessivo di 612mila euro. Seguono le mense (140mila euro), i pacchi spesa (63mila euro), i buoni doccia (16mila euro) e i cestini della mensa estiva (13mila euro).

Ci vuole “un cuore che vede”. Perché se non lo si ha, “potremmo anche possedere tutti i dati più esatti sulle problematiche del nostro tempo e avere pure i mezzi per intervenire” ma “rischieremmo ugualmente di fermarci alle periferie dei problemi, perché sapremmo andare oltre i numeri per riconoscere e abbracciare le persone rappresentate da quegli stessi numeri”. Così l’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto nella prefazione al Rapporto Povertà 2019 della Caritas diocesana di Pisa. 

“Almeno un centro d’ascolto in ciascuna unità pastorale”. E’ la proposta lanciata dal direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli nelle conclusioni del Rapporto sulle Povertà 2019. “La forma – spiega- non deve necessariamente essere quella dello sportello di ascolto ma crediamo importante che alcune persone si sentano vocazionalmente chiamate ad essere antenne, avamposti e porte aperte che intercettano il grido dei poveri”.

“Sì” all’Housing First, “un percorso che va nella direzione giusta ma che deve essere potenziato sperimentando anche altre azioni di housing innovativo”. Così il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli con riferimento agli interventi di contrasto alla marginalità attivati nel territorio. “Però – aggiunge il sacerdote – auspichiamo anche una nuova riflessione sullo strumento delle residenze di soccorso, collegato ad una più consapevole presa in carico delle persone fragili da parte delle istituzioni e della società civile”


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