Politica Giovedì 22 Gennaio 2026 ore 10:30
Ricercatori precari, pressing sul CNR

Approvata in Commissione cultura la mozione per chiedere la stabilizzazione dei lavoratori. Trapani, "Servono regole certe, non promesse"
PISA — La Commissione cultura del Consiglio regionale ha approvato una mozione per sostenere la stabilizzazione dei ricercatori precari del CNR e più in generale di tutto il sistema della ricerca pubblica in Toscana. A comunicarlo è Matteo Trapani, consigliere regionale del Partito Democratico, che ha contribuito alla stesura del documento insieme al primo firmatario Massimiliano Ghimenti.
"La grande difficoltà che attraversa oggi il sistema della ricerca", ha detto Trapani, "riguarda innanzitutto la condizione di migliaia di lavoratrici e lavoratori precari che ogni giorno mandano avanti progetti, laboratori e attività di innovazione senza una prospettiva stabile". La mozione, destinata ad arrivare a breve in aula, impegna la Giunta regionale a farsi carico della vertenza presso il Governo, promuovendo anche campagne di sensibilizzazione sul ruolo strategico della ricerca pubblica.
Tra le richieste inserite nel testo c’è l’apertura di un confronto con l’esecutivo e con lo stesso CNR per definire un piano di stabilizzazioni strutturato, l’attivazione di un tavolo regionale con enti di ricerca, università e rappresentanze sindacali, e la previsione di fondi mirati attraverso il Milleproroghe, facendo leva sul fondo creato dalla legge Madia.
"Non siamo di fronte a un tema corporativo ma a una scelta di futuro per la Toscana e per l’Italia", ha aggiunto Trapani. "Il CNR è strategico anche sul nostro territorio, dove dà lavoro direttamente a circa 1.800 persone, senza considerare l’indotto". A livello nazionale, secondo i dati citati, i ricercatori precari sarebbero circa 4.000, a fronte di soli 180 posti di stabilizzazione previsti. Un divario che secondo Trapani "mette a rischio il sistema, penalizza le persone e indebolisce la competitività del Paese".
Il consigliere ha concluso con un appello alla responsabilità: "Chi fa ricerca rappresenta un capitale umano che la Toscana non può permettersi di perdere. Continueremo a incalzare perché dagli atti si passi alle scelte concrete: risorse, regole chiare e tempi certi. E continueremo a farlo qui, in Toscana, portando la voce di chi lavora ogni giorno nei nostri centri di ricerca".
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