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Attualità martedì 09 giugno 2020 ore 19:30

Università e didattica in presenza, dialogo freddo

Palazzo "alla Giornata", Rettorato dell'Università di Pisa

Appello del sindaco al rettore affinché riveda il piano di un altro semestre, a settembre, ancora con la didattica online. Posizioni ancora distanti



PISA — Si è tenuta stamattina, in modalità videoconferenza, la Conferenza Università Territorio, alla quale hanno partecipato anche il sindaco Michele Conti e il rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella. All’ordine del giorno il confronto sulla ripresa delle attività istituzionali nella fase post Covid-19.E proprio su questo argomento il primo cittadino - pur lamentando un "atteggiamento di chiusura" da parte dell'Università - ha chiesto al rettore che l’Ateneo riprenda le lezioni in presenza già a partire dal prossimo settembre, all’avvio dell’Anno Accademico 2020-2021.

Nel frattempo, anche alcuni studenti fuorisede hanno avviato una raccolta firme per chiedere al rettore la stessa cosa.

"Chiedo al Rettore di rivedere la scelta di non riprendere le lezioni in presenza neanche per il primo semestre del prossimo Anno Accademico – ha detto Conti -, una decisione che per la città è devastante sia sotto il profilo economico, sia per lo stesso Ateneo, che può rischiare anche un calo di iscrizioni". 

"Prendo atto che il Senato Accademico è andato in questa direzione - ha proseguito il sindaco -, ma sento anche il parere di molti docenti universitari che si esprimono in modo nettamente contrario a questa scelta. Il rischio è che molti ragazzi e le loro famiglie sceglieranno gli Atenei di altre città. Mi risulta, ad esempio, che a partire da settembre 2020, l’Ateneo di Firenze sarà di nuovo accessibile per uno svolgimento della didattica che permetta la presenza contingentata degli studenti nelle aule secondo l’orario previsto dal calendario didattico, oltre a dare la possibilità di seguire le lezioni online a chi lo volesse".

Per Conti "continuare con le lezioni a distanza è una scelta temeraria anche su un altro fronte: far passare il concetto che l’Università si può seguire online e che questa modalità utilizzata per far fronte a un periodo ristretto di emergenza, diventi strutturale". 

Il sindaco, infine, si dice disponibile a mettere a disposizione dell'Università alcuni spazi comunali; anche se, osserva, "l’Università dispone in città di un cospicuo patrimonio immobiliare, molto del quale attualmente inutilizzato, che può servire in questo momento per gestire una situazione straordinaria. Basta solo volerlo e organizzarsi. Gli studenti pagano le tasse all’Università di Pisa che ha le risorse necessarie per rimodulare la didattica rispettando tutte le norme di sicurezza".

Dalla forza di minoranza "Diritti in comune", che aveva sollecitato la convocazione del Cut, la soddisfazione è a metà: soddisfazione per l'annuncio di un tavolo che si riunirà a breve per discutere di affitti, mobilità e spazi sociali per gli studenti, rammarico per l'atteggiamento del sindaco.

Per Diritti in Comune, infatti, Conti ha "scaricato sull’Università il peso delle difficoltà oggettive di questa fase, sostenendo che saranno responsabilità del Rettore le conseguenze sulla città dovute alla scelta di prorogare la didattica a distanza anche nel primo semestre 2020-21. Si tratta di un atteggiamento da biasimare, irresponsabile e irrispettoso, che non tiene in minima considerazione né gli elementi oggettivi, né le decisioni interne degli organi di Ateneo, e che preclude la ricerca di un lavoro di intesa con tutti i soggetti".

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